Archivio mensile:luglio 2015

Il Sud italiano a rischio sottosviluppo permanente

Ma che bella notizia il Sud italiano a “Rischio di sottosviluppo permanente”

In tredici anni, dal 2000 al 2013, l’Italia è stato il Paese che e’ cresciuto meno, +20,6% rispetto al +37,3% dell’area Euro a 18, addirittura meno della Grecia, che ha segnato +24% quale effetto della forte crescita negli anni pre crisi, che è riuscita ad attenuare in parte il crollo successivo. Questa la fotografia scattata da Svimez nelle anticipazioni del Rapporto sull’economia del Mezzogiorno 2015, che sottolinea come la situazione e’ decisamente più critica al Sud, che cresce nel periodo in questione la metà della Grecia, +13%: oltre 40 punti percentuali in meno della media delle regioni Convergenza dell’Europa a 28 (+53,6%). Una situazione che Svimez fotografa così: “Il Sud è ormai a forte rischio di desertificazione industriale, con la conseguenza che l’assenza di risorse umane, imprenditoriali e finanziarie potrebbe impedire all’area meridionale di agganciare la possibile ripresa e trasformare la crisi ciclica in un sottosviluppo permanente“.

Il rapporto Svimez ha confermato la sensazione che ognuno di noi ha vivendo la vita di tutti i giorni. Infatti, solo un cieco non si accorgerebbe che la nostra economia è ferma al palo ormai da decenni.

Quando tornai nella mia terra, il Salento, nel 1999, dopo la parentesi universitaria a Modena, avevo ben altre prospettive. Dal Nord sembrava che il Sud, la Puglia, il Salento finalmente avessero imboccato la strada giusta per mettersi al pari con il resto del Paese, ma è stata una mera illusione. Pian piano ho assistito ad un lento ed inesorabile declino, un ritorno ad un passato fatto di sottosviluppo e di emigrazione, che non si riesce ad arrestare.

Non c’era bisogno del rapporto Svimez per rendersi conto che l’economia è ferma. Non riusciamo più a muoverci. Il solo settore del turismo, sebbene in crescita, in Puglia, non è sufficiente a garantire una crescita stabile. Si devono mettere in moto altri fattori come l’agricoltura e il settore manifatturiero. Si deve modernizzare la rete delle infrastrutture (strade, ferrovie, aeroporti). Ma bisogna farlo sul serio, senza sprechi e ruberie, senza tutelare interessi di pochi a discapito di quelli dei molti.

Lo so, forse è pura utopia, immaginare un Sud che si rimbocca le maniche e torna ad essere artefice del suo destino.

Quello che più di tutto mi fa arrabbiare è la consapevolezza che il Sud, la Puglia e il Salento, hanno le potenzialità per crescere e che per qualche strano motivo, invece, siamo qui a leccarci le ferite per una crisi che si fa sempre più stringente.

I soldi ci sono, i finanziamenti europei sono disponibili, non è vero che siamo abbandonati a noi stessi, bisognerebbe solo usarli bene. Molto spesso assistiamo a sprechi, a ruberie, all’utilizzo poco oculato dei soldi pubblici. Spesso si utilizza il finanziamento pubblico per sovvenzionare progetti di scarsa prospettiva, sottraendolo magari a necessità più ampie e più di lunga durata. E’ la cosiddetta politica dei finanziamenti a pioggia, che bagnano un po’ tutti, ma che alla fine evaporano lasciando il territorio a secco. E’ la logica del meglio l’uovo oggi che la gallina domani.

Mi chiedo come si possa invertire la tendenza, come si possa fare per uscire da questo vortice nel quale ci siamo infilati. Ci sarebbe bisogno di politici illuminati e lungimiranti, di imprenditori capaci di guardare al futuro remoto e non solo al presente, di cittadini che respingano con veemenza la logica della sottomissione e dell’assistenzialismo, ma stentano ad emergere, fagocitati da un sistema che premia la mediocrità e l’immobilismo. Forse qualcuno ha già deciso che il Sud deve essere questo, perché così fa comodo.

Dobbiamo davvero arrivare come si suol dire “con le pezze al culo” per capire che bisogna invertire la rotta?

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Surbo: due arresti per frode alla UE…che tristezza!

… Leggo il giornale: “frode milionaria all’UE con proprietà false”…”usavano anche i terreni confiscati alla mafia”! Con l’accusa di truffa sono stati arrestati due surbini. A quanto pare i due avevano messo su un sistema ben organizzato per truffare l’Unione Europea… documenti falsi per attestare la titolarità di centinaia di terreni agricoli e incassare i finanziamenti europei destinati ai proprietari e finalizzati a disincentivare l’abbandono degli stessi. In parole povere si tratta di quei contributi che l’UE elargisce ai proprietari dei fondi agricoli per incentivare le coltivazioni e sostenere l’agricoltura.Che tristezza! Non voglio entrare nel merito della vicenda e giudicare i presunti responsabili della truffa, ma se l’addebito fosse confermato, il fatto sarebbe straordinariamente grave. In un territorio come il nostro in cui il settore agricolo è in grosse difficoltà, leggere una notizia del genere fa molto male. Ci si lamenta spesso che l’agricoltura è abbandonata a se stessa, che non conviene coltivare la terra, senza sapere che c’è chi ne approfitta per indebiti arricchimenti. 

L’agricoltura dovrebbe essere uno dei settori trainanti della nostra economia…i finanziamenti europei e statali dovrebbero davvero essere utilizzati per incentivare le produzioni agricole e renderle competitive… E invece spesso vengono utilizzati in maniera furbesca, senza che abbiano alcuna ricaduta positiva sul territorio.

Il nostro è un territorio in forte crisi economica, che non può permettersi un cattivo utilizzo di qualsiasi fonte di finanziamento che possa essere recuperata! 

Penso che magari quei soldi di cui ci si è appropriati illegittimamente potevano davvero aiutare giovani per far partire nuove e moderne imprese agricole e, invece, niente!

Non è il primo caso di truffa nell’ambito dei finanziamenti agricoli, probabilmente non sarà l’ultimo, c’è una mentalità da cambiare… Prima capiremo che con la furberia non si va avanti, meglio sarà per la nostra terra!

Torre Chianca: non facciamo solo demagogia!

…giustamente tutti a parlare del povero immigrato derubato e picchiato selvaggiamente da due balordi italiani a Torre Chianca… è giusta l’indignazione per il deplorevole atto, è giustissima l’indignazione per l’indifferenza della gente che ha assistito impassibile… ma è possibile che nessuno si indigna per quello che è successo la scorsa notte a Torre Chianca nel medesimo lido teatro del fatto tanto condannato?

In quel lido, La Cambusa, è stata messa una bomba che ha fatto saltare in aria diverse cabine, provocando un grave danno ai gestori… danno economico e danno d’immagine… é possibile che nessuno si soffermi su questo grave fatto… in una marina, quella di Torre Chianca, spesso teatro di episodi criminosi, è gravissimo che chi ha voluto investire, fornendo strutture e servizi, debba essere danneggiato e spinto ad abbandonare… l’indignazione ci deve essere, anche per questi fatti, che magari appaiono meno “fashion” agli occhi dell’opinione pubblica, ma minano il tessuto sociale ed economico del nostro territorio, già tanto martoriato.

Le marine di Lecce, non solo Torre Chianca, non possono restare abbandonate a se stesse, una sorta di terra di nessuno, dove chi ci risiede o ci lavora ogni giorno e ogni notte rischia qualcosa di proprio… la questione sicurezza è prioritaria…indigniamoci, incazziamoci, rompiamo le scatole a chi amministra questi luoghi, ma non facciamo demagogia fine a se stessa!

Xylella: oltre il danno anche la beffa

Ebbene sì, per gli olivicoltori salentini, quello della Xylella sta diventando un problema grosso quanto una casa. Per i malcapitati, oltre il danno si sta configurando anche la beffa.

Ormai, è noto che il Salento è in piena emergenza Xylella (quell’epidemia che sta colpendo gli ulivi salentini, portandoli al rapido disseccamento), tutti ne parlano, tutti ne scrivono.

Negli ultimi mesi si sono convocati diversi tavoli tecnico-scentifici, per parlarne, per discuterne, per cercare soluzioni. E’ stato approntato dalla Regione e dal Commissario straordinario, nominato per affrontare l’emergenza, un piano che prevede una serie di misure atte a contenere questa epidemia ed evitare il diffondersi del contagio.

Tra queste misure quella che più colpisce l’opinione pubblica e di cui si sente spesso parlare è l’eradicazione, l’abbattimento degli alberi infetti; poco, invece, si sente parlare delle altre misure: le cosiddette buone pratiche agricole. Queste non sono altro che una serie di PRESCRIZIONI (non consigli utili) che gli olivicoltori devono seguire nella coltivazione degli oliveti, per evitare il diffondersi della Xylella. Queste prescrizioni prevedono, per es. il controllo meccanico degli stadi giovanili mediante tranciatura o erpicatura delle erbe spontanee e ulteriore controllo degli stati giovanili mediante pirodiserbo e decespugliamento, l’utilizzazione di fitofarmaci sugli alberi ed altro.

Di queste misure si sa ben poco; si sarebbe dovuta fare una capillare campagna d’informazione, ma nella realtà dei fatti, la maggior parte degli agricoltori salentini sono all’oscuro delle prescrizioni normative.

E, allora, che sta succedendo? Succede, che molti proprietari di oliveti non sapendo che ci sono dei veri e propri obblighi nella coltivazione dei propri fondi si stanno vedendo notificare verbali con i quali si sanzionano le violazioni delle norme prescritte nel piano anti Xylella.

Sono verbali salati in genere di € 1000,00 l’uno, emessi per non aver provveduto al controllo meccanico degli stadi giovanili mediante tranciatura o erpicatura delle erbe spontanee e all’ulteriore controllo degli stati giovanili mediante pirodiserbo e decespugliamento, oppure, per non avere effettuato i trattamenti fitosanitari.

Ora, mi chiedo: è possibile che il proprietario di un oliveto, oltre al danno che subisce per l’ammalarsi dei propri alberi, a causa di un’epidemia, che ancora non si capisce come sia arrivata in terra salentina, deve subire anche la beffa di vedersi sanzionato? Non stiamo parlando di bruscolini ma di migliaia di euro che vengono ad incidere pesantemente sull’economia di una famiglia in un tempo di crisi, come quello che stiamo vivendo.

Gli olivicoltori, in questo momento hanno bisogno di essere sostenuti, di essere aiutati e non tartassati, per qualcosa di cui non sono responsabili.

In questo momento d’emergenza è necessario fare fronte comune tra organizzazioni di categoria, proprietari, coltivatori, istituzioni e forze dell’ordine, per combattere il batterio killer; l’ultima cosa di cui si ha bisogno è tartassare chi è la vittima di questa epidemia.

A chi giova sanzionare così pesantemente i proprietari degli oliveti? Certamente ciò non contribuisce alla risoluzione del problema.

L’auspicio è quello che questa emergenza non si trasformi nell’ennesima occasione di fare cassa senza che alla fine si risolva alcunché. Non posso non ricordare che il problema della Xylella è conosciuto già da diversi anni e che se si è arrivati ad una vera e propria situazione d’emergenza territoriale, non è certo colpa del contadino che non ha tagliato l’erba.

Mi auguro che prevalga il buonsenso e che politica, istituzioni, associazioni di categoria e proprietari  lavorino davvero di concerto per la risoluzione di questo problema ed evitare oltre il danno anche la beffa.

Surbo: perchè ci si ammala tanto di patologie tumorali?

Mi sto chiedendo: quanti parenti, familiari, amici e concittadini dovrò ancora vedere ammalarsi di cancro a Surbo prima che qualcuno cominci a porsi il problema del perché?

È di qualche giorno fa il rapporto del CNR secondo il quale la centrale Enel di Cerano avrebbe una grande incidenza nelle cause di morte. 11036368_10205971403315681_3287662085324838197_n-2 .

MA è solo Cerano? O c’è dell’altro?

Una cosa è certa a Surbo ci si ammala tanto di patologie tumorali.

Noto che c’è sempre grande mobilitazione per sostenere la ricerca, per sostenere le associazioni che assistono i malati e si prendono cura del loro disagio; negli ultimi giorni si è fatto tanto perché si intitolasse un nuovissimo macchinario inaugurato dalla ASL di Lecce ad una locale vittima del cancro; tutto giustissimo e meritevole di grandi lodi, sia ben chiaro, ma mi chiedo: non dovremmo allo steso modo preoccuparci di andare a capire perché ci si ammala con tanta frequenza? 

La centrale a carbone di Cerano è certamente una delle cause di morte, ora c’è anche la conferma scientifica, qualora ce ne fosse stato bisogno, ma mi chiedo cosa si è fatto e cosa si sta facendo per neutralizzare gli effetti malefici?

A mio giudizio: niente di concreto! Sono anni che ci sorbiamo le ricadute tossiche di Cerano, senza che nessuno abbia detto una sola parola, quasi rassegnati al triste destino.

Bisogna anche capire se ci sono altre cause e quali sono!

Perché nessuno degli amministratori che si sono susseguiti negli anni si è posto il problema? La tutela della salute pubblica dovrebbe interessare allo stesso modo della realizzazione di un opera pubblica. Si potrebbe cominciare con un indagine sulla qualità dell’aria e dei terreni.

Insomma è il momento di cominciare a capire come stanno le cose e a porre rimedio!

Fare politica è anche questo!

Il fallimento della sinistra salentina

… “Cos’è la destra? Cos’è la sinistra?” …così cantava Giorgio Gaber in una sua celebre canzone… e chi lo sa? Probabilmente i confini delle due categorie politiche oggi sono talmente impercettibili che non si riesce a notare le differenze… e così, dopo un periodo in cui si è cercato di ricondurre la politica ai due massimi sistemi (per qualche periodo anche riuscendoci), si torna a marcare quella linea di mezzo che ha contraddistinto la nostra storia repubblicana… quella linea di mezzo che per decenni è stata rappresentata dalla Democrazia Cristiana e che prepotente torna alla ribalta sotto altre spoglie.

Oggi, il giorno dell’insediamento della Giunta regionale pugliese, guardando le varie fotografie celebrative dell’evento, guardando i componenti salentini, pensavo: cavolo! Non c’è una donna o un uomo riconducibili ai vecchi partiti della sinistra…

Infatti, a ben guardare tutti e tre i rappresentati salentini in Giunta (Loredana Capone, Salvatore Negro, Sebastiano Leo) non provengono da partiti di sinistra propriamente detti.

Da qui nasce la mia riflessione: la sinistra salentina ha fallito!

Dopo tante stagioni che nel bene o nel male (io penso più nel bene, che nel male) l’ha vista protagonista nel Salento e in Puglia, non ha saputo rigenerarsi, non ha saputo riproporsi, consegnando o, forse, è meglio dire, riconsegnando il primato a quell’estrazione politica centrista (quell’area democratica-popolare) che per anni aveva imperato e che l’aveva spesso marginalizzata.

Sia ben chiaro, non ho nulla contro le persone che provengono da quella tradizione, ma gli uomini e le donne della Sinistra salentina si dovrebbero porre un interrogativo grande quanto una casa sul perché di un così eclatante fallimento.

Piconese torna a parlare

Piconese torna a parlare!

  
…saranno state le sollecitazioni di questi giorni fattegli prevenire da più parti…

… Forse, però, sarebbe stato meglio che avesse continuato il suo silenzio e lasciare il dubbio circa la sua incapacità di ricoprire il ruolo di segretario provinciale, piuttosto che parlare ed eliminare ogni dubbio!

… Ci si aspettava dichiarazioni coraggiose da parte sua, che tenessero conto della situazione politica sviluppatasi negli ultimi giorni… Ci si aspettava una difesa del partito maltrattato a Bari… Ci si aspettava un segretario pronto a rivendicare le istanze provenienti dai militanti del suo partito …e invece niente! 

Per lui va tutto bene! Stiamo davvero in una botte di ferro! 

 

Ma quanto è furbo sto Michele Emiliano

…nelle barzellette sulla rivalità tra leccesi e baresi, i leccesi, fin’ora, venivano sempre rappresentati come i cugini furbi dei baresi… e invece, a sto giro i furbi sono stati i baresi… per la precisione lo è stato il barese più famoso del momento: il nostro Presidente della Regione Michele Emiliano.

…non c’è che dire quanto a furbizia e a scaltrezza politica ha dato una bella lezione a noi leccesi…tanto di cappello! ..forse ora si cominceranno a raccontare le barzellette su “quantu su fessa quelli del PD leccese”.

…ha compiuto un capolavoro di tatticismo politico… prima è venuto nella nostra provincia, girandosi tutti i comuni…ha partecipato alle sagre (quelle vere, quelle di paese, dove si balla si beve e “se magna”), agli incontri, alle feste…ci ha convinti che lui era il meglio che la politica pugliese potesse esprimere… ci ha convinto che con lui sarebbe cambiato tutto… che avrebbe valorizzato e premiato il nostro territorio… addirittura, voleva il conferimento della cittadinanza leccese onoraria, in segno di attaccamento alla nostra terra… ha fatto promesse, ha preso impegni con chi gli prometteva sostegno…

…e noi? gli abbiamo battuto le mani, lo abbiamo osannato, lo abbiamo sostenuto alle primarie, lo abbiamo votato, gli abbiamo fatto ottenere uno straordinario risultato, con una straordinaria performance dei candidati del PD, tale da risultare il miglio partito in Puglia…

…e poi? tataaaaaa! Una volta eletto il guascone (così gli piace apparire) Michele da Bari, si dimentica di tutte le promesse fatte, di tutti gli impegni presi, di quel popolo festante che lo aveva accolto nel Salento e comincia a fare di testa sua…

…viene nominato… a distanza di qualche giorno vara la Giunta regionale… un capolavoro di furbizia.

…che ti fa il “satanasso di un Michele” fa finta di varare una giunta composta da 10 componenti, ne fa scegliere 5 attraverso un meccanismo farlocco di “voto on line” riservato ai suoi fedelissimi, nomina due (donne) esterne e finge di nominare 3 donne del M5s… si, finge, perché sa benissimo che non avrebbero mai accettato…

…in questa operazione, mortifica il PD salentino facendo fuori i due consiglieri eletti più votati in Puglia e nomina la terza classificata come assessore esterno… secondo lui è questo il giusto riconoscimento che spetta al PD leccese.

…oggi, pare che abbia deciso di varare una giunta, non più a 7, visto che le “grilline” non hanno accettato, ma a 10…

…credete, che dopo tanta indignazione fattagli pervenire in tutti i modi, per il barbaro trattamento riservato al PD leccese, abbia pensato di ravvedersi? NOOOO!

…pare che abbia scelto o sceglierà tre dei 5 nomi che non aveva già nominato… così facendo si nomina una giunta a 10, con 8 uomini e due donne (quando aveva giurato che avrebbe rispettato la parità di genere)… lascia fuori quei rappresentanti del territorio salentino che gli potevano dare più fastidio…e tira dritto fregandosene e umiliando li leccesi “fessa”…

…e bravo Michele!

Piconese batti un colpo

Piconese batti un colpo… batti i pugni… mettiti a gridare… spacca qualche tavolo…insomma fai vedere che ci sei, che esisti, che sei incazzato per come è stato trattato a Bari il PD della provincia di Lecce che tu rappresenti.

Dai un segno di vita, dai battaglia, rivendica i diritti degli eletti del tuo partito, rivendica il risultato tanto eccelso che tu hai tanto decantato a Lecce. Dimostra che credi in quello che dici. Dimostra di tenere in considerazione la volontà di tanti cittadini della provincia di Lecce che si sono espressi in maniera chiara ed inequivocabile, convinti che la democrazia ha ancora un senso. Dimostra riconoscenza e fedeltà a loro, perché grazie a loro puoi fregiarti dei buoni risultati delle regionali.

Vai a Bari… Vai a Roma… Chiama chi vuoi… scrivi sulla stampa… vai in tv… ma non permettere che venga snobbata e derisa la volontà di tanti uomini e donne della tua terra. Tu hai questo dovere (oltre a quello di augurare buon lavoro a qualche assessore esterno nominato).

Non è una questione personale è una questione politica e tu da Segretario provinciale non puoi esimerti dall’affrontarla.

Quello che si è fatto ieri a Bari è stato la mortificazione della politica, l’umiliazione di un territorio, l’annullamento di un partito.

Come puoi subire e farci subire un simile affronto. Il PD leccese ha l’eletto più suffragato della Puglia, Sergio Blasi, una persona capace e competente, che non è stata nemmeno considerata per entrare in Giunta.

Forse a te Salvatore Piconese avrà fatto anche piacere, ma da Segretario provinciale del PD hai il dovere di difendere e tutelare l’eletto e i tanti cittadini che l’hanno votato e così facendo hanno sostenuto anche il partito.

Se non ti senti di farlo… ancora una volta ti rinnovo l’invito a fare altro nella vita!

Michele Emiliano non può continuare a fare il Segretario Regionale del PD!

È da un po’ di tempo che ho smesso di fare commenti a caldo, per cercare di essere quanto più lucido possibile (anche se non sono certo di riuscirci sempre).

Mi sono concesso una nottata per riflettere su ciò che è successo ieri a Bari, sulle scelte fatte dal neo Presidente della Regione Puglia nel varare la sua giunta.

Ieri abbiamo assistito ad una brutta pagina di politica nella nostra Regione e mi dispiace che a scriverla sia stato il Segretario Regionale del mio partito il PD. Si, proprio lui, quel Michele Emiliano che prima ancora di essere il Presidente eletto della Regione Puglia è il Segretario di un partito politico. E non stiamo parlando di qualche minuscola formazione, ma del maggior partito in Puglia e in Italia, quel partito composto da migliaia di uomini e donne che in nome di un idea, di un senso di appartenenza, fanno sacrifici, si spendono nelle campagne elettorali, mantengono vivo un dibattito politico, impedendo una deriva personalistica e totalitaristica.

Ebbene, il Segretario è proprio nei confronti di quelle migliaia di persone che ha mancato di rispetto, prescindendo dalle loro scelte.

Qualcuno mi dirà: è prerogativa del Presidente della Regione scegliere gli assessori che lo affiancheranno nella sua azione di governo. È verissimo, spetta a lui scegliere in totale autonomia, ma mi chiedo, può tale autonomia contrastare con l’indicazione che viene dai dati elettorali?

A mio modesto parere non si dovrebbe prescindere dai risultati delle urne, a meno che non si voglia mettere in discussione il concetto stesso di democrazia.

Il Segretario Regionale del PD non può prescindere dalle indicazioni che gli vengono dal suo partito, ha il sacrosanto dovere di difenderle e perorarle. Il problema è che in questo caso la figura del Segretario coincide con quella del Presidente. Inevitabilmente, ne è derivato un conflitto d’interessi, perché i due ruoli, con le rispettive prerogative sono coincisi.

Emiliano ha scelto di favorire il suo ruolo di Presidente a tutto discapito di quello di Segretario non tutelando i legittimi interessi di chi del suo partito è stato eletto e di tutti coloro che si sono spesi per eleggerlo.

Mi chiedo e vi chiedo: Emiliano non avrebbe dovuto scindere i due ruoli? Non avrebbe dovuto tutelare i suoi eletti? Non avrebbe dovuto tutelare le migliaia di persone che hanno votato candidati del SUO partito, perché ricoprissero ruoli di prim’ordine nella guida della Regione?

Le scelte fatte da Emiliano appaiono agli occhi del semplice militante del partito, incomprensibili e lesive del voto che ha espresso. La scelta di tenere fuori dai giochi Sergio Blasi per un posto in Giunta Regionale appare incomprensibile e non trova alcun fondamento POLITICO.

Blasi, senza parlare del suo curriculum che da solo sarebbe sufficiente per attribuirgli un ruolo di governo alla regione, è stato il più suffragato (16.500 voti) non solo in provincia di Lecce, ma anche in Puglia; su di lui si sono riversate le aspettative Politiche di tanti uomini e donne del PD, che con il loro voto hanno voluto dare un segnale netto ed inequivocabile; hanno scelto uno proposta Politica e un modello differente da quello che gli veniva offerto da altri; hanno bocciato azioni di governo regionale precedenti.

Nessun Segretario di partito può prescindere da un tale dato, nessun Segretario di partito può esimersi dal tutelare una simile figura. Questo, sempre politicamente parlando.

Ovviamente, si trascende dal risultato politico elettorale, quando, invece, ci sono motivazioni che attengono alla sfera dei rapporti interpersonali. Ma se così fosse (ed io non riesco a vedere altre motivazioni) sarebbe un fatto gravissimo.

Quello che è avvenuto ieri, il mancato inserimento di Blasi nella lista degli Assessori, è irrispettoso dell’eletto, dei suoi elettori e di tutto un territorio di cui è la diretta espressione.

Mi chiedo: a che serve andare a votare, se poi si prescinde dal risultato di quel voto?

Un Segretario Regionale di un partito che non riesce a tutelare i suoi eletti e i suoi elettori, non può continuare a fare il Segretario Regionale. Emiliano si sarebbe dovuto dimettere dal suo ruolo di Segretario il giorno dopo la sua elezione (spero che lo facci al a più presto) e consentire a qualcun altro, con l’obbiettività del caso, di perorare la causa del PD, dei suoi eletti e dei suoi elettori. Ora mi auguro che ripari a questa situazione, perché è una persona che ho sempre apprezzato e stimato e, davvero, mi dispiacerebbe dovermene pentire!