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Esiste una sinistra fuori dal PD?

Qualcuno mi dice: non esiste una sinistra fuori dal PD… ci ho riflettuto… per un attimo ho pensato che avesse ragione…d’altra parte il PD è il diretto discendente di quei partiti che hanno incarnato la sinistra italiana… ma poi mi guardo intorno… penso a quello che vedo ogni santo giorno, in cui mi alzo e metto la testa fuori di casa… e mi rendo conto che c’è più sinistra fuori del PD che dentro … ora qualcuno mi dirà: ma che sei scemo? dove la vedi la sinistra fuori dal PD? nello 0,00001% di qualche fuoriuscito del PD stesso?… in effetti tutti i derivati dei partiti che per 70 anni hanno rappresentato la sinistra italiana sono nel PD, fuori c’è ben poco… ma questo solo se si vuole identificare la sinistra con chi ha smesso di svolgere la funzione di rappresentate del popolo per dar vita ad una vera e propria categoria sociale: il politico di professione… questa categoria non è la sinistra…la sinistra è ben altra cosa … la sinistra fuori dal PD c’è, eccome se c’è… la sinistra fuori dal PD sono quei disoccupati in là con gli anni incapaci di essere servi del potente di turno e di svendere i proprio diritti, dopo una vita di sacrifici… la sinistra fuori dal PD sono quei giovani che si illudevano che il merito avrebbe cambiato la loro vita, salvo poi a scoprire che è più importante conoscere la persona giusta, ma che ci sperano ancora… la sinistra sono quei genitori che dopo tanti sacrifici, vedono allontanarsi i propri figli da casa alla ricerca di un posto di lavoro lontano dalla propria terra… la sinistra fuori dal PD sono quelle persone che coltivano ancora quel sentimento di solidarietà, di umanità verso il prossimo, mettendo da parte il proprio io… la sinistra fuori dal PD sono tutte quelle partite IVA che non trovano mercato e che non hanno tutele… la sinistra fuori dal PD sono quelle coppie che vorrebbero sposarsi, che vorrebbero dei figli, ma che ci rinunciano in mancanza di prospettive economiche certe per il futuro… la sinistra fuori dal PD sono i tanti che hanno rinunciato ai propri diritti e non vanno più a votare… la sinistra fuori dal PD sono tutti quelli che non si fanno abbagliare dalle luci dei riflettori, che non si fanno motivare da una canzone di Jovanotti, che non credono alle frasi ad effetto dette da un palco, dette per incantare chi sta davanti… la sinistra fuori dal PD è tanto altro ancora… la sinistra fuori dal PD c’è e aspetta solo di essere rappresentata.

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Il fallimento della sinistra salentina

… “Cos’è la destra? Cos’è la sinistra?” …così cantava Giorgio Gaber in una sua celebre canzone… e chi lo sa? Probabilmente i confini delle due categorie politiche oggi sono talmente impercettibili che non si riesce a notare le differenze… e così, dopo un periodo in cui si è cercato di ricondurre la politica ai due massimi sistemi (per qualche periodo anche riuscendoci), si torna a marcare quella linea di mezzo che ha contraddistinto la nostra storia repubblicana… quella linea di mezzo che per decenni è stata rappresentata dalla Democrazia Cristiana e che prepotente torna alla ribalta sotto altre spoglie.

Oggi, il giorno dell’insediamento della Giunta regionale pugliese, guardando le varie fotografie celebrative dell’evento, guardando i componenti salentini, pensavo: cavolo! Non c’è una donna o un uomo riconducibili ai vecchi partiti della sinistra…

Infatti, a ben guardare tutti e tre i rappresentati salentini in Giunta (Loredana Capone, Salvatore Negro, Sebastiano Leo) non provengono da partiti di sinistra propriamente detti.

Da qui nasce la mia riflessione: la sinistra salentina ha fallito!

Dopo tante stagioni che nel bene o nel male (io penso più nel bene, che nel male) l’ha vista protagonista nel Salento e in Puglia, non ha saputo rigenerarsi, non ha saputo riproporsi, consegnando o, forse, è meglio dire, riconsegnando il primato a quell’estrazione politica centrista (quell’area democratica-popolare) che per anni aveva imperato e che l’aveva spesso marginalizzata.

Sia ben chiaro, non ho nulla contro le persone che provengono da quella tradizione, ma gli uomini e le donne della Sinistra salentina si dovrebbero porre un interrogativo grande quanto una casa sul perché di un così eclatante fallimento.