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Referendum: che è successo in provincia di Lecce

Beh vediamo di fare un po il punto della situazione nel pd della provincia di Lecce dopo i risultati del Referendum del 4 dicembre…

È vero sto perdendo colpi, se mi accingo a fare questo ben 7 giorni dopo l’esito referendario… vabbè potrei dire che non volevo fare dichiarazioni a caldo seguendo lo stile degli abili comunicatori… ma la verità è che sto incontrando difficoltà anche io ad illustrare una situazione che dire “è da pazzi” è poco…

…vediamo un po’…da dove comincio? Mmmmm… vabbè cominciamo dalla campagna elettorale pre referendum…

…non vedevo una campagna così astiosa da anni…nemmeno alle regionali ci si era spinti a tanto…

…ho visto cose che la mia fantasia stenta a sviluppare… tutto e il contrario di tutto… d’altra parte come ha scritto qualcuno in uno dei tanti post che si sono susseguiti, anzi, per la precisione era un videomessaggio, era in gioco la vita… sicuramente, la sua vita politica lo era e lo è…

…mi vabbene tutto, in campagna elettorale i toni devono essere accesi, il confronto deve essere duro, ma lo scadimento nelle offese personali, proprio non lo tollero… la contrapposizione politica è una cosa, l’offesa alla persona è un’altra e guai a confondere le due cose… ne ho lette di molto pesanti, anche rivolte a me, che tutto sommato sono l’ultima delle ultime ruote del carro…

… e poi… “ma che è successo? Com’è che Sergio Blasi tuo (perché lo avevo sostenuto durante le elezioni regionali e anche dopo) sta votando Si e tu No?” Ebbene si! Questa domanda me l’hanno fatta in tanti… e che gli dovevo dire? …”francamente non lo so! Per come lo conosco io mi sembra incomprensibile, ma avrà avuto le sue buone ragioni”… “ma quali buone ragioni? Ma non era contro la TAP? ma non era contro Cerano? ma non era contro i poteri forti? Ma non era per il rispetto delle regole? Ma non era per il riscatto di una terra maltrattata da Roma…?” …ed io: “mmmmm…credo che lo sia ancora o, almeno, lo spero!”…Insomma, ho perso più tempo a rispondere a queste domande che a quelle sulla reale portata del riforma costituzionale… perché, infondo alla gente, interessa più quello che succede a livello locale che a livello nazionale…

ah! mi stavo dimenticando… alle domande su Blasi ne seguivano altre del tipo: “ma ora con l’Abaterusso sei passato? Come fai a stare sulla stessa posizione di Abaterusso, che tanto hai osteggiato in questi anni?” …”mmmmmmm – pensavo dentro di me – e mo’ come gliela spiego sta cosa?” …un bel respiro, un sorriso alla Mandrake e “ma NO… semplicemente sta volta siamo sulla medesima posizione …stavolta non sta sbagliando”… lapidario, sibillino e via con le argomentazione sul merito della rifoma.

Insomma, si è visto tutto e il contrario di tutto, si sono visti i deputati salentini girare come le trottole per il Salento, per sostenere le ragioni del si, senza fare grandi proseliti, si sono viste le sfilate di sottosegretari e di ministri – sicuramente la più interessante era la Boschi – ma quello che non si è mai visto è l’entusiasmo per una campagna elettorale che ha dato la netta sensazione di essere una sorta di regolamento dei conti all’interno del PD.

A proposito di contrario di tutto… eccolo qui… Piconese – il segretario provinciale del PD… si schiera per il Si… per circa un mese si eclissa… sbuca fuori gli ultimi 5 giorni i campagna elettorale e dice “io sono per il No”… ha lasciato tutti di stucco, come i barbapapà con i barbatrucchi… scatenando le ire funeste di chi lo pensava dalla sua parte sino al giorno prima…ma si sa Lui è così, non lo scopriamo certo adesso (per una maggiore conoscenza potete leggere i miei precedenti articoli su questo blog, basta cercare Piconese)… non è in grado di rappresentare un partito nella sua interezza!

Una cosa è certa è stata una brutta campagna referendaria dove sono emersi rancori mai sopiti, colpi bassi e scorrettezze… ma che vuoi – mi dicono – questa è la politica “nu me fare li chiangimuertu”… può darsi che sia così, ma c’è un limite che per me è invalicabile: il rispetto del mio avversario politico dal punto di vista personale e umano… un limite che non ho mai voluto oltrepassare e che non va oltrepassato.

Per molti la campagna referendaria è stata un posizionamento in vista dei prossimi congressi…per me no: non c’è niente di più sbagliato…e questa cosa l’ho rifiutata con tutte le mie forze, sono andato avanti da solo con le mie convinzioni… non si doveva e non si potevano confondere i due piani… i posizionamenti verranno dopo, in vista dei congressi, tenendo in conto di tante e tante cose che sono successe in questi anni…per ora godiamoci la Costituzione salvata! HA VINTO IL NO!

Qual è la situazione post referendaria nel pd? Un caos a Roma come a Lecce…guerriglie più o meno armate tra gruppi legati ai vari capibastone…promesse di battaglie, promesse di vendette…ma niente di nuovo… sono tre anni (anzi di più) che la vita di partito è questa…

Comunque poi ne parliamo!

PS. ah dimenticavo…c’è stato pure chi diceva di votare No e faceva votare Si… perché non si sa mai è meglio stare da tutte e due le parti! 🙂

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PD provincia di Lecce: una direzione sulla direzione

… è così, l’ultima direzione provinciale del PD leccese non è stata altro che una direzione sulla direzione. Scusate il gioco di parole proverò ad essere più chiaro.

Martedì 5 Luglio  si è svolta la direzione provinciale del partito (non so quanti lo sapessero, ma sono certo di a quanti non frega una cippa), dove si sarebbe dovuto analizzare l’esito del voto della appena trascorsa tornata delle elezioni amministrative.

Yahoooo, ho detto dentro di me, quando l’ho saputo, finalmente sento che cosa ha da dire il Segretario provinciale sull’esito elettorale, che ha visto il PD perdere (o vincere per i più faziosi) in circa la metà dei comuni al voto. qualche accenno sull’analisi l’avevo letta nelle dichiarazioni rilasciate alla stampa, il giorno dopo le elezioni, ma volevo sentire di più… volevo cercare di capire le ragioni di certe inspiegabili sconfitte (Nardò). Dentro di me nutrivo la speranza di ascoltare un’analisi dettagliata, magari comune per comune, del voto di Giugno, con una presa di coscienza che il risultato non è stato certo esaltante, in un contesto dove il centrodestra è disgregato come non mai e il M5s (principale antagonista del pd sulla scena nazionale) nel Salento è pressoché inesistente. Forse, come mi aveva suggeìito un amico, sarebbe stato meglio se me ne fossi andato al mare. Infatti nulla di tutto ciò che mi aspettavo è avvenuto. Un’analisi frettolosa, liquidata con “abbiamo vinto nella maggior parte dei comuni al voto…siamo rammaricati per il risultato di Nardò, però compensato con quello di Gallipoli… il pD provinciale è in controtendenza con il dato nazionale… il partito ha dimostrato radicamento e di essere in ottima salute”.  E, cari amici, finisce qui l’analisi del voto.

Ma non finisce la direzione; infatti, finisce la relazione del segretario, e comincia la “discussione”. Il primo intervento è di uno dei reduci della sconfitta di Nardò, che spiega come sono andate le cose lanciando pesanti accuse di tradimento nei confronti di componenti del pD provinciale e regionale. Beneeeee, dico dentro, si comincia a scaldare l’ambiente, forse è la volta buona che si torna a fare una discussione franca sullo stato del partito… macché! Finisce tutto lì, e con il secondo intervento si passa all’analisi della direzione nazionale del pd e della relazione del segretario Renzi. Da quel momento si abbandona ogni discussione sui risultati elettorali e ci si addentra in una più “politica” dissertazione sullo stato del partito nazionale, sulla perdita dei consensi, sulla necessità di cambiare linea, sugli errori di Renzi che hanno comportato la sconfitta del PD a livello nazionale… insomma la direzione convocata per l’analisi del voto, si trasforma in direzione sulla direzione nazionale.

Su 10 interventi, 8 sono per una secca condanna e critica dell’operato del segretario nazionale, uno non ne parla, uno ne parla a favore. Due ore, in cui membri di direzione, consiglieri regionali (per la verità è uno ed unico presente), componenti di uffici politici, argomentano il cattivo stato del partito nazionale individuando errori e possibili soluzioni. “Se si è perso, disperdendo migliaia di voti, la colpa è di Renzi”… “la riforma costituzionale è inaccettabile e al referendum bisogna votare NO” …è questa la sintesi della quasi totalità degli interventi.

Ascoltavo e pensavo! In gran parte ho condiviso quell’analisi sullo stato del partito nazionale! Ma il tutto aveva un grandissimo limite, il considerare avulsa da questa situazione il PD provinciale.

Le stesse critiche, che gli illustri esponenti del Pd provinciale rivolgevano al segretario nazionale  e al gruppo dirigente nazionale io da anni le rivolgo al segretario provinciale e alla sua segreteria… le due situazioni sono perfettamente sovrapponibili… eppure io dico stronzate, loro fanno grandi analisi politiche e dimostrano attaccamento al partito.

Qualcosa non quadra… non ho sentito una parola di autocritica… non si possono criticare certi metodi, se poi a casa proprio si utilizzano quegli stessi… si condannano “i lanciafiamme di Renzi” quando in tante sezioni locali ci sono state epurazioni di oppositori  a colpi di cannone… ci si lamenta che a livello nazionale le minoranze non ricevono ascolto, quando qui non le si prendono nemmeno in considerazione.

No! Così non va… abbiamo perso l’ennesima occasione per rimetterci in piano. Una direzione deludente sotto ogni punto di vista, utile solo a fare un po di propaganda per il No del prossimo referendum costituzionale.

A proposito, e non posso sottacerla, mentre tutto il gruppo di sostegno di Piconese, a giudicare dagli interventi, si è espresso per il No al referendum costituzionale (Abaterusso compreso), il Segretario è per il SI! poi vi dico cosa penso di questa cosa!

 

 

L’autosospensione dal Pd sarebbe un atto dovuto

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…le dichiarazioni  di Abaterusso, pubblicate sulla stampa locale di oggi, pur legittime dal punto di vista personale e umano, mal si conciliano con il ruolo di rappresentante di un partito, che ha sempre sostenuto l’autonomia della magistratura e difeso l’operato dei Giudici.

Non mi avrebbe scandalizzato se a dire che era una “sentenza già scritta” fosse stato un pinco pallino qualsiasi, ma che lo dica un uomo delle Istituzioni e per dippiù del PD è grave!

Al pari, è grave che il PD provinciale dia rilievo a questa dichiarazione sulla propria pagina ufficiale di Facebook, mostrando una comunanza di idee, che sono certo non appartiene a tutto il partito. La solidarietà all’uomo ci può stare, non la metto assolutamente in discussione, ma non si può trascinare tutto un partito su un’opinione personale riguardante l’operato della Magistratura; il Segretario Provinciale Piconese farebbe bene a prendere le distanze.

La vicenda personale di un rappresentate delle Istituzioni del PD salentino, inevitabilmente, trascina con se tutto il partito, recandogli un grave danno d’immagine e aprendo una questione politica, che andrebbe affrontata seriamente e svestendo la casacca dei tifosi.

Sarebbe un atto dovuto in questi casi l’autosospensione dal partito, in attesa di chiarire la propria posizione… ma so bene che ciò ormai è anacronistico.

Quanto dichiarato dall’On. Massa su TAP è politicamente grave e inaccettabile

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…un brivido mi è corso lungo la schiena… e vi assicuro che non è per il freddo, che è pure intenso in questi giorni… il brivido l’ho avvertito quando ho sentito le dichiarazioni dell’On. Massa del PD di Lecce sulla vicenda TAP…

…accendo la televisione, sintonizzo su un’emittente televisiva locale per ascoltare il notiziario e sento l’On. Massa che dice: abbiamo una finta trattativa, e mi assumo la responsabilità di quello che dico, una sceneggiata sulla possibilità di trasferire TAP in provincia di Brindisi, il procedimento amministrativo è definito, non c’è nessuna possibilità seria che quella infrastruttura venga spostata, per cui c’è una specie di sceneggiata per cui si discute del nulla, nel frattempo, la stessa Regione che dice che si sta lavorando per spostare l’approdo a Brindisi, comincia a rilasciare i permessi, perché partano i lavori a San Foca…io che sono sempre stato dell’opinione che quell’opera si poteva e si doveva fare, penso, però, che se qualcuno pensa che all’interno di questa sceneggiata, dove uno da i permessi e dice che è contrario, l’altro dice che sta verificando se si deve spostare, ma nel frattempo sta cominciando i lavori, dovesse produrre l’effetto che io ho sempre paventato che, cioè, il tubo si fa, ma questo territorio non riceve i benefici a cui ha diritto, allora io penso: a) che chi è responsabile di questo è chi, fino a questo momento ha portato avanti questa sceneggiata del trasferimento, questa ipotesi del terzo tipo, impossibile del trasferimento e non si è invece impegnato, a partire dal sindaco di Melendugno, a difendere le ragioni vere di questo territorio… si, su questo terreno ce l’ho anche con Emiliano…è una sceneggiata (l’intervista potete ascoltarla digitando questo indirizzo: https://www.youtube.com/watch?v=ShNiusRc5W8.)

Ora mi chiedo: come può un Parlamentare del PD dire che quello che sta facendo la Regione, guidata da un Presidente del PD, che è anche il Segretario regionale del PD, per evitare l’approdo di TAP a San Foca, è una sceneggiata? Per me è politicamente gravissimo.

Le parole dell’On. Massa, unite alle dichiarazioni rilasciate qualche giorno fa dal Consigliere Abaterusso, danno la netta sensazione che il PD Salentino (ebbene ricordare che i due sono i massimi esponenti del gruppo dirigente che sta guidando il partito da qualche anno) mal digerisca l’azione della Regione sulla vicenda TAP (ma non solo). E’ davvero così?

A questo punto, il Partito Democratico Salentino, con il suo Segretario Piconese e con i suoi dirigenti, dovrebbe convocare gli organismi e dire chiaramente da che parte sta; dovrebbe dire con un documento chiaro e incontrovertibile che il PD Salentino è contro l’approdo di TAP a San Foca ed è per la tutela del territorio; dovrebbe impegnarsi a sostenere a tutti i livelli istituzionali e non, la battaglia che la Regione e il Presidente Emiliano stanno facendo, per trovare una soluzione alternativa. Il tentativo, sarà anche tardivo, ma va fatto e va sostenuto a tutti i livelli dal Partito con i suoi rappresentanti.

Questo dovrebbe fare un Partito serio, senza generare confusione tra chi ci guarda dall’esterno e senza alimentare polemiche.

 

 

Altro che Assemblea Provinciale PD senza scossoni: c’è stato uno tzunami!

Qualcuno mi dirà: ma sei fuori tema! Oggi il tema dettato non è questo! Oggi bisogna parlare degli esposti alla Procura della Repubblica contro Taurino, che ha sostenuto Blasi, che nel PD ha avuto il primato, che in Puglia è stato il più suffragato, quind in odor di asessorato, che oggi a Bari eletto sarà proclamato, insieme ad Abaterusso, che doveva stravincere le elezioni, che è arrivato secondo, che per questo è molto amareggiato, perché Lui voleva il primato, che gli avrebbe garantito l’assessorato.

Il tema dettato alla stampa è questo. Oggi bisogna parlare di questo, perché, come ho già detto oggi si proclamano gli eletti al Consiglio Regionale e nel giro di qualche giorno, verranno nominati famosi assessori, ma io preferisco parlare di altro.

Sono stati giorni concitati, gli ultimi, in cui immagino si siano messe in atto tutte le strategie possibili per evitare alcune nomine a vantaggio di altre.

E in tal senso l’Assemblea provinciale del 29 Giugno doveva essere un tassello fondamentale.

Ebbene si, oggi vi parlo di quell’Assemblea provinciale, che la stampa, imboccata, ha frettolosamente classificato come “un Assemblea senza scossoni”, dove non c’è stata la paventata mozione di sfiducia al Segretario provinciale, dove si è annunciato il tour nei circoli della Segreteria provinciale e dove si è celebrata l’esaltante vittoria del PD provinciale alle Regionali.

In quell’Assemblea, in realtà è successo ben altro. Che cosa? Non lo sapete? È vero, è vero…certe cose è meglio non dirle… non farle sapere.

È successo, un fatto politico che in un partito che si chiama Democratico, dovrebeb avere la valenza di uno tzunami, e che invece passa alla cronaca come sole splendente sul Pd provinciale.

La Segreteria, nella persona del Segretario provinciale Salvatore Piconese arriva in Assemblea con un ordine del giorno che viene letto frettolosamente e si chiede che venga votato. Che conteneva quell’ordine del giorno? Il riconoscimento dello straordinario risultato che il PD provinciale aveva ottenuto in Puglia, tale da poter rivendicare “legittime aspettative” del territorio nella individuazione dei componenti della Giunta Regionale.

Tutto pronto, qualche intervento fumaiolo per dare la parvenza di una discussione, e via: Votiamo l’Ordine del Giorno. Si doveva dare una prova di forza, si doveva dimostrare di avere la legittimazione assembleare, si doveva dimostrare che il Partito è davvero nelle mani dell’attuale gruppo dirigente, e invece…

Invece, si stava per votare, e con voce “flebile” dal pubblico si sente dire: “scusate ma c’è il numero legale per procedere alla votazione?”… il gelo, il silenzio cala in quel luogo dove si pensava di dover celebrare una festa: quella del riconoscimento dello straordinario risultato della segreteria provinciale.

L’impeccabile Presidente Paola Povero, ode la flebile e timida voce che viene dal pubblico e chiede la verifica del numero legale. È bagarre in aula, si sarebbe detto se ci fossimo trovati in un aula parlamentare. Intervengo gli avvocati difensori della segreteria, il sempre lucido On. Massa, con un arringa di mezz’ora, che spiega le ragione del perché un assemblea possa decidere in mancanza di una maggioranza, ma che io non ho compreso; interviene, il sempre ottimo e distensivo neo consigliere regionale Abaterusso che se la prende con il poveretto “azzeccagarbugli” che aveva sollevato la questione del numero legale, rimproverandogli di non far parte dell’assemblea e di non volere il bene del partito, di dissacrare quell’aria di comunità felice che si stava respirando. Si verifica il numero legale: una SETTANTINA di presenti su circa 200: il numero legale era lontanissimo. Seguono, insulti, sberleffi, risatine alla volta di chi aveva semplicemente chiesto una cosa normalissima prima di qualsiasi deliberazione assembleare, ma, alla fine l’Ordine del Giorno proposto dal Segretario provinciale non si vota.

Sembra una storiella di quelle che racconterebbe Guareschi (l’ideatore di Don Camillo e Peppone), ma è la triste realtà, di un partito allo sbando, guidato da un Segretario e da un gruppo dirigente che vive nel suo mondo, che non ha i numeri per approvare un ordine del giorno, che è lontano anni luce da quella riconnessione con il territorio della quale ci si fa vanto. Quello verificatosi il 29 Giugno 2015 è un fatto gravissimo nella vita politica di un Partito, che credo in altri tempi avrebbe comportato le dimissioni immediate del Segretario… ma a Lecce no!

P.S. La voce flebile e timida che si è udita è la mia!

Direzione provinciale PD: parla Ernesto Abaterusso

…Potrei parlare per mezz’ora dei problemi che riguardano il mezzogiorno…oggi questa possibilità c’è se, solo, qualcuno invece di trastullarsi con problemi che hanno poca attinenza con le nostre realtà, si dedica a quello che bisogna fare… e cioè governare il mezzogiorno in maniera diversa… in pratica noi dobbiamo far si che ci sia più sud nell’azione di governo… e che ci sia più lecce… i dati della camera di commercio dicono la nostra provincia è stata trascurata i fondi comunitari che sono arrivati sono solo il 10% e noi siamo in 25% della popolazione…

Sono queste parole di Ernesto Abaterusso, nel suo intervento di ieri alla Direzione Provinciale del PD, che mi hanno colpito in particolar modo… con il suo perfetto stile da lord inglese le ha mandate a dire a chi ieri non c’era e, in questi anni, ha governato da Bari, lo sviluppo economico della Puglia e della provincia di Lecce… ho trovato affascinante il termine “trastullarsi” riferito all’azione di chi ha posto attenzione a problemi che, a suo dire, hanno poca attinenza con la nostra realtà.

Qualcuno oggi si sarebbe aspettato che mi concentrassi sulla relazione del Segretario Provinciale, cercando spunti di critica, ma non ci ho trovato nulla di interessante… le solite cose trite e ritrite!

Ho trovato interessanti, invece, le parole di distensione che il neo consigliere regionale ha rivolto, ovviamente senza alcun riferimento in particolare, a chi a fatto si che la provincia di Lecce fosse trascurata nel trasferimento dei fondi comunitari e strutturali e li ha utilizzati male. Davvero, parole riconciliative, dette non per criticare in maniera distruttiva, ma per criticare in maniera costruttive e programmatica.

Altrettanto interessante ho trovato il forte turbamento che ha mostrato nel constatare, l’impossibilità per la Segreteria Provinciale di poter far qualcosa per far si che il PD possa avere un rappresentante in più in Consiglio regionale… da fuori classe l’apertura a chi poteva dare consigli e suggerimenti in tal senso.

Infine, non meno importante, considero l’invito rivolto a tutti di mettere al bando i personalismi e gli individualismi, alimentando il confronto, e il suggerimento,  al Segretario provinciale, ad un anno e mezzo dalla sua elezione,  e al gruppo dirigente ad andare nei circoli e parlare con essi e non con i Segretari, perché spesso non li rappresentano… Avete capito bene, nel partito della riconnessione, i segretari spesso non sono connessi con i circoli.

Scusatemi se oggi non sono stato polemico come al mio solito… Spero che il Segretario Piconese mi perdonerà se l’ho trascurato un po’… prometto di rifarmi presto!

Caro Segretario Piconese…

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Caro Segretario Piconese, tu e chi ti affianca avete chiuso il partito per farlo diventare il comitato elettorale di Abaterusso, altro che “il partito non è stato il comitato di Abatersso“!

Avete letteralmente paralizzato l’attività della struttura provinciale, asservendola alla campagna elettorale di Ernesto… idem con patate è avvenuto a livello di circoli territoriali (nella maggior parte delle realtà i circoli sono restati completamente chiusi senza che si organizzasse una benché minima attività di partito)… mai come in questa tornata elettorale abbiamo assistito all’inesistenza di un PD inteso come organizzazione partitica… se non ci fosse stato qualche uomo o donna di buona volontà (nella maggior parte dei casi fuori dall’organizzazione del partito) che avesse organizzato qualche iniziativa all’interno della Sagra del Programma, non ci sarebbe stata traccia di campagna elettorale… ma credi davvero che i voti del PD ottenuti alle regionali siano il risultato dell’organizzazione partito? Ma non scherzare! Fatti/fatevi un esame di coscienza! Se non ci fosse stata la mobilitazione dei comitati dei singoli candidati (nella maggior parte dei casi composti da gente estranea e lontana anni luce dal partito) credi che il PD avrebbe avuto lo stesso risultato? Quindi di qual PD in crescita parli? Se ti riferisci a quello dei comitati potrei anche darti ragione, ma se ti riferisci a quella Comunità di uomini e donne che militano insieme per un’idea comune e per obiettivi comuni, non solo non è in crescita, ma si sta dissolvendo.

Hai riunito la Segreteria Provinciale per convincervi della BUGIA che dovete raccontare in giro e sulla stampa? Sarebbe stato meglio se vi foste riuniti per fare un’analisi seria della reale situazione del Partito. Per interrogarvi del perché in un clima estremamente favorevole, con un PD stellare a livello nazionale, con un centrodestra locale in totale disfacimento, con la forza trainante di Michele Emiliano, il PD Salentino riesce a vincere solo in 4 Comuni su 15! E non mi venire a dire che 5 anni fa non si era fatto meglio, perché il paragone non regge…5 anni fa il quadro politico locale e nazionale era completamente diverso. Ma questo dato, quello delle amministrative, non lo avete proprio considerato? Ma non ti/vi suona come un campanello d’allarme dell’effettivo stato comatoso del partito locale? Forse a te basta aver vinto a Uggiano e a Monteroni grazie ai voti del centrodestra?

Preferisci crogiolarti con un risultato alle regionali che non ti appartiene e non appartiene al tuo gruppo dirigente, senza voler fare autocritica? Fallo pure! Ma non offendere l’intelligenza di chi davvero ci ha messo passione e cuore in questa campagna elettorale per sostenere il suo candidato.

Che poi stiamo parlando di un 22%, tre punti percentuali in più del 2010, quando il quadro politico locale e nazione era completamente diverso dall’attuale, e lontanissimo dalle percentuali nazionali.

Caro Segretario, riconnettiti con la realtà e prova ad invertire la tua rotta…se proprio non ci riesci, fatti aiutare da qualcuno che davvero vuole il bene del partito… se non riesci nemmeno in questo lascia.

Perché Piconese dovrebbe dimettersi

Un partito senza regole. Padrini in campo per altri, è questo il titolo di un’intervista al neoeletto consigliere regionale Ernesto Abaterusso apparsa sul giornale di oggi.

Sono saltato sulla sedia! Ho pensato: cavolo! Ernesto, ora che è diventato consigliere regionale, finalmente, si è accorto che il PD, che si vanta di aver creato, mettendo gli uomini giusti al posto giusto (per essere funzionali alla sua candidatura e alla sua elezione), ha qualche problema! Finalmente si è accorto dell’azione fallimentare del gruppo dirigente che l’ha sostenuto! Dichiarare che il PD è “un partito senza regole”, dopo due anni dall’insediamento della segreteria di Piconese, dopo il tanto sbandierato lavoro per “la riconnessione” con il territorio, è un esplicito riconoscimento dell’incapacità di guidare un partito.

Purtroppo, però, leggendo tutta l’intervista, mi sono reso conto che mi sbagliavo: non c’è stata nessuna illuminazione. Come da due anni a questa parte continua il solito mantra: quando le cose gli vanno bene esalta la straordinaria forza del gruppo al comando, quando le cose gli vanno male la colpa è degli altri.

Non riconoscere la cattiva gestione del partito di Piconese & Co è da orbi, sempre che di partito si possa ancora parlare. Francamente, per me, di partito n’è rimasto ben poco.

Durante tutta la campagna elettorale, mi sono sempre chiesto, ma dove è finito il PD?

Ho assistito ad una campagna elettorale in cui i protagonisti erano i candidati e i rispettivi comitati…nessuna traccia del Segretario provinciale e della segreteria… nessuna iniziativa di partito… Addirittura, si è chiusa la campagna elettorale a Lecce con Emiliano, con i rappresentanti degli altri partiti della coalizione, ma senza i vertici del PD.

Un partito che non riesce a dare una rappresentazione unitaria all’esterno non è un partito. Un Segretario e gran parte del gruppo dirigente schiacciato su un solo candidato ha determinato una frattura incolmabile con il corpo elettorale del PD. Non riuscire a compattare un ambiente in campagna elettorale è davvero indicativo di scarsa capacità.

Queste considerazione, sarebbero di per se sufficienti a consigliare a Piconese & Co di riconoscere il fallimento della loro gestione e passare la mano. Ma ci sono anche i risultati elettorali.

Se da un lato il PD è riuscito a fare bella figura alle regionali soprattutto grazie all’impegno messo in capo dai candidati e dai loro comitati elettorali (anche di chi critica l’attuale gruppo dirigente), dall’altro non si può non evidenziare il pessimo risultato delle amministrative. Perdere in 11 comuni su 15, in un contesto in cui il PD non è mai stato così forte in Italia, il centrodestra è totalmente disintegrato, con l’effetto dirompente e trascinante di Michele Emiliano, da la cifra esatta di quello che è il partito sul territorio. Altro che riconnessione, siamo in presenza di una disconnessione quasi totale. Se poi aggiungiamo che in 2 comuni su 4 si vince grazie all’accordo con il centrodestra come direbbe Peppino De Filippo, in un celebre film con Totò: ho detto tutto!

Questi sono solo gli ultimi degli elementi indicativi (evito di ricordare quello che è successo alle Provinciali e alle amministrative dello scorso anno) di una gestione che non sta funzionando sin dal suo insediamento. Ecco perché Piconese dovrebbe dimettersi.

Bello sto selfie!

11026293_10206432302795570_2578811390261238983_n…bello sto selfie!

…siamo in piena campagna elettorale per le prossime elezioni regionali… e si susseguono gli incontri pubblici dei candidati e le inaugurazioni dei loro comitati elettorali… chi è già partito con largo anticipo, chi sta partendo adesso con un po’ di ritardo, ma tutti e dieci i candidati del PD, ora possiamo dire, sono attivi.

Una cosa che sto notando sono gli sponsor che ognuno si porta dietro… ognuno cerca di farsi affiancare da qualche bel (si fa per dire) testimonial che certifichi la bontà della propria candidatura… tra i testimonial senza dubbio più presenti in campagna elettorale, non ho potuto fare a meno di notare, Alfonso Rampino. La sua presenza costante al fianco di Ernesto Abaterusso non passa inosservata; non c’è incontro pubblico in cui il “buon” Alfonso non compaia al fianco del più candidato di tutti. Una presenza talmente costante che a qualche malpensante potrebbe destare più di un sospetto.

Qualcuno, infatti, si potrebbe chiedere: “ma non è lo stesso Alfonso Rampino che si è candidato al congresso contro Abaterusso, o meglio contro il candidato sostenuto da Abaterusso?”, “ma non è lo stesso Alfonso Rampino, che dopo il congresso, ha criticato aspramente la linea politica portata avanti da Abaterusso & Co?”, “ma non è lo stesso Alfonso Rampino, leader del gruppo dei Riformisti per il Salento, che si proponeva come alternativa alla gestione del partito messa in atto da Abaterusso & Co?”, “ma non è lo stesso Alfonso Rampino che, all’indomani della sua defenestrazione dalla lista per le Provinciali, non lesinò di lanciare dichiarazione di fuoco contro il comportamento di Abaterusso & Co?”, “ma non è lo stesso Alfonso Rampino, che sino a qualche mese fa, avrebbe fatto di tutto pur di mandare a casa l’attuale Segretario e, dunque, il suo principale sponsor, la famiglia Abaterusso?”, “ma come può, oggi, Alfonso Rampino tessere le lodi di un candidato che sino a qualche settimana fa screditava?”

Sono tutte domande legittime quelle che qualcuno si potrebbe porre (e sono sicuro che più di qualcuno lo sta facendo), alle quali non è facile dare una risposta. Soprattutto, non è facile dare una risposta politica.  Sono i misteri della politica. Sicuramente, non di quella Politica con la P maiuscola alla quale molti ancora credono.

E’ vero, ognuno è libero di cambiare idea, anzi, si dice che solo i muli non lo fanno mai, ma un cambiamento così repentino ed ostentato, francamente lascia perplessi!

…il PD Salentino ripudia la commistione tra politica e malaffare

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… a questa fantasiosa ricostruzione del Fatto quotidiano non ci credo… farebbe intendere una triste commistione tra politici salentini del mio partito (il PD) e malaffare… ma che tristezza! maledetta mania dei selfie… da una foto innocente, scattata per ricordare una bella tavolata, ne scaturisce una storia fantasiosa, in cui non si sa perché si fanno i nomi di Abaterusso (candidato alle regionali di Puglia) e Durante (capo segreteria del sottosegretario al MIT Del Basso De Caro), oltre a quello di D’Alema… a quanto ne so io era solo una cena per parlare di socialismo europeo tra amici e compagni, alla fine della presentazione di un libro… invece, chi legge questo articolo chissà cosa s’immagina… maledetta macchina del fango!