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Il riordino ospedaliero nel Salento

…se ne sta parlando tanto in questi giorni di piano di riordino ospedaliero nel Salento!

…è ovvio che nessuno vuole che l’Ospedale sotto casa chiuda… e allora ognuno si mette a fare le sue battaglie campali per difendere l’insediamento… quando si parla di piano di riordino ospedaliero tutti saltano sulla sedia considerando lo stesso una minaccia alle proprie postazioni acquisite, facendola passare per una minaccia al diritto alla salute… Continua a leggere Il riordino ospedaliero nel Salento

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La politica che fa sognare, prospettando un futuro che dovrebbe essere già presente

La politica che fa sognare, prospettando un futuro che dovrebbe essere già presente… é proprio ciò che sta succedendo nel mio Salento…

… infatti ciò che la politica attuale è capace di proporre per il futuro, non è altro che proposte vecchie di oltre 10 anni…

… Strada statale 275, metropolitana di superficie, Frecciarossa che arriva a Lecce, piano coste, distretti per il turismo, riconversione a gas della centrale a carbone di Cerano… tutti progetti che sarebbero dovuti essere già realtà…

…e guarda il caso  tali progetti di modernizzazione del territorio vengono riesumati da chi in modo diretto o indiretto ha occupato la scena politica salentina da più di vent’anni…

…mi verrebbe da dire: ma dove siete stati fin’ora? perché fate finta di essere gli ideatori di progetti che si sarebbero dovuti già realizzare?

…faccio un esempio: il progetto della cosiddetta metropolitana di superficie, altro non è che un progetto che ha almeno 11 anni (da quello che io ricordo)… si parlò di metropolitana di superficie nel 2004 allorché divenne presidente della provincia di Lecce Giovanni Pellegrino … allora si leggeva sulla Gazzetta del Mezzogiorno: “Una moderna metropolitana di superficie con nuove carrozze, collegamenti capillari in tutto il Salento e stanzioncine tirate a nuovo per la gioia di turisti e pendolari. Il tutto attraverso una rete ferroviaria completamente ammodernata in cui i vecchi e pericolosi passaggi a livello saranno solo un lontano ricordo. 
Da qui a qualche anno potrebbe essere questo il nuovo scenario delle Ferrovie del Sud Est, una rete di trasporti rinnovata ed efficiente in grado di ribaltare in favore del treno la cultura dominante della «gomma». La scommessa parte questa mattina, nel teatro Politeama Greco, dove il presidente della Provincia Giovanni Pellegrino firmerà assieme al governatore di Puglia Nichi Vendola ed all’amministratore delegato delle Sud Est, Luigi Fiorillo, il protocollo d’intesa per la realizzazione dell’ambizioso progetto“…

…di anni ne son passati non qualche, ma ben 11 e quel progetto che oggi dovrebbe essere una realtà per il nostro territorio, non è altro che un progetto di cui vantarsi per un prossimo (non si sa quanto) futuro…

…analogo discorso può valere per la SS 275 o per il Frecciarossa, per la centrale di Cerano, per il piano coste… progetti vecchi di una politica vecchia che non è stata in grado di realizzarli e che ora li spaccia per le nuove frontiere del futuro…

…ora sia chiaro, benvenga tutto ciò che può portare questa terra al passo con il resto d’Italia, lo si faccia, e lo si faccia in fretta, perché siamo già molto in ritardo…

…questa è una Terra che ha enormi potenzialità, ma che ha bisogno di essere lasciata libera…ha bisogno di volare sulle ali dell’entusiasmo, della inventività e della creatività… non ha bisogno dei lacci e laccioli di chi ha controllato i processi di rinnovamento e intende farlo nel prossimo futuro, facendo passare per futuro ciò che dovrebbe essere presente.

Le “littorine” e le Ferrovie Sud Est

Lo ammetto, non ho mai viaggiato sulle linee ferroviarie gestite dalla FSE (Ferrovie Sud Est), né sono mai salito su uno dei famigerati trenini d’epoca, che vengono adibiti al trasporto delle persone (le cosiddette “littorine”) e che sfrecciano (si fa per dire) nel Salento.

Dunque, capire la reale situazione per me è un po’ complicato; non avendola constatata di persona, personalmente (come direbbe un famoso personaggio della serie televisiva Montalbano), mi devo affidare alle opinioni di chi, invece, per necessità o per piacere se ne serve e di chi per qualche motivo ne parla. E qui che viene il bello,

C’è chi considera la suddetta tratta ferroviaria e il relativo trenino una sorta di mezzo per gustarsi le bellezze del Salento a discapito della durata del viaggio, dunque non fa niente se da Lecce ad Otranto (circa 50 km) ci si impiega ben due ore, perché tutto questo tempo consente di gustarsi le bellezze del territorio, facendo una sorta di viaggio nel passato; c’è, di contro, chi considera la famosa “littorina” una vergogna, un mezzo inadeguato per trasportare essere umani, con tempi di percorrenza non degni di un Paese moderno. C’è chi ne vuole fare il mezzo di trasporto per il futuro, per andare a diminuire la circolazione su strada e, dunque, tutelare l’aspetto ecologico del territorio e c’è chi lo considera un mezzo per attrarre finanziamenti.

Insomma, sulle FSE ci sono un sacco di opinioni che convergono e divergono, si attorcigliano e si aggrovigliano e che, di certo, hanno lasciato la situazione immutata da tanti, tantissimi anni ormai.

Se nel Salento viaggiano ancora treni degli anni 60, su linee ferroviarie non elettrificate, con orari approssimativi dettati dalle coincidenze e dagli imprevisti (incendi, rotture dei motori, mal funzionamento dei passaggi a livello) un motivo ci sarà; e, certamente, non lo si può attribuire ai poveri viaggiatori che per piacere o per lavoro usufruiscono del servizio.

Beh, allora, perché da oltre 40 anni non vi è alcun segno di cambiamento? A questa domanda una risposta, a mio parere, la dovrebbe dare la politica e il management delle FSE.

Se la politica da un lato fa sognare, prospettando un futuro che dovrebbe essere già presente, dall’altro lato si riscontra una gestione che, a guardare da lontano (non posso fare altro), appare a dir poco non attenta alle necessità del territorio.

Mi immagino già le risposte che ci sarebbero e che non farebbero altro che far rimbalzare le responsabilità dall’una all’altro.

Una cosa è certa, se in Italia si viaggia a 300 Km/h con treni confortevoli, nel Salento non si può viaggiare 30 km/h con treni del 1960; c’è stato e c’è un cortocircuito tra la politica e chi ha gestito le Ferrovie Sud Est che va risolto al più presto, ancor prima di lanciare faraonici (per il nostro territorio) progetti.

Aiutooo! Arrivano i Marziani!

…Aiutooo! Arrivano i Marziani! …E’ quello che ho pensato in questi giorni leggendo e ascoltando certuni rappresentanti delle nostre istituzioni… a giudicare le loro parole sembra che siano appena sbarcati su questa terra!

Qui c’è un territorio che sta morendo e si fa finta di non vedere, si illude la gente, si danno le colpe ad altri, nell’eterno gioco dello scarica barile…

…la nostra è una terra che sta lentamente morendo, eppure nessuno ne prende atto e cerca di porre rimedio… stiamo assistendo alla lenta decadenza di un territorio, in cui, forse troppo presto, si è pensato di essere usciti dal tunnel della criticità propria delle regioni meridionali… in effetti per una decina d’anni a cavallo tra gli ultimi anni ’90 e il 2005 questa illusoria sensazione l’abbiamo avuta un po’ tutti… ma come ho detto era una pura illusione… non si è saputo dare seguito a quel immagine che si era riusciti a creare… quella del Salento D’amare… forse si è pensato troppo presto di essere arrivati alla meta, che le cose da lì in avanti sarebbero andate avanti da sole, che non c’era più bisogno di uomini o donne che sognassero e nel contempo si battessero per realizzare i loro sogni… siamo passati al culto della persona, alla propaganda, alla demagogia fine a se stessa… ad una gestione della cosa pubblica più intesa a rafforzare un’immagine che a risolvere i problemi e a fare una reale programmazione territoriale…

…e non mi venite a dire che il Salento risulta essere una delle principale mete turistiche in Italia… con questo turismo così gestito non si va lontano… con due-tre mesi di turismo balneare (perché di questo si tratta è bene sottolinearlo) non possiamo pensare di risolvere il problema economico di questa terra…

La situazione qui è nera (non c’è bisogno di indicatori di settore e di studi demoscopici, basta uscire di casa e immergersi nella realtà…mi faccio un giro per Lecce (la città in cui passo la maggior parte della mia giornata) in una serata infrasettimanale e vedo da un lato negozi chiusi e dall’altro negozi vuoti… le decine di locali (bar, pub, ristoranti) con qualche affezionato cliente che sta lì più per passare il tempo che per consumare… i trasporti pubblici che non funzionano, le strade senza manutenzione (per es. la tendenziale di Lecce che di questo passo diventerà un bosco)… metti il naso fuori dalla città ed è peggio: le aziende che chiudono, i treni che prendono fuoco, l’agricoltura in ginocchio (la questione xylella su tutto che rimane aperta e non affrontata come si dovrebbe)… insomma un quadro che farebbe venire voglia di scappare il più lontano possibile da questa terra (come in effetti sta succedendo)…

…davanti ad un quadro siffatto leggo le dichiarazioni dei Marziani… che il Freccia Rossa (mi riferisco al treno e non a qualche indiano del Nord America) l’anno prossimo arriverà a Lecce (ma prima vanno eseguiti i lavori di adeguamento alla rete ferroviaria di tutto il Sud Italia)… che una moderna metropolitana di superficie (se ne parla da 10 anni) forse si vedrà grazie a un centinaio di milioni di euro stanziati in una manovra finanziaria nazionale (ma questa non è neppure una novità, perché abbiamo visto destinare vari finanziamenti alle Ferrovie Sud Est negli ultimi anni senza che producessi alcun risultato)… che una tratta ferroviaria di 50 KM che si percorre in 2 ore è turisticamente attrattiva (???)… che è necessario raddoppiare una Strada Statale (mi riferisco alla 275), perché altrimenti si concretizzerebbe il fallimento di 20 anni di politica salentina (forse meglio di sud-salentina)… che è necessario ridiscutere la realizzazione della suddetta Strada Statale (dando conferma del fallimento di 20 di anni di politica salentina o sud.salentina che dir si voglia)… che la TAP si deve fare, perché “Vuolsi così colà dove si punte ciò che si vuole, e più non dimandare”, ma che non sarà utile economicamente al nostro territorio perché pure i tubi li prenderanno da qualche stabilimento siderurgico della Germania… che la Xylella, fastidiosa era e fastidiosa rimane, con un piano (quello del super Commissario per l’emergenza) che è stato imposto ad un territorio e che mira a cambiargli i connotati (con l’abbattimento di migliaia di ulivi sani), quindi accontentiamoci di non vedere sorgere qualche bella villa con piscina nei prossimi 15 anni (ma poi si vedrà)…

… sembrano atterrati ieri, ma i Marziani sono tra noi da anni ormai!

Spaghetti alle vongole veraci e cozze pelose

Gli spaghetti con le vongole è uno dei piatti che più prediligo. Non c’è ristorante di mare dove non li si possa trovare, ma, se vi devo dire la verità, spesso mi è capitato di non gustarmeli. E’ un piatto facile da preparare, ma è fondamentale la qualità del prodotto e la cura nell’esecuzione. Spesso mi è capitato che mi venisse servito un piatto con vongole decongelate, che non sapevano di niente, altre volte che si sentisse la sabbia, altre ancora che il sapore dell’aglio fosse predominante rispetto a quello delle vongole. Bisogna stare molto attenti nella preparazione. Le vongole migliori da utilizzare per gli spaghetti sono le veraci, pescate nei nostri mari. Oggi, alle vongole ho voluto aggiungere le cozze pelose e vi assicuro che il risultato è strepitoso.

Ingredienti per 4 persone: 1 kg di vongole verace, 500 gr. di cozze pelose un grosso spicchio d’aglio, un mazzetto di prezzemolo, mezzo bicchiere di vino bianco, , olio d’oliva, sale e pepe bianco.

Preparazione: pulite e lavate bene le vongole e le cozze pelose; le vongole è bene tenerle per un giorno nell’acqua e sale per far si che espellano la sabbia; in una salta pasta mettere l’olio (il fondo deve essere coperto) e lo spicchio d’aglio; fare dorare l’aglio e aggiungere le vongole, cozze pelose e mezzo bicchiere di vino bianco; pian piano che i gusci si schiudono toglierle dalla padella con una pinza e riporle in una scodella (mi raccomando non fatele cuocere molto); togliere l’aglio e fare ridurre il liquido rimasto nella padella a fuoco vivace; quando sarà evaporato quasi del tutto, aggiungere gli spaghetti che avrete fatto cuocere al dente in abbondante acqua poco salata; aggiungere un mestolo di acqua di cottura e unire le vongole e le cozze pelose

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saltare il tutto per qualche minuto aggiustandola con il sale e aggiungendo alla fine il prezzemolo tritato.

Impiattare e spolverare con un po di pepe bianco, se desiderato. #mangiaconme

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Spaghetti con le cozze

Gli spaghetti con le cozze è un piatto semplicissimo da fare. Nel Salento ci sono diversi modi per prepararli. C’è chi li preferisce con il sugo rosso, chi completamente in bianco; io li preferisco con l’aggiunta di qualche pomodorino giallo, per intenderci quelli di “pendula” (sono quelli che si conservano per tutto l’anno appesi in luoghi freschi), che si trovano nella mia zona (io ho la fortuna di averli in casa, perché li produce mio padre). Il segreto per fare un buon piatto di spaghetti con le cozze è far trionfare il loro sapore, aggiungendo pochissimi altri elementi.

Ingredienti per 4 persone: 2 kg di cozze, un grosso spicchio d’aglio, un mazzetto di prezzemolo, mezzo bicchiere di vino bianco, dieci pomodorini gialli di “pendula” (in alternativa potete usare i ciliegini non troppo maturi), olio d’oliva, sale e pepe bianco.

Preparazione: pulite e lavate bene le cozze; in una salta pasta mettere l’olio (il fondo deve essere coperto) e lo spicchio d’aglio e i pomodorini, tagliati a metà e privati dei semini; fare dorare l’aglio e aggiungere le cozze e mezzo bicchiere di vino bianco; pian piano che le cozze si aprono toglierle dalla padella con una pinza e riporle in una scodella; togliere l’aglio e fare ridurre il liquido rimasto nella padella a fuoco vivace; quando sarà evaporato quasi del tutto, aggiungere gli spaghetti che avrete fatto cuocere al dente in abbondante acqua pochissimo salata; aggiungere un mestolo di acqua di cottura e unire le cozze, che avrete privato dei gusci (qualcuno lasciatelo per coreografia); saltare il tutto per qualche minuto aggiungendo alla fine il prezzemolo tritato.

Impiattare e spolverare con un po di pepe bianco, se desiderato. #mangiaconme

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