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La metamorfosi

Li chiamavano rancorosi…
I rancorosi erano quelli che secondo loro non accettavano il pensiero del capo passivamente.
I rancorosi erano quelli che provavano a dire che in quel partito c’erano molte cose che non andavano.
I rancorosi erano quelli che dicevano che le riforme, che venivano fatte a colpi di maggioranza, grazie all’accordo sottobanco con il cdx rappresentato da Verdini, erano sbagliate.
I rancorosi erano quelli che avevano spaccato il partito perché invidiavano loro e il loro capo.
I rancorosi erano quelli che votavano altri partiti per far dispetto al capo.

Loro, invece, erano quelli che governavano, che facevano il bene dell’Italia, quelli che non sbagliavano mai, quelli prescelti, i migliori, quelli che erano invidiati.

Oggi, da invidiati si sono trasformati in invidiosi, pronti a spalare merda contro i loro avversari, pronti ad infangare chi è stato portato da Loro stessi a fare altre scelte, pronti a pontificare da pulpiti per loro inaccessibili, pronti a delegittimare tutto e tutti.

C’è stata la metamorfosi, eccome se c’è stata; mantenendo solo la loro proverbiale superbia, si sono trasformati in tutto ciò che avevano denigrato, sperando di recuperare un consenso che avevano (non per loro merito) ma che hanno perso (per loro incapacità).

Non hanno capito niente! Continuano a sbagliare, cioè continuano a fare quello che sono più capaci di fare, convinti che stanno facendo bene. Nel castello di carte che si sono costruito, nel loro dorato isolamento politico e sociale, difendono con il coltello tra i denti i privilegi acquisiti, incuranti dei sacrifici di chi ha creduto in loro e per questo sono disposti a tutto!

Di chi sto parlando? Dei renziani del pd!

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PD Salentino: un partito declinato

Ma come è possibile… è passato un mese da quando l’ormai ex Segretario provinciale del PD Salvatore Piconese si è dimesso ufficializzando la sua adesione ad Articolo 1 Mdp, eppure tutto tace… è vero, c’è stata una riappropriazione simbolica della federazione di via Tasso da parte di chi per 4 anni si è sentito esiliato o si è voluto esiliare, mi riferisco al gruppo facente capo alla Viceministro Bellanova, che ha salutato con canti di gioia la dipartita dell’ex segretario, ma niente di più… un incontro privo di contenuti, con le solite frasi di circostanza intrise di buoni propositi… gli stessi buoni propositi che sento da 7/8 anni e che puntualmente vengono disattesi… insomma, aria di festa come quando la Juventus arriva seconda in Champion legue… non ha vinto niente eppure gli juventini festeggiano… sarà che non sono juventino, ma francamente grandi motivi di festeggiamenti all’interno del PD (quello che è rimasto) non ne vedo… 4 anni di gestione Piconese hanno lasciato il deserto… un partito pieno di macerie… le stesse macerie che si era ritrovato quando fu eletto Segretario e manifestava la ferrea volontà di eliminarle per “riconnettere” (usava questa parola) il partito al territorio.

È così! Infatti, la demolizione del PD ha un’origine lunga e risale ai tempi della segreteria di Salvatore Capone, allorquando la caduta in disgrazia (politicamente parlando) di Sandro Frisullo, che reggeva abilmente le redini, spalancò le porte dei personalismi avviando al lento ed inesorabile declino del partito.

Perché stiamo parlando di un partito in declino, anzi completamente declinato, se è vero come è vero che perde ininterrottamente sul territorio da anni, pur essendo a livello regionale e nazionale il maggior partito di governo…

Può bastare la vittoria storica di “San Salvemini” a Lecce per far dimenticare le disgrazie in cui versa il PD leccese e salentino? Per me NO! Non ci dimentichiamo che il PD a Lecce racimola un modesto 8,5% ed è secondo nella coalizione dietro una lista civica e in provincia vince solo in una città su 4 di quelle sopra i 15000 abitati… senza dimenticare, perché più di qualcuno tra quelli che gioivano per il ritorno in via Tasso fa finta che non sia successo, la scandalosa sconfitta a San Cesario, la roccaforte salentina del renzismo, la patria dell’Onorevole Capone, che non racimola i voti sufficienti per farsi eleggere a consigliere, la capitale delle iniziative del PD di Governo (la presenza di Ministri, Viceministri, Sottosegretari, Europarlamentari è stata una costante negli ultimi anni)… c’è poco da stare allegri e da festeggiare!

La situazione è drammatica e nonostante tutto si continua a fare finta di niente… ci ritroviamo con un PD senza una guida, senza un gruppo dirigente coeso capace di far fronte alle necessità contingenti del partito, con un congresso provinciale alle porte e con le elezioni politiche dietro l’angolo.

Qualcuno adesso mi dirà: eccolo il solito disfattista, il solito “cacazzi”.

Forse lo sono, ma con l’unica finalità di dare una scossa ad una situazione di paralisi perenne. Sono anni che denuncio questo stato di cose, che invoco un cambiamento di rotta, che invoco un’assemblea programmatica, che invoco un coinvolgimento della base (per base intendo tutti quelli che si spaccano il posteriore per mantenere in piedi un vaso, che ha perso ogni stabilità, senza mai alcuna gratificazione)… Parole, le mie intrise di ragione, ma spesso declassate a polemica politica da chi la politica la intende in maniere personalistica ed autoreferenziale.

Lo stato dei fatti è sotto gli occhi di tutti e chi mi legge sa che ho ragione anche se molti non lo ammetteranno mai…

Credo che per il Pd salentino ci sia la possibilità di un riscatto, che possa ambire ad essere un partito popolare, capace di parlare alle masse, ad una sola condizione: torni ad essere una comunità con comunione d’intenti. Na parola!

Nonostante tutto ci spero ancora (anche se la speranza ogni anno che passa diventa sempre più flebile), perché in questi anni ho conosciuto uomini e donne dalle capacità straordinarie e dalle passioni indescrivibili. Uomini e donne che spesso vengono marginalizzati, spinti quasi nell’angolo del dimenticatoio perché non adombrino la fioca luce di qualcuno che vuole sentirsi il re o la regina del nulla. Uomini e donne che con l’arma dell’indifferenza sono accompagnati “gentilmente” alla porta, facendoli sentire estranei a casa loro e determinando l’emorragia di iscritti alla quale assistiamo da anni.

Non ci vorrebbe molto: solo la reale volontà di cambiare con i fatti ciò che spesso si vuole cambiare a parole.

C’è tanto da fare eppure si sta fermi.

L’ultima settimana del PD salentino – parte terza

…Per la verità, una nota stonata c’è stata, L’ASSENZA DEL SEGRETARIO PROVINCIALE E DI TUTTO IL GRUPPO DIRIGENTE  del PD provinciale, che sebbene invitati, in blocco hanno deciso di non partecipare… “che tristezza” ho detto tra me e me, “hanno perso l’ennesima occasione per dimostrare che ci tengono al partito”.

Ma non ci si è limitati solo a questo (a non partecipare all’assemblea convocata dai cosiddetti Under40), il giorno dopo, e siamo a Lunedì 16, fuoco incrociato dei fedelissimi del prode Ernesto sui malcapitati organizzatori dell’iniziativa. “Siete i burattini di…”, “Un film già visto: solo chiacchiere e carte d’identità (truccate)”, “Ogni uomo ha diritto ad un quarto d’ora di celebrità”, “… chi è eternamente alla ricerca di un briciolo di visibilità per ricordare prima di tutto a se stessi di esistere…”,  sono alcune delle perle di saggezza (volutamente ho evitato di riportare le offese dirette alle persone che si sono sprecate nei vari commenti) dispensate in rete, per delegittimare ciò chi in realtà aveva contribuito a creare un momento di buona Politica, di confronto vero tra compagni  e simpatizzanti del PD.

Ci si aspettava (attesa vana) che il gruppo degli Under40 facesse un nome per riempire il vuoto di una lista che, blindata la candidatura di Abaterusso, ha bisogno di essere chiusa con personaggi di secondo piano, che diano l’immagine dell’uso della democrazia partecipata e, nel contempo, non intacchino il potenziale bacino di voti del candidato della segreteria.

Se così non fosse, non mi spiego perché non si parla di una candidatura del Segretario provinciale Piconese, di quella della vice Segretaria regionale Antonica, di quella di qualche sindaco, magari di un grosso centro urbano come Nardò, di esponenti del partito e amministratori particolarmente radicati in città grandi come Copertino, Gallipoli, Casarano, Tricase, di quella di qualche amministratore del sud salento e del Nord Salento.

Insomma, nessuna volontà da parte della segreteria provinciale di ascoltare le istanze che sono emerse dall’incontro promosso dagli Under40 e lavoro di demolizione e delegittimazione.

Arriva Martedì 17 (un’altra data che è tutto un programma)… tutti concentrati su una sorta di assemblea allargata (ormai ci piacciono gli organismi politici promiscui) che si sarebbe dovuta svolgere (ma che poi è stata rinviata) per celebrare un fantomatico Patto per il Salento di cui nessuno sa niente, alla presenza di Michele Emiliano, e invece: tataaaaaaaaa… i giornali aprono con titoloni sulla vicenda della corruzione che ha investito i vertici del Ministero delle infrastrutture (per intenderci lì dove vengono scattati il maggior numero di selfie riguardanti l’attività politica di rappresentanti salentini)… E tra i tanti nomi di caratura nazionale e internazionale che si fanno, perché coinvolti direttamente o indirettamente, chi ti spunta? Quello del candidato della segreteria provinciale: Ernesto Abaterusso; nello stesso articolo in cui si parla della perquisizione della villa del magliese De Santis, imprenditore, per sentito dire, da sempre vicino al PD salentino.

Sono sicuro, che in via Tasso (la sede del PD provinciale) qualcuno avrà esclamato: per Gioveeee! la congiuntura planetaria ci è sfavorevole! potete chiedere a Paolo Fox che cosa altro ci dobbiamo aspettare?

Per onor del vero il nome di Ernesto Abaterusso viene fatto, nell’articolo giornalistico, solo perché da un’intercettazione risulterebbe lo smistatore di un curriculum, destinato al sottosegretario al MIT Umberto Del Basso De Caro, ma tanto basta perché si riaccenda il dibattito sulla legalità sollevato dagli ormai famosi Under40.

Il primo ad arrivare sulla questione, però, è Michele Emiliano che in post, pubblicando una foto di uno stralcio di intercettazione, orgogliosamente evidenzia che in certi ambienti della politica romana non lo volevano perché considerato un magistrato “terribile”.

Gli Under40, galvanizzati da queste parole, musica per le loro orecchie, che ti fanno? Prendono carta e penna e scrivono allo stesso Michele Emiliano, ribadendo l’importanza di perseguire la via delle liste pulite e sollecitano un’assemblea monotematica del PD salentino per discutere di legalità. Apriti cielo!

Tale azione piuttosto che trovare la benevolenza da parte dei dirigenti del Partito e del Segretario provinciale in primis, urta la suscettibilità di Ernesto Abaterusso, che sentendosi chiamato in causa, prende carta (intestata Coordinamento provinciale) e penna e scrive urbi et orbi…

…to be continued

Può mai un militante, un eletto, votare contro un candidato del proprio partito?

Può mai un militante, un eletto votare contro un candidato del proprio partito? Oggi mi sono svegliato con questo interrogativo. D’altra parte non è possibile non farsi questa domanda dopo aver letto e sentito dichiarazioni del tipo: “non lo voterò mai”, “se non lo voti ti caccio”. E’ una domanda alla quale non è facile dare una risposta…troppe le variabili, le sfumature.

Faccio un esempio: se un candidato seppur scelto dai vertici del partito con metodo fintodemocratico non mi rappresenta, se questo è il risultato di un processo non collettivo, apparatocentrico, condotto in spregio delle più elementari regole della civile convivenza nel partito, è giusto che lo voti? La logica di uomo libero che ragiona con la sua testa e che risponde alla sua coscienza mi suggerirebbe di dire: non lo voto; ma poi subentra la logica dello stare insieme, dello spirito di comunità, delle decisioni prese a maggioranza, dell’orgoglio di appartenenza, insomma, quella logica che normalmente dovrebbe contraddistinguere chi aderisce ad un partito che, invece, mi suggerirebbe di dire: mi tappo il naso, mi chiudo la bocca e le orecchie e lo voto. Il conflitto non è di facile soluzione; e allora capita che in certi momenti, in base allo stato d’animo che stai vivendo, propendi per l’una soluzione piuttosto che per l’altra; allora, la gridi, la urli, la scrivi sui giornali. Poi, ti rilassi, fai un bel respiro, ci dormi sopra e quella decisione che ti sembrava quella giusta assume altri connotati, che ti portano a fare una valutazione opposta. Essere uomo o donna di partito, di questi tempi, vi assicuro non è facile, ve lo dice uno che in questi ultimi sei anni ha vissuto questa condizione con non poche difficoltà; nello stesso modo mi sento di poter affermare con quasi assoluta certezza, che alla fine quello spirito di appartenenza prende il sopravvento e ti porta a fare il contrario di quello che dici e gridi. Non so se questo è sbagliato, ma è così! Sono certo, quindi, che nessuno tra coloro che fanno vita di partito, potrà mai votare contro il candidato espressione di quel partito. Così come, sono certo, che nessuno vota il proprio candidato solo perché è stato minacciato di essere cacciato.

136 non sono il PD

136 non sono il PD. Ieri sera 136 del PD hanno deciso di staccare la spina al governo Letta e lanciare la corsa del Segretario Renzi verso la guida di un nuovo governo. E’ del tutto evidente che questa decisione ha  provocato tanta delusione tra gli elettori del PD. A moltissimi è apparsa una forzatura inutile e, soprattutto, dannosa per il PD e per il Paese tutto. 

Ieri è stata una di quelle giornate che lasciano il segno in chi considera la politica una missione a servizio della collettività. Non sarà facile poterla archiviare. Non sarà facile cancellare quell’impressione, data da 136 uomini e donne della Direzione Nazionale del PD, di un partito soggiogato dagli interessi dei singoli, più che preoccupato degli interessi e della volontà del suo popolo.

Ma sono convinto che il PD è diverso! il PD non è quei 136 che ieri sera abbiamo visto votare in una Direzione farsa, in cui tutto era già tutto deciso prima dell’inizio. Il PD sono milioni di uomini e donne che sanno gioire, sanno piangere, sanno fare sacrifici, che non hanno paura di metterci la faccia per qualcosa in cui credono, ma che non accettano e non accetteranno mai di essere presi in giro. E’ questo il popolo del PD! Quel popolo al quale non si può mancare di rispetto.

Ieri sera ho letto tanti commenti, dai quali traspariva, sgomento, rabbia, e soprattutto la perdita della speranza. Ebbene si, Renzi per molti, me compreso, era la speranza di quel cambiamento che ci avrebbe finalmente consentito di vincere le elezioni e che ci avrebbe consentito di mettere su un vero governo riformista e del fare. Ma io vi dico che non dobbiamo perdere la speranza, non dobbiamo smettere di avere un sogno, dobbiamo solo rafforzare la convinzione che bisogna lottare di più, ma non per questo o quel personaggio, ma per un sogno, per un ideale. Un ideale che si chiama democrazia, libertà, uguaglianza, giustizia sociale, solidarietà!

Un uomo senza speranza, si dice, che sia un uomo morto, ebbene, sono certo che non ci faranno morire tutti!

A proposito del PD della provincia di Lecce – L’Assemblea

…ieri 28.01.2014 dicevo: perché prima dell’assemblea del PD piove sempre? E’ stato così lunedì scorso, è così oggi! NON é CAMBIATO NIENTE! 🙂
…oggi 29.01.2014 dico: è proprio vero NON é CAMBIATO NIENTE! Con la differenza che ieri mi riferivo alle condizioni meteo, oggi alle condizioni politiche.
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A proposito del PD della provincia di Lecce – 2.

Ieri facevo una riflessione, dopo aver ascoltato la notizia riguardante la candidatura unitaria di Michele Emiliano a Segretario regionale del PD Pugliese.
Pensavo al PD della provincia di Lecce di qualche anno fa; quel PD che era protagonista della scena politica provinciale, regionale e nazionale.
Pensavo a quel PD che esprimeva rappresentanti nei ruoli strategici dell’Ente Provincia; a quel PD che esprimeva una pattuglia nutrita alla Regione, composta dal vice presidente, da diversi assessori e diversi consiglieri; a quel PD che esprimeva rappresentati sia alla Camera che al Senato; a quel PD che esprimeva un sottosegretario al Ministero dell’Interno; a quel PD che con grande forza riuscì ad esprimere il Segretario Regionale del Partito.
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A proposito del PD della provincia di Lecce

Sta volta l’articolo è completo!

…ne dovevo parlare ieri, ma, con un giorno di ritardo, eccomi qui!

Lunedì scorso si è svolta l’assemblea del PD della provincia di Lecce.
L’ho aspettata per due mesi, perché potessi capire la strada che i nuovi dirigenti (quelli usciti da una lunghissima fase congressuale) hanno deciso di imboccare per far riemergere il partito dalle sabbie mobile degli ultimi anni. E in questi due mesi ho evitato di dire la mia sui lavori in corso che dovevano portare alla convocazione dell’assemblea. Mi sono detto: è giusto che chi si è insediato da poco abbia il giusto tempo per ambientarsi, per capire il reale stato del partito, quindi è meglio tacere e farli lavorare in serenità.
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