La sinistra esiste

Dove ero rimasto? Ah si!  Alla questione del populismo (se non lo avete fatto, vi invito a leggere l’articolo di ieri (Sinistra e sinistrati), del quale questo è la continuazione).

Ebbene, oggi viene fatto un abuso del termine per configurare un qualcosa di negativo; un’accusa infamante rivolta a chi oggi sta cercando di dare voce ad un popolo che chiede solo di essere ascoltato. E anche in questo i sinistrati dimostrano di aver perso la bussola. Ricordo bene, infatti, il tempo in cui i partiti di sinistra, il vecchio PCI in primis, del populismo facevano il fondamento della loro azione politica. Oggi, paradossalmente, gli eredi di quel partito hanno trasformato il concetto di vicinanza al popolo, specie quello meno abbiente, quello che più a bisogno, in qualcosa di negativo, in qualcosa di pericoloso, da ostacolare a tutti i costi.

Voglio fare una precisazione a questo punto. Sto usando la parola “sinistrati” per marcare netta la differenza con la parola “sinistra”.

Perché lo faccio? Perché credo che far coincidere le due parole, sinistra e sinistrati, in questo momento storico sia una cosa sbagliatissima.

Per quanto i sinistrati si vogliano fare i paladini della sinistra il loro tentativo resta vano.

Possono dire tutto quello che vogliono, ma questi soggetti con la sinistra non c’entrano nulla.

Stanno cercando in ogni modo di distruggere l’idea di sinistra e di far perdere il ricordo di quello che veramente rappresenta e ha rappresentato per la nostra società.

Nel corso degli anni chi ha rappresentato la sinistra italiana, l’ha progressivamente indebolita, portandola ad essere percepita come qualcosa di nefasto dal quale rifuggire. C’è stato un lento ed inesorabile travaso del patrimonio umano e culturale della sinistra verso destra, tanto da non riuscirne più ad intravedere la linea di confine.

Il risultato è stato che in questi anni chi avrebbe dovuto rappresentare la sinistra ha smesso di essere dalla parte del popolo per stare dalla parte di chi il popolo lo ha sfruttato e malmenato.

Ma la sinistra non è morta. Le idee di sinistra non sono sparite. Semplicemente stanno cambiando i rappresentati.

Oggi è da considerarsi di sinistra chiunque, consapevole delle grandi difficoltà politiche, economiche e sociali che l’Italia, ma più in generale l’Europa, sta attraversando, sceglie di stare dalla parte del popolo, delle masse sfruttate ed egemonizzate dal potere della finanza e dei mercati.

Oggi è di sinistra chiunque scelga di stare con il popolo e le masse dei lavoratori, degli sfruttati degli emarginati contro le classi dominati europee e mondiali.

Oggi è di sinistra chi dice che i diritti sociali vengono prima delle ragioni dei mercati, che la sovranità di un popolo viene prima della competitività a livello globalizzato, che la difesa del lavoro  è preminente rispetto alla deregolamentazione richiesta dalle multinazionali dello sfruttamento.

Detto ciò, credo in questo momento ci sia al governo molta più sinistra di quanto ce ne sia stata nel governo precedente (per intenderci quello a guida pd-centrosinistra). E questo mi va più che bene.

Oggi, paradossalmente, i nemici della sinistra sono quelli che finora l’hanno rappresentata. Quelli che vedono nel populismo il nemico da combattere perché temono il ritorno di una coscienza di classe che in tutti questi anni hanno contribuito ad anestetizzare, togliendogli qualsiasi prospettiva di miglioramento delle proprie condizioni. Quelli che vogliono far passare per razzismo la difesa della sovranità nazionale contro ogni tentativo di ingerenza del sistema globalizzato che punta ad affermare l’equazione meno diritti sociali e più profitto. Quelli che hanno sacrificato la tutela dei diritti sociali con la tutela dei diritti civili.

La sinistra non può più essere rappresentata da questi soggetti. Ha bisogno di camminare su gambe nuove che non temano di affrontare gli ostacoli che le lobby dei potenti gli frapporranno quando vedranno toccati i loro interessi. C’è bisogno di essere coraggiosi, c’è bisogno di recuperare quella speranza che le cose posso cambiare a condizione che lo si voglia davvero.

La sinistra c’è e camminerà sulle gambe di chi saprà farsi interprete delle esigenze e delle aspettative della maggior parte del popolo sovrano, sfruttato e sottomesso.

Trovo patetica ogni alchimia politica che sento proporre da parte di chi non si rassegna all’idea di una solenne bocciatura della storia prima ancora che delle urne. Nessun interesse per i più deboli, per gli ultimi, per chi ha bisogno, per la tutela della Nazione, della sua bellezza, delle sue straordinarie capacità di essere apprezzata nel mondo, c’è solo il tentativo di riacquistare il consenso per una personalistica sopravvivenza.

Più di qualcuno in questi giorni ha detto che chi ha rappresentato la sinistra in questi ultimi anni dovrebbe estinguersi politicamente; non c’è niente di più giusto! Chi in questi anni ha cercato di cancellare l’idea stessa di sinistra, in parte riuscendoci, è giusto che scompaia.

Nascerà una nuova sinistra strutturata, come quella che abbiamo conosciuta nel secolo scorso? Non lo so! Francamente non ci credo molto! Al momento mi accontento di vedere alcuni capisaldi rappresentativi della sinistra che vengono rispolverati e resi attuali da chi oggi sta governando.

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