Archivio mensile:marzo 2015

L’ultima settimana del PD salentino – parte quinta

La risposta di Paticchio? La conosceremo presto…

In effetti la risposta non si fa attendere: “Ho 29 anni e sono un iscritto del PD. Amo la politica perché per un 50% mi hanno insegnato ad amarla e per l’altro 50% ho imparato a farlo. Ma non ho ancora imparato a farla, in questo contesto, in questo momento, nel modo giusto. Se sapessi farla avrei accettato la richiesta di candidatura che mi è stata fatta da tutti i livelli del partito. Avrei dimostrato “quanti voti ha Paticchio”, “quanto conta”, “quantu pisa”. Perché la politica questo è: pacchetti di voti, consenso, quote. La politica questo è, oggi.
L’impegno preso con i ragazzi del gruppo #Under40 però va oltre e la prima cosa che vogliamo modificare è proprio la frase “La politica questo è oggi”. Vogliamo trasformare questo modo di intendere l’impegno per il bene comune. Ci crediamo davvero.” Sono parole quelle di Paticchio con le quali si rispedisce al mittente la lusinghevole proposta di una sua candidatura.

Sembra essersi chiusa così la saga del PD salentino, ma improvvisamente si aprono nuovi scenari. E chi li apre questi scenari? Forse gli under40? Forse gli over50? Nooooo! E’ il candidato Presidente in persona, Michele Emiliano. Bastano un paio di messaggi su twitter per riaccendere la miccia di un partito che non riesce a trovare pace.

Il primo messaggio è rivolto al segretario del PD di Melendugno: “ho chiesto al segretario del PD di Melendugno di dimettersi dopo aver appreso che la moglie è stata assunta dal consorzio TAP. Devono vergognarsi“. Poche parole, che bastano a dar fuoco alle polveri, per riaccendere il dibattito sulla moralità all’interno del partito. A mio giudizio, sono state parole di grande effetto, forse dure, per qualcuno inopportune, ma che era necessario dire per prendere le distanze da un comportamento inqualificabile da parte di un segretario locale del PD (che è bene ricordare dirigeva un partito apertamente schierato contro TAP da sempre). Nel contempo, penso che la medesima attenzione rivolta al segretario di Melendugno andava riservata all’argomento TAP; alle varie esternazioni di politici locali che ne difendono l’opera e che parlano di compensazioni; andrebbe approfondito questo argomento, per capire esattamente che cosa si intende per compensazioni, chi ne dovrebbe usufruire e come verrebbero gestite e da chi.

Il secondo messaggio, invece, riaccende il dibattito sulla candidatura, più candidatura di tutte, quella di Ernesto Abaterusso. Per settimane su tutti gli organi di stampa si è letto “la candidatura di Abaterusso è stata fortemente voluta da Emiliano”, “Emiliano ha pregato Abaterusso di candidarsi” e, invece, si scopre che era tutta una montatura per cercare di legittimare una candidatura, che, si sapeva già avrebbe, sollevato non pochi mal di pancia all’interno del partito salentino. In un botta e risposta su twitter Emiliano, a proposito della candidatura di Abaterusso, dice “non ho implorato nessuno, su richiesta del segretario provinciale ho chiesto una disponibilità“. Svelato l’arcano! Quella candidatura è stata voluta dalla segreteria provinciale per supplire all’impossibilità di candidare Gabriele Abaterusso. Mentire era l’unico modo per blindare quella candidatura, per la quale si lavorava da anni, e non metterla in discussione; ricordo ancora quella specie di organismo allargato di qualche settimana fa, in cui si disse che non si poteva prescindere dalla candidatura di Ernesto Abaterusso, perché l’aveva chiesta Emiliano. Non era vero! Anzi in un altro post Emiliano aggiunge: “e che problema c’è? se il PD di Lecce lo vuole lo candida. Altrimenti ne candida un altro“.  Ed ora che sappiamo che non è candidatura per la quale Emiliano si sarebbe strappato i capelli, che succederà? Vedremo!

Vi è di più, sempre su twitter (ormai organo ufficiale di partito), ma ve ne parlerò nel prossimo avvincente capitolo.

…to be continued

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#abbracciaunulivo

#abbraciaunulivo…

…Cari amici, credo che ormai tutti sappiate che stiamo vivendo un’emergenza gravissima, che sta rischiando di cambiare i connotati della nostra terra: la diffusione della XYLELLA – batterio patogeno che sta aggredendo i nostri ulivi, ma non solo, determinando il rapido disseccamento.

La situazione è talmente grave che il Consiglio dei Ministri ha dichiarato lo stato di emergenza. Il commissario, nominato, per gestire l’emergenza xylella in questi giorni ha presentato un piano operativo per contenere e combattere la diffusione dell’agente patogeno. Questo piano, tra l’altro, prevede la distruzione di migliaia di alberi infetti.

Ancora, non c’è l’esatta percezione della gravità della situazione, ecco perché mi sento in dovere di lanciare una campagna di sensibilizzazione, per capire esattamente quello che sta succedendo, sul presupposto che gli ulivi fanno parte del nostro patrimonio umano e culturale.

L’idea, per cominciare, è quella di abbracciare un ulivo, per dire simbolicamente che non si tratta solo di un pezzo di legno da ardere, ma di una parte di noi e della nostra cultura, che in quanto tale richiede le migliori attenzioni e le migliori soluzioni! Inondiamo la rete con le nostre foto, per far capire quanto ci teniamo, aggiungendo l’hashtag #nessunotocchigliulivi… Forzaaaaaa!

Aspetto il contributo di idee di tutti voi!

Piconese&Co hanno mentito

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… ne ero convinto che non ci fosse stata nessuna supplica da parte di Emiliano, perché si candidasse Ernesto Abaterusso, ora ne ho la conferma. Infatti, è lo stesso Emiliano ad ammetterlo su Twitter: “non ho implorato nessuno”!

Dunque, colui che è sceso in campo per rispondere alla chiamata del partito, perché Emiliano lo aveva pregato di candidarsi (come hanno dato ad intendere fino ad oggi), lo ha fatto solo ed esclusivamente per dare seguito a quello che era l’obiettivo iniziale (sin da prima del congresso provinciale) far arrivare un Abaterusso alla Regione Puglia.

Nessuna preghiera, nessuna supplica, nessun senso del dovere, nessuno spirito di servizio, nessun sacrificio, solo ambizione personale!

Continuo a dire che questo non è il partito che voglio!

L’ultima settimana del PD salentino – parte quarta

…Gli Under40, galvanizzati da queste parole, musica per le loro orecchie, che ti fanno? Prendono carta e penna e scrivono allo stesso Michele Emiliano, ribadendo l’importanza di perseguire la via delle liste pulite e sollecitano un’assemblea monotematica del PD salentino per discutere di legalità. Apriti cielo!

Tale azione piuttosto che trovare la benevolenza da parte dei dirigenti del Partito e del Segretario provinciale in primis, urta la suscettibilità di Ernesto Abaterusso, che sentendosi chiamato in causa, prende carta (intestata Coordinamento provinciale) e penna e scrive urbi et orbi…

… Il 21 Marzo il più candidato di tutti tuona: “contro di me, Over50 rancorosi e irresponsabili“. Mossa astuta quella di Abaterusso, al quale tutto gli si potrà dire, tranne che non è dotato di una buona dose di scaltrezza, che si finge vittima di un complotto ordito nei suoi confronti dagli Over50. Cioè delegittima i cosiddetti Under40, facendoli passare per i giovani di belle speranze, dei quali condivide sogni e aspettative, tanto da aver già avviato (Lui) un ricambio generazionale all’interno della segreteria provinciale, ma che si fanno giocare e strumentalizzare da quelli che Lui definisce gli Over50. Chi sono gli Over50? Sono tutti coloro (parlamentari, amministratori regionali e comunali, dirigenti di lungo corso) che non appoggeranno la sua candidatura. Nel contempo, interviene il Segretario provinciale che con un perentorio: “io voglio Foresio“, veste i panni dello Zio Sam americano, per arruolare chi gli consentirebbe di dare una parvenza di democraticità al processo di formazione della lista. A tale scopo, dice anche: “gli Under40 devono dare il loro contributo con un candidato” e pensa al nome di Paolo Paticchio, uno degli intestatari della battaglia per la legalità e la pulizia delle liste. Tutto fila!

Ora, francamente, rimango sorpreso dalla irresistibile voglia del Segretario Piconese di candidare due giovani come Paolo Foresio e Paolo Paticchio, che si andrebbero a sommare ad altri due giovani già candidati (Sonia Petrachi e Flavio Filoni).

Ma che lista ha in mente? Forse una lista che favorisca la candidatura di Abaterusso, apertamente sostenuto da Lui e dal resto della segreteria, a discapito della forza complessiva della stessa? Ma non si rende conto che il PD ha il dovere di mettere in campo coloro che più sono radicati sull’intero territorio provinciale, per far si che la lista risulti abbondantemente più suffraga rispetto alle altre civiche, per evitare di veder ridotto da tre a due l pattuglia dei consiglieri regionali? Mi sorprende che nessuno stia cercando il coinvolgimento degli ex consigliati provinciali, che in questi anni hanno dato prova di impegno e radicamento, oppure di qualche amministratore con provate capacità di radicamento sul territorio (oltre ad Ada Fiore ovviamente). Mi auguro di sbagliare, ma ho la netta sensazione che si voglia sacrificare il risultato complessivo della lista in cambio della certezza dell’elezione di qualcuno.

Dunque, in questi giorni, pressing asfissiante sui due baldi giovani, affinché si candidino. In rete si susseguono gli appelli, da parte di chi è già certo sostenere Abaterusso nella campagna elettorale già in corso. Strano vero? Appelli che spesso sfociano in veri e propri scontri verbali, tra opposte fazioni, spesso con un linguaggio che di politico ha ben poco. Telefonate, incontri personali, tutto in barba a quel criterio, che con tanto orgoglio il Segretario Piconese aveva annunciato in quella specie di organismo allargato di qualche giorno fa, che prevedeva una consultazione meticolosa dei circoli. Ma quale consultazione??? L’ennesima presa in giro dei poveri e mortificati militanti di un partito chiuso e padronale.

A riprova di tutto ciò e di questo modus operandi, che prescinde dalla più basilari regole di democrazia interna, così come era avvenuto con Abaterusso, ieri pomeriggio arriva la chiamata dall’alto di Michele Emiliano per Paolo Paticchio: “PAOLO IN LISTA CON NOI”!  Francamente, non so come leggerla questa chiamata; come un ultimatum, come una sollecitazione, come un consiglio o come una supplica, come era stato per Abaterusso? Non lo so!

La risposta di Paticchio? La conosceremo presto…

… to be continued

Che cosa vuol dire corruzione

…oggi sono indeciso se scrivere la quarta parte della saga del PD salentino che tanto sta appassionando i lettori di mezzo mondo, oppure scrivere qualcosa su un argomento di cui tanto si sta parlando in questi giorni: la corruzione. Vabbè la quarta parte della saga del PD salentino la rinvio a domani, tanto non scappa!

Parto dalle parole del Papa pronunciate a Napoli qualche giorno fa: “Una società corrotta ‘spuzzà’; non è cristiano chi si lascia corrompere. Tutti abbiamo la possibilità di essere corrotti, è uno scivolare verso lo sfruttamento. Quanta corruzione c’è nel mondo”. E ancora: “Andiamo avanti nella pulizia perché non ci sia la ‘spuzzà della corruzione nella vostra città. San Gennaro interceda per voi”. Sono parole durissime quelle pronunciate dal Papa nel discorso fatto ai Napoletani, ma che senza dubbio riguardano l’intera società italiana.

Il nostro Paese, ahinoi, ormai ha raggiunto livelli di corruzione insostenibili per una nazione che si definisce civile. L’ombra della corruzione si annida ovunque. E’ un sistema di vita, talmente radicato, che ormai passa quasi inosservato.

Le frasi più frequenti: “e che possiamo farci? Così va l’Italia!”… “Dobbiamo pur vivere, ci dobbiamo adeguare a questo sistema”… “La corruzione? c’è di peggio!”. Sono queste, solo alcune delle tristi parole che sento pronunciare ogni giorno. Non c’è cosa peggiore della rassegnazione, ma,ormai, la si percepisce in maniera evidente. Si è rassegnati davanti ad uno stato di cose che sembra inamovibile.

Non ci si rende conto che la corruzione sta distruggendo il nostro paese e la speranza di tanti italiani.

Sostenere e alimentare la corruzione vuol dire disintegrare l’ossatura democratica del Paese; vuol dire renderlo più debole; vuol dire creare delle sacche di potere dove pochi ci sguazzano a danno dei più; vuol dire che pochi si arricchiscono e molti si impoveriscono; vuol dire rinunciare alla propria dignità di uomo, alla propria libertà di azione e di pensiero; vuol dire accettare che la nostra terra riceva delle ferite incurabili; vuol dire spegnere i sogni di quanti credono che con la cultura, il sapere, ci si possa realizzare personalmente e contribuire alla crescita della realtà in cui si vive; vuol dire far perdere ogni speranza a chi si trova in difficoltà economiche, a chi cerca un lavoro; vuol dire consegnare alla disperazione chi soffre e sa che non potrà accedere alle cure migliori.

La corruzione sta rendendo l’Italia un Paese dove il malaffare si insinua in ogni dinamica sociale, incancrenendola. Si fa credere che si stia lavorando per il bene comune, mentre si stanno curando affari personali; si fa credere che c’è speranza per tutti, quando, invece, la speranza la si sta spegnendo lentamente.

Non si sa più a chi affidarsi: le istituzioni che dovrebbero essere i baluardi della legalità e della trasparenza, spesso, come si legge, appaiono i luoghi dove si concentra la maggiore corruzione.

E’ assurdo che chi, come sto facendo io oggi, prova a sollevare il problema, viene additato come quello che è contro qualcuno, il giustizialista, quello strano, quello che pretende le cose fuori dal mondo. Vogliamo la normalità, vogliamo un paese civile, vogliamo un paese democratico, vogliamo un paese dove ognuno di noi sia protagonista; non vogliamo mica la luna.

L’ultima settimana del PD salentino – parte terza

…Per la verità, una nota stonata c’è stata, L’ASSENZA DEL SEGRETARIO PROVINCIALE E DI TUTTO IL GRUPPO DIRIGENTE  del PD provinciale, che sebbene invitati, in blocco hanno deciso di non partecipare… “che tristezza” ho detto tra me e me, “hanno perso l’ennesima occasione per dimostrare che ci tengono al partito”.

Ma non ci si è limitati solo a questo (a non partecipare all’assemblea convocata dai cosiddetti Under40), il giorno dopo, e siamo a Lunedì 16, fuoco incrociato dei fedelissimi del prode Ernesto sui malcapitati organizzatori dell’iniziativa. “Siete i burattini di…”, “Un film già visto: solo chiacchiere e carte d’identità (truccate)”, “Ogni uomo ha diritto ad un quarto d’ora di celebrità”, “… chi è eternamente alla ricerca di un briciolo di visibilità per ricordare prima di tutto a se stessi di esistere…”,  sono alcune delle perle di saggezza (volutamente ho evitato di riportare le offese dirette alle persone che si sono sprecate nei vari commenti) dispensate in rete, per delegittimare ciò chi in realtà aveva contribuito a creare un momento di buona Politica, di confronto vero tra compagni  e simpatizzanti del PD.

Ci si aspettava (attesa vana) che il gruppo degli Under40 facesse un nome per riempire il vuoto di una lista che, blindata la candidatura di Abaterusso, ha bisogno di essere chiusa con personaggi di secondo piano, che diano l’immagine dell’uso della democrazia partecipata e, nel contempo, non intacchino il potenziale bacino di voti del candidato della segreteria.

Se così non fosse, non mi spiego perché non si parla di una candidatura del Segretario provinciale Piconese, di quella della vice Segretaria regionale Antonica, di quella di qualche sindaco, magari di un grosso centro urbano come Nardò, di esponenti del partito e amministratori particolarmente radicati in città grandi come Copertino, Gallipoli, Casarano, Tricase, di quella di qualche amministratore del sud salento e del Nord Salento.

Insomma, nessuna volontà da parte della segreteria provinciale di ascoltare le istanze che sono emerse dall’incontro promosso dagli Under40 e lavoro di demolizione e delegittimazione.

Arriva Martedì 17 (un’altra data che è tutto un programma)… tutti concentrati su una sorta di assemblea allargata (ormai ci piacciono gli organismi politici promiscui) che si sarebbe dovuta svolgere (ma che poi è stata rinviata) per celebrare un fantomatico Patto per il Salento di cui nessuno sa niente, alla presenza di Michele Emiliano, e invece: tataaaaaaaaa… i giornali aprono con titoloni sulla vicenda della corruzione che ha investito i vertici del Ministero delle infrastrutture (per intenderci lì dove vengono scattati il maggior numero di selfie riguardanti l’attività politica di rappresentanti salentini)… E tra i tanti nomi di caratura nazionale e internazionale che si fanno, perché coinvolti direttamente o indirettamente, chi ti spunta? Quello del candidato della segreteria provinciale: Ernesto Abaterusso; nello stesso articolo in cui si parla della perquisizione della villa del magliese De Santis, imprenditore, per sentito dire, da sempre vicino al PD salentino.

Sono sicuro, che in via Tasso (la sede del PD provinciale) qualcuno avrà esclamato: per Gioveeee! la congiuntura planetaria ci è sfavorevole! potete chiedere a Paolo Fox che cosa altro ci dobbiamo aspettare?

Per onor del vero il nome di Ernesto Abaterusso viene fatto, nell’articolo giornalistico, solo perché da un’intercettazione risulterebbe lo smistatore di un curriculum, destinato al sottosegretario al MIT Umberto Del Basso De Caro, ma tanto basta perché si riaccenda il dibattito sulla legalità sollevato dagli ormai famosi Under40.

Il primo ad arrivare sulla questione, però, è Michele Emiliano che in post, pubblicando una foto di uno stralcio di intercettazione, orgogliosamente evidenzia che in certi ambienti della politica romana non lo volevano perché considerato un magistrato “terribile”.

Gli Under40, galvanizzati da queste parole, musica per le loro orecchie, che ti fanno? Prendono carta e penna e scrivono allo stesso Michele Emiliano, ribadendo l’importanza di perseguire la via delle liste pulite e sollecitano un’assemblea monotematica del PD salentino per discutere di legalità. Apriti cielo!

Tale azione piuttosto che trovare la benevolenza da parte dei dirigenti del Partito e del Segretario provinciale in primis, urta la suscettibilità di Ernesto Abaterusso, che sentendosi chiamato in causa, prende carta (intestata Coordinamento provinciale) e penna e scrive urbi et orbi…

…to be continued

L’ultima settimana del PD salentino – parte seconda

…per i compagni di Aradeo la candidatura di Ernesto Abaturesso è inopportuna! Un sussulto che interrompe la monotonia degli interventi che si erano susseguiti fino ad allora. Poco altro, successivamente, se non la percezione di una sorta di curiosità, mista a preoccupazione, per l’assemblea che gli “Under40″ avrebbero fatto la domenica successiva.

Ebbene, al rilievo fatto dal compagno di Aradeo, il Segretario e tutta la segreteria, nonché gran parte dell’ufficio politico, rispondono in maniera concreta (perché a loro piace fare fatti non chiacchiere), organizzando il giorno dopo presso l’Hotel Tiziano la PRESENTAZIONE DELLA CANDIDATURA DI ERNESTO ABATERUSSO. Alla faccia di chi chiedeva nell’organismo moltiforme una maggiore cautela e una riflessione approfondita da parte di tutto il partito.

Al Tiziano schierata in pompa magna a sostegno della candidatura di Abaterusso tutta la Segreteria provinciale e un buon numero di dirigenti di nuovo e vecchio corso. A mia memoria non ricordo un fatto del genere… un fatto grave… un fatto che dice: che ce ne freghiamo del resto del partito, degli altri candidati… noi abbiamo il nostro candidato e andiamo avanti. Un atto di arroganza politica senza precedenti, che conferma come il fatto di voler discutere le liste sul territorio, nei circoli, fosse una presa in giro, un tentativo malcelato di distogliere l’attenzione dalle questioni di democrazia interna, una farsa!

Conclusasi questa presentazione, che ha sancito l’indiscutibilità della candidatura di Abaterusso, comincia il fuoco di protezione alla stessa, da parte dei vari adepti, supporters… sulla rete cominciano a piovere foto dell’iniziativa, selfie vari, compare addirittura la foto del candidato con due cagnolini salvati dall’abbandono (che fa tanto tenerezza)… ma non basta: i vari dirigenti, profondi cultori dell’arte della guerra di Sun Tzu, cominciano ad attaccare l’iniziativa del giorno successivo, indetta dai cosiddetti “Under40″… “vi dovete candidare”, “dal gruppo degli Under40 deve uscire un candidato”, “l’assemblea degli Under40 è funzionale alla candidatura di uno di loro”, “iniziativa pilotata per lanciare l candidatura di qualcuno”, tuonano in rapida successione i vari componenti della segreteria e non, vicini al prode Ernesto.

L’iniziativa, invece, degli Under40, tenutasi domenica pomeriggio al Tiziano, dimostra ben altro: 1) che non si tratta di un gruppo di disperati ragazzetti che giocano a fare i rivoluzionari, 2) che non si vuole lanciare la candidatura di chicchessia, 3) che quello che interessa è un partito che funzioni, democratico, plurale e soprattutto pulito.

Francamente, sono rimasto colpito dal numero di partecipanti a quell’assemblea (secondo le stime dei presenti tra i 250 e i 300, per qualche componente della segreteria non più di 100); non mi aspettavo tanta partecipazione… uomini e donne di varie generazione, under40, over40, under30, over50, tutti animati da uno spirito partecipativo di quelli che non vedevo da tempo… si respirava aria di festa, ma nel contempo il senso di responsabilità di chi sapeva che l’occasione era la migliore per dimostrare che un’altro modo di fare politica esiste, oltre a quello dei personalismi e della lotta di potere tra opposte fazioni.

Si sono susseguiti gli interventi… tanti hanno parlato… qualcuno ha alzato la voce (tra questi il sottoscritto), ma la passione era tale e tanta, che il pur bravo presentatore della serata, a stento ne controllava l’impeto. Sentire parlare tanti ragazzi, di quelli che raramente si sentono nei sonnolenti organismi di partito, mi ha emozionato… interventi di peso… interventi fatti con il cuore, che hanno denotato, la voglia di un partito diverso da quello che siamo costretti a vivere nel Salento.

Le parole d’ordine sono state, LEGALITà, DEMOCRAZIA, PARETCIPAZIONE, RISOLUZIONE DEI PROBLEMI DEL TERRITORIO, in un susseguirsi di interventi, che nella maggior parte dei casi sforavano i convenzionali 4 minuti.

Vedere la sala piena all’ultimo intervento, circa alle ore 21, dopo tre ore di confronto serrato ed appassionato, è stato un cardiotonico per molti dei presenti, che hanno incoraggiato gli organizzatori a proseguire sulla la strada intrapresa…

Per la verità, una nota stonata c’è stata, L’ASSENZA DEL SEGRETARIO PROVINCIALE E DI TUTTO IL GRUPPO DIRIGENTE  del PD provinciale, che sebbene invitati, in blocco hanno deciso di non partecipare… “che tristezza” ho detto tra me e me, “hanno perso l’ennesima occasione per dimostrare che ci tengono al partito”…

… to be continued

Seppie con patate

Le seppie con patate sono un piatto facilissimo da fare, ma di una bontà straordinaria…

Ingredienti per 4 persone: 4 seppie medie (circa 1 kg) pulite, prezzemolo tritato, mezza cipolla, un peperoncino, 300 ml di salsa di pomodoro, mezzo bicchiere di vino, un bicchiere d’acqua, sale quanto basta.

Preparazione: in una pentola d’acciaio, mettere l’olio, sminuzzare la cipolla, aggiungere il prezzemolo tritato, il peperoncino (intero o in polvere secondo i gusti) e fare soffriggere il tutto per qualche minuto a fuoco lento; aggiungere la seppia tagliata a pezzi e mezzo bicchiere di vino bianco; quando il vino sarà evaporato, aggiungere la salsa di pomodoro (potete usare anche una decina di pomodorini rossi freschi), mezzo bicchiere d’acqua e un po’ di sale; fare cuocere per circa 10 minuti e aggiungere le patate che avrete tagliato a pezzi, continuando la cottura per altri 25 minuti (finche le patate non saranno cotte), avendo cura di girare il tutto, di tanto in tanto.

Il piatto è pronto…potete spolverare con del prezzemolo tritato e accompagnare con dei crostoni di pane casereccio.

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L’ultima settimana del PD salentino – parte prima

…eccomi qui! è da un po di tempo che sto rinviando la stesura di questo articolo, oggi finalmente mi sono deciso!

Forse, avrebbe avuto più senso se lo avessi scritto all’indomani della convocazione della direzioneassembleasegreteriaufficiopolitico, che si è svolta venerdì 13 (una data, una garanzia), o all’indomani dell’assemblea promossa dal gruppo degli “under40” di domenica 15, ciò per esternare a caldo le mie sensazioni e le mie valutazioni (sono sicuro che qualcuno ora sta pensando: ma chi se ne frega delle tue valutazioni), ma ho preferito rinviare, nella speranza di essere il più obbiettivo possibile ed evitare di fare polemiche, visto che le odio!

Cominciamo dalla convocazione di quella specie di mostro multiforme di venerdì 13, che avrebbe dovuto sancire il percorso che il PD salentino avrebbe dovuto tenere nella compilazione della liste per le prossime elezioni regionali (strada facendo vi spiego perché ho usato il condizionale); mi aspettavo una folla oceanica (praticamente erano stati convocati tutti gli organismi del partito), almeno 300 persone tra dirigenti, delegati vari e accompagnatori, in una sorta di festa collettiva, e, invece, mi sono ritrovato con una sessantina di soggetti, con l’aria un po’ malinconica, che non vedevano l’ora che il Segretario provinciale facesse la sua solita edulcorata relazione per andare a casa. Alla faccia della festa della partecipazione e della RICONNESSIONE!

Il Segretario come al suo solito, dice che ci vogliamo tutti bene, che siamo tutti felici, che il partito è RICONNESSO, a tal punto da lanciare l’idea di condividere con il territorio, con i circoli, l’iter di formazione della lista. Wowwww! Che bello” ho detto dentro di me, con la meraviglia di un bambino al quale dicono che un asino può volare! Poi ha aggiunto: ovviamente, non possiamo prescindere dalle candidature dei consiglieri uscenti [Blasi, Buccoliero e Loredana Capone (li ho enunciati in ordine alfabetico per non apparire tifoso di qualcuno)]; così come non possiamo prescindere dall’esperienza dei nostri migliori amministratori (Ada Fiore e Paolo Foresio); così come non possiamo prescindere dalla straordinaria capacità dei nostri migliori dirigenti (Sonia Petrachi e Flavio Filoni); così come è impensabile costruire una lista senza la straordinaria presenza di Ernesto Abaterusso, quello che oggi più di tutti è capace di rilanciare l’immagine di un partito riconnesso con il suo territorio, convogliando su di se il sostegno di folle oceaniche di iscritti e simpatizzanti del PD; l’unico in grado di prendere da solo la sommatoria dei voti del resto della lista; colui per il quale il candidato presidente Michele Emiliano ha scritto una supplica perché si candidasse; colui che, sebbene non fosse interessato alla candidatura, spinto da una sorta di sommovimento popolare, seguito ad un’ampia consultazione, ha deciso di scendere in campo per puro spirito di servizio.

Come direbbe Lubrano, la domanda sorge spontanea: a che “minchia” (lo prendo in prestito da Crozza) serve la consultazione dei circoli, se la lista è praticamente fatta (otto su dieci già individuati)? Forse, per tacitare la voce di qualche “nano e sciacallo” che invoca da mesi un percorso limpido e trasparente nella formazione della lista?

Ma non finisce qui: dopo la relazione del Segretario (per la verità più simile al compitino svolto dal ragazzetto per raccontare le vacanze di Natale che a un intervento di un capo di partito), si è aperto il dibattito. Silenzio assoluto per un quarto d’ora! Ad un certo punto prende la parola la Presidente dell’Assemblea, denunciando la poca serietà riscontrata da parte di molti, rei di preferire parlare fuori gli organismi di partito piuttosto che all’interno, e invitava ad intervenire! Tra me e me, mesto spettatore di tal spettacolo, dicevo: Cavolo! si chiede di intervenire in organismi che ormai da tempo sono stati svuotati della loro funzione; dove le parole hanno un senso se pronunciate a favore delle idee espresse dal gruppo che dirige il partito, ma che sono foglie al vento se pronunciate in contrapposizione; perché qualcuno si dovrebbe sentire spinto ad intervenire?

Comunque, a seguito di questa sollecitazione, i soliti noti, davvero con spirito di sacrificio e perché il partito lo richiede, cominciano a prendere la parola, con lunghi e interminabili sermoni, tendenti più a celebrare qualcosa o qualcuno che a stimolare una reale discussione. Passano i minuti, passano le ore e mentre la mia concentrazione è sempre più attratta dalla grande macchia di umidità che decora la sala, sento una voce fuori dal coro dire: per i compagni di Aradeo la candidatura di Ernesto Abaturesso è inopportuna! Un sussulto che interrompe la monotonia degli interventi che si erano susseguiti fino ad allora. Poco altro, successivamente, se non la percezione di una sorta di curiosità, mista a preoccupazione, per l’assemblea che gli “Under40” avrebbero fatto la domenica successiva…

…to be continued

Che cosa mi aspetto dai dirigenti del PD salentino

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Questa sera alle 18 venite all’hotel Tiziano a Lecce… se no, ve lo scrivo domani! 😉