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Ma quanto è furbo sto Michele Emiliano

…nelle barzellette sulla rivalità tra leccesi e baresi, i leccesi, fin’ora, venivano sempre rappresentati come i cugini furbi dei baresi… e invece, a sto giro i furbi sono stati i baresi… per la precisione lo è stato il barese più famoso del momento: il nostro Presidente della Regione Michele Emiliano.

…non c’è che dire quanto a furbizia e a scaltrezza politica ha dato una bella lezione a noi leccesi…tanto di cappello! ..forse ora si cominceranno a raccontare le barzellette su “quantu su fessa quelli del PD leccese”.

…ha compiuto un capolavoro di tatticismo politico… prima è venuto nella nostra provincia, girandosi tutti i comuni…ha partecipato alle sagre (quelle vere, quelle di paese, dove si balla si beve e “se magna”), agli incontri, alle feste…ci ha convinti che lui era il meglio che la politica pugliese potesse esprimere… ci ha convinto che con lui sarebbe cambiato tutto… che avrebbe valorizzato e premiato il nostro territorio… addirittura, voleva il conferimento della cittadinanza leccese onoraria, in segno di attaccamento alla nostra terra… ha fatto promesse, ha preso impegni con chi gli prometteva sostegno…

…e noi? gli abbiamo battuto le mani, lo abbiamo osannato, lo abbiamo sostenuto alle primarie, lo abbiamo votato, gli abbiamo fatto ottenere uno straordinario risultato, con una straordinaria performance dei candidati del PD, tale da risultare il miglio partito in Puglia…

…e poi? tataaaaaa! Una volta eletto il guascone (così gli piace apparire) Michele da Bari, si dimentica di tutte le promesse fatte, di tutti gli impegni presi, di quel popolo festante che lo aveva accolto nel Salento e comincia a fare di testa sua…

…viene nominato… a distanza di qualche giorno vara la Giunta regionale… un capolavoro di furbizia.

…che ti fa il “satanasso di un Michele” fa finta di varare una giunta composta da 10 componenti, ne fa scegliere 5 attraverso un meccanismo farlocco di “voto on line” riservato ai suoi fedelissimi, nomina due (donne) esterne e finge di nominare 3 donne del M5s… si, finge, perché sa benissimo che non avrebbero mai accettato…

…in questa operazione, mortifica il PD salentino facendo fuori i due consiglieri eletti più votati in Puglia e nomina la terza classificata come assessore esterno… secondo lui è questo il giusto riconoscimento che spetta al PD leccese.

…oggi, pare che abbia deciso di varare una giunta, non più a 7, visto che le “grilline” non hanno accettato, ma a 10…

…credete, che dopo tanta indignazione fattagli pervenire in tutti i modi, per il barbaro trattamento riservato al PD leccese, abbia pensato di ravvedersi? NOOOO!

…pare che abbia scelto o sceglierà tre dei 5 nomi che non aveva già nominato… così facendo si nomina una giunta a 10, con 8 uomini e due donne (quando aveva giurato che avrebbe rispettato la parità di genere)… lascia fuori quei rappresentanti del territorio salentino che gli potevano dare più fastidio…e tira dritto fregandosene e umiliando li leccesi “fessa”…

…e bravo Michele!

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Michele Emiliano non può continuare a fare il Segretario Regionale del PD!

È da un po’ di tempo che ho smesso di fare commenti a caldo, per cercare di essere quanto più lucido possibile (anche se non sono certo di riuscirci sempre).

Mi sono concesso una nottata per riflettere su ciò che è successo ieri a Bari, sulle scelte fatte dal neo Presidente della Regione Puglia nel varare la sua giunta.

Ieri abbiamo assistito ad una brutta pagina di politica nella nostra Regione e mi dispiace che a scriverla sia stato il Segretario Regionale del mio partito il PD. Si, proprio lui, quel Michele Emiliano che prima ancora di essere il Presidente eletto della Regione Puglia è il Segretario di un partito politico. E non stiamo parlando di qualche minuscola formazione, ma del maggior partito in Puglia e in Italia, quel partito composto da migliaia di uomini e donne che in nome di un idea, di un senso di appartenenza, fanno sacrifici, si spendono nelle campagne elettorali, mantengono vivo un dibattito politico, impedendo una deriva personalistica e totalitaristica.

Ebbene, il Segretario è proprio nei confronti di quelle migliaia di persone che ha mancato di rispetto, prescindendo dalle loro scelte.

Qualcuno mi dirà: è prerogativa del Presidente della Regione scegliere gli assessori che lo affiancheranno nella sua azione di governo. È verissimo, spetta a lui scegliere in totale autonomia, ma mi chiedo, può tale autonomia contrastare con l’indicazione che viene dai dati elettorali?

A mio modesto parere non si dovrebbe prescindere dai risultati delle urne, a meno che non si voglia mettere in discussione il concetto stesso di democrazia.

Il Segretario Regionale del PD non può prescindere dalle indicazioni che gli vengono dal suo partito, ha il sacrosanto dovere di difenderle e perorarle. Il problema è che in questo caso la figura del Segretario coincide con quella del Presidente. Inevitabilmente, ne è derivato un conflitto d’interessi, perché i due ruoli, con le rispettive prerogative sono coincisi.

Emiliano ha scelto di favorire il suo ruolo di Presidente a tutto discapito di quello di Segretario non tutelando i legittimi interessi di chi del suo partito è stato eletto e di tutti coloro che si sono spesi per eleggerlo.

Mi chiedo e vi chiedo: Emiliano non avrebbe dovuto scindere i due ruoli? Non avrebbe dovuto tutelare i suoi eletti? Non avrebbe dovuto tutelare le migliaia di persone che hanno votato candidati del SUO partito, perché ricoprissero ruoli di prim’ordine nella guida della Regione?

Le scelte fatte da Emiliano appaiono agli occhi del semplice militante del partito, incomprensibili e lesive del voto che ha espresso. La scelta di tenere fuori dai giochi Sergio Blasi per un posto in Giunta Regionale appare incomprensibile e non trova alcun fondamento POLITICO.

Blasi, senza parlare del suo curriculum che da solo sarebbe sufficiente per attribuirgli un ruolo di governo alla regione, è stato il più suffragato (16.500 voti) non solo in provincia di Lecce, ma anche in Puglia; su di lui si sono riversate le aspettative Politiche di tanti uomini e donne del PD, che con il loro voto hanno voluto dare un segnale netto ed inequivocabile; hanno scelto uno proposta Politica e un modello differente da quello che gli veniva offerto da altri; hanno bocciato azioni di governo regionale precedenti.

Nessun Segretario di partito può prescindere da un tale dato, nessun Segretario di partito può esimersi dal tutelare una simile figura. Questo, sempre politicamente parlando.

Ovviamente, si trascende dal risultato politico elettorale, quando, invece, ci sono motivazioni che attengono alla sfera dei rapporti interpersonali. Ma se così fosse (ed io non riesco a vedere altre motivazioni) sarebbe un fatto gravissimo.

Quello che è avvenuto ieri, il mancato inserimento di Blasi nella lista degli Assessori, è irrispettoso dell’eletto, dei suoi elettori e di tutto un territorio di cui è la diretta espressione.

Mi chiedo: a che serve andare a votare, se poi si prescinde dal risultato di quel voto?

Un Segretario Regionale di un partito che non riesce a tutelare i suoi eletti e i suoi elettori, non può continuare a fare il Segretario Regionale. Emiliano si sarebbe dovuto dimettere dal suo ruolo di Segretario il giorno dopo la sua elezione (spero che lo facci al a più presto) e consentire a qualcun altro, con l’obbiettività del caso, di perorare la causa del PD, dei suoi eletti e dei suoi elettori. Ora mi auguro che ripari a questa situazione, perché è una persona che ho sempre apprezzato e stimato e, davvero, mi dispiacerebbe dovermene pentire!

L’ultima settimana del PD salentino – parte quinta

La risposta di Paticchio? La conosceremo presto…

In effetti la risposta non si fa attendere: “Ho 29 anni e sono un iscritto del PD. Amo la politica perché per un 50% mi hanno insegnato ad amarla e per l’altro 50% ho imparato a farlo. Ma non ho ancora imparato a farla, in questo contesto, in questo momento, nel modo giusto. Se sapessi farla avrei accettato la richiesta di candidatura che mi è stata fatta da tutti i livelli del partito. Avrei dimostrato “quanti voti ha Paticchio”, “quanto conta”, “quantu pisa”. Perché la politica questo è: pacchetti di voti, consenso, quote. La politica questo è, oggi.
L’impegno preso con i ragazzi del gruppo #Under40 però va oltre e la prima cosa che vogliamo modificare è proprio la frase “La politica questo è oggi”. Vogliamo trasformare questo modo di intendere l’impegno per il bene comune. Ci crediamo davvero.” Sono parole quelle di Paticchio con le quali si rispedisce al mittente la lusinghevole proposta di una sua candidatura.

Sembra essersi chiusa così la saga del PD salentino, ma improvvisamente si aprono nuovi scenari. E chi li apre questi scenari? Forse gli under40? Forse gli over50? Nooooo! E’ il candidato Presidente in persona, Michele Emiliano. Bastano un paio di messaggi su twitter per riaccendere la miccia di un partito che non riesce a trovare pace.

Il primo messaggio è rivolto al segretario del PD di Melendugno: “ho chiesto al segretario del PD di Melendugno di dimettersi dopo aver appreso che la moglie è stata assunta dal consorzio TAP. Devono vergognarsi“. Poche parole, che bastano a dar fuoco alle polveri, per riaccendere il dibattito sulla moralità all’interno del partito. A mio giudizio, sono state parole di grande effetto, forse dure, per qualcuno inopportune, ma che era necessario dire per prendere le distanze da un comportamento inqualificabile da parte di un segretario locale del PD (che è bene ricordare dirigeva un partito apertamente schierato contro TAP da sempre). Nel contempo, penso che la medesima attenzione rivolta al segretario di Melendugno andava riservata all’argomento TAP; alle varie esternazioni di politici locali che ne difendono l’opera e che parlano di compensazioni; andrebbe approfondito questo argomento, per capire esattamente che cosa si intende per compensazioni, chi ne dovrebbe usufruire e come verrebbero gestite e da chi.

Il secondo messaggio, invece, riaccende il dibattito sulla candidatura, più candidatura di tutte, quella di Ernesto Abaterusso. Per settimane su tutti gli organi di stampa si è letto “la candidatura di Abaterusso è stata fortemente voluta da Emiliano”, “Emiliano ha pregato Abaterusso di candidarsi” e, invece, si scopre che era tutta una montatura per cercare di legittimare una candidatura, che, si sapeva già avrebbe, sollevato non pochi mal di pancia all’interno del partito salentino. In un botta e risposta su twitter Emiliano, a proposito della candidatura di Abaterusso, dice “non ho implorato nessuno, su richiesta del segretario provinciale ho chiesto una disponibilità“. Svelato l’arcano! Quella candidatura è stata voluta dalla segreteria provinciale per supplire all’impossibilità di candidare Gabriele Abaterusso. Mentire era l’unico modo per blindare quella candidatura, per la quale si lavorava da anni, e non metterla in discussione; ricordo ancora quella specie di organismo allargato di qualche settimana fa, in cui si disse che non si poteva prescindere dalla candidatura di Ernesto Abaterusso, perché l’aveva chiesta Emiliano. Non era vero! Anzi in un altro post Emiliano aggiunge: “e che problema c’è? se il PD di Lecce lo vuole lo candida. Altrimenti ne candida un altro“.  Ed ora che sappiamo che non è candidatura per la quale Emiliano si sarebbe strappato i capelli, che succederà? Vedremo!

Vi è di più, sempre su twitter (ormai organo ufficiale di partito), ma ve ne parlerò nel prossimo avvincente capitolo.

…to be continued

Piconese&Co hanno mentito

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… ne ero convinto che non ci fosse stata nessuna supplica da parte di Emiliano, perché si candidasse Ernesto Abaterusso, ora ne ho la conferma. Infatti, è lo stesso Emiliano ad ammetterlo su Twitter: “non ho implorato nessuno”!

Dunque, colui che è sceso in campo per rispondere alla chiamata del partito, perché Emiliano lo aveva pregato di candidarsi (come hanno dato ad intendere fino ad oggi), lo ha fatto solo ed esclusivamente per dare seguito a quello che era l’obiettivo iniziale (sin da prima del congresso provinciale) far arrivare un Abaterusso alla Regione Puglia.

Nessuna preghiera, nessuna supplica, nessun senso del dovere, nessuno spirito di servizio, nessun sacrificio, solo ambizione personale!

Continuo a dire che questo non è il partito che voglio!

Nessun candidato salentino alle elezioni europee – Il PD della provincia di Lecce tace

Purtroppo il PD in Puglia, così come in provincia di Lecce, si è ridotto ad un semplice ruolo di subeltarnità; il PD regionale subalterno a quello nazionale, il PD provinciale subalterno a quello regionale: Michele Emiliano doveva essere il capolista e non lo è; nessun candidato salentino in lista alle elezioni europee. E non si creda che non ci abbiano provato.
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