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Parte la rivoluzione di Renzi

“Parte la rivoluzione”, “la rivoluzione non si fermerà” sono queste le parole del nuovo Che Renzi. Non c’è dubbio che sa comunicare; il fatto che in una stessa frase per due volte usa la parola “rivoluzione” la dice lunga sulle sue capacita di affabulare.

Il desiderio di rivoluzionare il Paese è comune in molti Italiani, allora lui che fa? Te la fa sognare, te la fa odorare, te la fa bramare, ma poi? Cambia idea! Ti farà sognare qualcos’altro e così va avanti per un altro po’.

Vi ricordate quando diceva: “la legge elettorale la si fa in una settimana” grazie all’accordo con Berlusconi? E’ passato un mese e della legge elettorale non vi è l’ombra, ottenendo l’unico risultato di avere legittimato un condannato ad assurgersi a ruolo di statista!

Ed ora? Rivoluzione, Rivoluzione, Rivoluzione,! Accellerazione, Accellerazione, Accellerazione!Ma proprio ieri il Presidente Napolitano chiede più tempo e Alfano gli dice di con correre troppo se non vuole rischiare di rimanere con un pugno di mosce in mano.

Intanto, la millantata apertura di credito ad un governo Renzi, da parte di una frangia di M5s e di Sel si è dimostrata una bufala, gettata nell’etere, per rafforzare la motivazione dell’ingiustificata spallata a Letta.

Insomma, come diceva la canzone, parole, parole, parole! I fatti li stiamo ancora aspettando! La rivoluzione, credo, che sia destinata a rimanere nei sogni utopici di molti di noi!

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136 non sono il PD

136 non sono il PD. Ieri sera 136 del PD hanno deciso di staccare la spina al governo Letta e lanciare la corsa del Segretario Renzi verso la guida di un nuovo governo. E’ del tutto evidente che questa decisione ha  provocato tanta delusione tra gli elettori del PD. A moltissimi è apparsa una forzatura inutile e, soprattutto, dannosa per il PD e per il Paese tutto. 

Ieri è stata una di quelle giornate che lasciano il segno in chi considera la politica una missione a servizio della collettività. Non sarà facile poterla archiviare. Non sarà facile cancellare quell’impressione, data da 136 uomini e donne della Direzione Nazionale del PD, di un partito soggiogato dagli interessi dei singoli, più che preoccupato degli interessi e della volontà del suo popolo.

Ma sono convinto che il PD è diverso! il PD non è quei 136 che ieri sera abbiamo visto votare in una Direzione farsa, in cui tutto era già tutto deciso prima dell’inizio. Il PD sono milioni di uomini e donne che sanno gioire, sanno piangere, sanno fare sacrifici, che non hanno paura di metterci la faccia per qualcosa in cui credono, ma che non accettano e non accetteranno mai di essere presi in giro. E’ questo il popolo del PD! Quel popolo al quale non si può mancare di rispetto.

Ieri sera ho letto tanti commenti, dai quali traspariva, sgomento, rabbia, e soprattutto la perdita della speranza. Ebbene si, Renzi per molti, me compreso, era la speranza di quel cambiamento che ci avrebbe finalmente consentito di vincere le elezioni e che ci avrebbe consentito di mettere su un vero governo riformista e del fare. Ma io vi dico che non dobbiamo perdere la speranza, non dobbiamo smettere di avere un sogno, dobbiamo solo rafforzare la convinzione che bisogna lottare di più, ma non per questo o quel personaggio, ma per un sogno, per un ideale. Un ideale che si chiama democrazia, libertà, uguaglianza, giustizia sociale, solidarietà!

Un uomo senza speranza, si dice, che sia un uomo morto, ebbene, sono certo che non ci faranno morire tutti!

Così era una volta, ma oggi non più

Così era una volta, ma oggi non più.
Mi ricordo che una volta funzionava così: il Presidente del Consiglio verificava in Parlamento, se il governo che presiedeva aveva la maggioranza, se non ce l’aveva si recava dal Presidente della Repubblica e rassegnava le dimissioni; il Presidente della Repubblica avviava le consultazioni con i vari gruppi parlamentari per verificare se vi erano le condizioni per la formazione di un nuovo governo; in caso positivo affidava l’incarico a chi riteneva più rappresentativo di formare un nuovo governo! In caso negativo indiceva nuove elezioni! Oggi funziona che la Direzione del PD deve decidere tutto!
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Aspettando la Direzione nazionale del PD

…vorrei tanto scrivere un articolo sulla situazione politica che l’Italia sta vivendo in questi giorni, ma, giuro, ogni volta che ci provo, mi blocco…mi viene una sorta di volta stomaco che non mi consente di scrivere più di due righe.
E sia ben chiaro non sono a corto di idee o di pensieri…anzi, nella mia mente se ne stanno accavallando tanti, con una velocità pari alla velocità con la quale il Segretario del PD Renzi cambia la sua posizione ogni giorno. Infatti ogni volta che credo di aver raggiunto una convinzione su quello che farà il Segretario del Pd, sono costretto a cambiare idea dopo qualche minuto. Una cosa è certa, è un abile depistatore, perché, credo, che le sue dichiarazioni siano scientifiche, finalizzate ad un disegno politico che ha in mente chissà da quanto tempo; e guai se così non fosse: significherebbe che è schizofrenico!
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La frenata del 3 Gennaio

…e dopo l’accelerata del 2 gennaio impressa da Renzi sulla strada delle riforme, non ha tardato ad arrivare la frenata di Alfano. Infatti, il vicepremier in un intervista frena sui punti del patto di coalizione, proposti dal segretario del PD. Alfano, ritiene che prima di pensare ad una legge che regoli le unioni di civili, è necessario pensare alla famiglia. E’ evidente che abbia uno strano concetto di famiglia. Come se due persone che convivono stabilmente non siano una famiglia che va tutelata, dal punto di vista dei diritti, allo stesso modo di una famiglia basata su un matrimonio.
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L’accelerata del 2 Gennaio

L’accelerata data dal segretario del Pd Renzi per la riforma della legge elettorale e per affrontare le riforme strutturali di cui ha bisogno in nostro Paese, mi sembra cosa buona e giusta.  Assume un valore maggiore, se si considera che è avvenuta il giorno dopo Capodanno, quando ancora la politica, sonnacchiosa, è impegnata a digerire il pranzo del giorno prima. E senza dubbio un bel segnale, che indica la volontà di uscire in tempi brevi dal pantano nel quale si trova il governo delle “vaghe ed inutili” intese. Ha fatto benissimo a cercare di dettare i tempi dell’agenda  delle riforme da portare avanti. Certo, ora, è da verificare la risposta, degli interlocutori ai quali si è rivolto. Non credo che ci sia la stessa voglia di accelerare da parte di Letta ed Alfano, così come come per quelli del M5s.
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A Capodanno, valzer (di poltrone)

E’ del tutto evidente che il governo così com’è non può andare avanti. Anche un cieco se ne accorgerebbe. Per fortuna se n’è accorto anche il neo segretario del PD Renzi.
E che ti fa? Chiede un rimpasto di governo. Vale a dire chiede che vengano rimossi alcuni ministri per fare posto ad altri o che vengano spostati alcuni ministri da ruoli di governo più periferici a ruoli più centrali.
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Il mistero di Natale…Roma non è stata salvata!

La notizia è di ieri, ma non l’ho voluta commentare, perché mi sono impegnato a non parlare di politica a Natale. Ebbene, è successo che il nostro “governo delle vaghe intese” o  “scarse intese” o come lo si vuol chiamare, dopo aver chiesto la fiducia in Parlamento per approvare il cosiddetto decreto salva Roma, il giorno dopo lo abbia ritirato.

Che sarà successo? Non è dato saperlo a noi poveri mortali. E’ davvero un mistero. Si vocifera che il nostro amatissimo Presidente della Repubblica, ormai da molti appellato “Re Giorgio”, abbia chiesto a Letta di fare un passo indietro sul “salva Roma”,  poiché nutriva forti perplessità sull’appesantimento emendativo che in Parlamento aveva di fatto tarsformato il dl da lui firmato a suo tempo. E così è stato! Roma non è stata salvata! Forse la salveranno nel “mille proroghe”, che non è un dolce natalizio.

Mi chiedo, ma come è possibile che Letta pone e Napolitano dispone o che Napolitano pone e Letta dispone?  Ho la netta impressione che ci sia un cortocircuito nel nostro sistema politico istituzionale.

Il “salva Roma” doveva essere un decreto in cui ci doveva essere di tutto: contributi per Roma, ma anche per la Val d’Aosta e la Calabria, una sanatoria indifferenziata per case in legno, cabine, bungalow, roulotte o altri manufatti non previsti dalle concessioni e realizzati in aree demaniali, l’eliminazione dell’incompatibilità tra la carica di sindaco in comuni tra i 5.000 e i 20.000 abitanti e il mandato parlamentare e altro ancora. Insomma, un vero e proprio calderone in cui ci trovavi di tutto.

La cosa certa è che siamo difronte all’ennesima brutta figura (si chiede la fiducia per approvare un decreto che viene cancellato il giorno dopo); siamo difronte all’ennesima dimostrazione che il governo in carica non è, e non sarà, in grado di risollevare le sorti della Nostra Nazione. Stento a credere alle parole del nostro Premier, quando dice che il passe sta uscendo dalla crisi e il 2014 sarà l’anno della ripresa. Continuo a pensare che questo Governo non abbia le capacità e le possibilità di fare quelle riforme strutturali di cui l’Italia a veramente bisogno. Non può andare avanti così per un altro anno o due o tre, come qualcuno vorrebbe! Mi auguro che si faccia al più presto una legge elettorale decente e che si torni a votare. C’è bisogno di un Governo AUTOREVOLE e non delle “vaghe intese”.