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Assemblea provinciale pD: il partito rinasce

…e mo’ che scrivo? all’Assemblea provinciale del pD non ci sono andato.

Non vorrei interrompere la tradizione che vuole che io scriva le mie impressioni dopo un’Assemblea provinciale …ho sempre partecipato alle assemblee, come segretario cittadino, come delegato, come semplice iscritto, ma ieri non c’ero! Eppure, sulla carta rappresentava un’Assemblea di svolta…la prima del neo Segretario Provinciale Ippazio Morciano…. a proposito, ne approfitto per fargli un grosso in bocca al lupo, anche se per me è un perfetto sconosciuto, mai visto né sentito nel corso di 9 anni di militanza nel partito (ma questa, sicuramente,  è una mia mancanza)… la prima dopo 4 anni di gestione Piconese-Abaterusso… quella indicata da tutti come il punto di partenza per un partito che si ritrova… ma non avevo proprio voglia di assistere ai soliti riti ipocriti.

E che vi devo dire? non c’ero! non ho ascoltato la relazione di Morciano, non ho ascoltato la relazione di Stefano Minerva, che a quanto pare è stato eletto Presidente dell’Assemblea, dopo che si era conteso il posto di Segretario con lo stesso Morciano. Boh!

Ho letto qualcosa sui social e sulla stampa e l’idea che mi sono fatta è che è stata un’Assemblea all’insegna del vogliamoci bene, del siamo un unico e grande partito, del grazie a Dio il cancro del partito è stato debellato, del abbiamo un futuro radioso davanti: percorriamolo tutti quanti insieme mano nella mano.

E questo non potrebbe che farmi contento! Ma… c’è un ma! Ma non avrei dovuto partecipare a decine di altre assemblee… non dovrei conoscere i personaggi che guidano le dinamiche del partito da molti anni ormai e che le guidano ancora. Di queste assemblee ne ho viste tante … di toni entusiastici ne ho sentiti tanti… di giovani brillanti che esprimono tutta la loro passione, tutta la loro voglia di credere in qualcosa, che darebbero il sangue, perché convinti che la loro idea di partito finalmente troverà lo spazio desiderato, negato da altri, ne ho visti tanti! E’ andata a finire sempre allo stesso modo: un partito dilaniato, intriso di personalismi, lontano anni luce dalle istanze del territorio.

Questa volta, qualcuno è pronto a giurare che sarà diverso… beh! che dire? tutto è possibile! Ma io dico che sarà lo stesso! Le premesse sono sempre le stesse!

Due gruppi contrapposti (i Renziorlandiani e gli Emiliani) non possono trovare improvvisamente l’intesa… capibastoni in perenne contrasto tra di loro non possono abbandonare da un giorno all’altro i loro risentimenti personali per ritrovarsi magicamente tutti dalla stessa parte… se avessero voluto l’intesa l’avrebbero ricercata prima di arrivare ad uno scontro congressuale, non vi pare? In vece no! Si sono fronteggiati, si sono scontrati, hanno rappresentato idee contrapposte di partito e alla fine? Si ritrovano a pochi voti l’uno dall’altro e dicono: abbiamo scherzato! Truppe, sotterrate l’ascia di guerra, perché qui ci vogliamo tutti bene e vogliamo tutti il bene del partito! Scene già viste, che mi lasciano indifferente!

Ma si sa, io sono quello prevenuto, quello che non conosce la politica, quella che impone grandi sacrifici per il bene comune! No, non la conosco.

In realtà, ognuno, continuerà per la sua strada, ma in questa fase è più utile sbandierare  un’ipocrita unità. Ci si nasconde meglio. Si dà meno all’occhio nella corsa al rafforzamento della propria posizione personale, soprattutto in vista delle prossime elezioni politiche.

Scommetto, pure, che si proverà a fare una segreteria provinciale delle larghe intese dove ci si mettono tutti, si distribuiscono ruoli a tutti, così tutti sono più contenti… tanto comunque non contano niente, però si fa felice qualcuno, che si sente valorizzato, e le decisioni che contano le prendono le famose “satrapie”.

A naso, penso che non sia cambiato niente rispetto alla precedente gestione del partito, quella di Piconese, né rispetto a quella precedente alla precedente, quella di Salvatore Capone. Le dinamiche sono le stesse.

Come al solito, qualcuno mi dirà che mi sto sbagliando, anche se finora i fatti mi hanno dato sempre ragione! Staremo a vedere! Aspettiamo le prossime mosse!

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Altro che Assemblea Provinciale PD senza scossoni: c’è stato uno tzunami!

Qualcuno mi dirà: ma sei fuori tema! Oggi il tema dettato non è questo! Oggi bisogna parlare degli esposti alla Procura della Repubblica contro Taurino, che ha sostenuto Blasi, che nel PD ha avuto il primato, che in Puglia è stato il più suffragato, quind in odor di asessorato, che oggi a Bari eletto sarà proclamato, insieme ad Abaterusso, che doveva stravincere le elezioni, che è arrivato secondo, che per questo è molto amareggiato, perché Lui voleva il primato, che gli avrebbe garantito l’assessorato.

Il tema dettato alla stampa è questo. Oggi bisogna parlare di questo, perché, come ho già detto oggi si proclamano gli eletti al Consiglio Regionale e nel giro di qualche giorno, verranno nominati famosi assessori, ma io preferisco parlare di altro.

Sono stati giorni concitati, gli ultimi, in cui immagino si siano messe in atto tutte le strategie possibili per evitare alcune nomine a vantaggio di altre.

E in tal senso l’Assemblea provinciale del 29 Giugno doveva essere un tassello fondamentale.

Ebbene si, oggi vi parlo di quell’Assemblea provinciale, che la stampa, imboccata, ha frettolosamente classificato come “un Assemblea senza scossoni”, dove non c’è stata la paventata mozione di sfiducia al Segretario provinciale, dove si è annunciato il tour nei circoli della Segreteria provinciale e dove si è celebrata l’esaltante vittoria del PD provinciale alle Regionali.

In quell’Assemblea, in realtà è successo ben altro. Che cosa? Non lo sapete? È vero, è vero…certe cose è meglio non dirle… non farle sapere.

È successo, un fatto politico che in un partito che si chiama Democratico, dovrebeb avere la valenza di uno tzunami, e che invece passa alla cronaca come sole splendente sul Pd provinciale.

La Segreteria, nella persona del Segretario provinciale Salvatore Piconese arriva in Assemblea con un ordine del giorno che viene letto frettolosamente e si chiede che venga votato. Che conteneva quell’ordine del giorno? Il riconoscimento dello straordinario risultato che il PD provinciale aveva ottenuto in Puglia, tale da poter rivendicare “legittime aspettative” del territorio nella individuazione dei componenti della Giunta Regionale.

Tutto pronto, qualche intervento fumaiolo per dare la parvenza di una discussione, e via: Votiamo l’Ordine del Giorno. Si doveva dare una prova di forza, si doveva dimostrare di avere la legittimazione assembleare, si doveva dimostrare che il Partito è davvero nelle mani dell’attuale gruppo dirigente, e invece…

Invece, si stava per votare, e con voce “flebile” dal pubblico si sente dire: “scusate ma c’è il numero legale per procedere alla votazione?”… il gelo, il silenzio cala in quel luogo dove si pensava di dover celebrare una festa: quella del riconoscimento dello straordinario risultato della segreteria provinciale.

L’impeccabile Presidente Paola Povero, ode la flebile e timida voce che viene dal pubblico e chiede la verifica del numero legale. È bagarre in aula, si sarebbe detto se ci fossimo trovati in un aula parlamentare. Intervengo gli avvocati difensori della segreteria, il sempre lucido On. Massa, con un arringa di mezz’ora, che spiega le ragione del perché un assemblea possa decidere in mancanza di una maggioranza, ma che io non ho compreso; interviene, il sempre ottimo e distensivo neo consigliere regionale Abaterusso che se la prende con il poveretto “azzeccagarbugli” che aveva sollevato la questione del numero legale, rimproverandogli di non far parte dell’assemblea e di non volere il bene del partito, di dissacrare quell’aria di comunità felice che si stava respirando. Si verifica il numero legale: una SETTANTINA di presenti su circa 200: il numero legale era lontanissimo. Seguono, insulti, sberleffi, risatine alla volta di chi aveva semplicemente chiesto una cosa normalissima prima di qualsiasi deliberazione assembleare, ma, alla fine l’Ordine del Giorno proposto dal Segretario provinciale non si vota.

Sembra una storiella di quelle che racconterebbe Guareschi (l’ideatore di Don Camillo e Peppone), ma è la triste realtà, di un partito allo sbando, guidato da un Segretario e da un gruppo dirigente che vive nel suo mondo, che non ha i numeri per approvare un ordine del giorno, che è lontano anni luce da quella riconnessione con il territorio della quale ci si fa vanto. Quello verificatosi il 29 Giugno 2015 è un fatto gravissimo nella vita politica di un Partito, che credo in altri tempi avrebbe comportato le dimissioni immediate del Segretario… ma a Lecce no!

P.S. La voce flebile e timida che si è udita è la mia!

Si convochi immediatamente l’assemblea provinciale del PD con all’odg: Regionali, regole e candidature.

Faccio seguito all’articolo di ieri  Regionali:candidature incomprensibili, per rispondere a qualche commento ricevuto e per lanciare una proposta…

…Ormai siamo il partito del non pensiero, della non discusssione, del se critichi sei automaticamente contro qualcuno… a chi mi accusa di essere contro la segreteria provinciale, dico che si sbaglia… non sono contro a prescindere e non ho nessuna velleità di protagonismo… semplicemente non mi ritrovo con certi metodi che per me sono antidemocratici e dannosi per la vita collettiva del partito… criticavo la precedente gestione politica del partito e critico l’attuale… non perché mi diverto, ma perché a mio avviso nulla è cambiato… anzi qualcosa è peggiorato… si continua con l’esaltazione dei personalismi che stanno lentamente svuotando di significato il partito stesso…

…Nel merito della vicenda delle candidature alle regionali, credo che sia necessario un’ampia e franca discussione assembleare, per individuarne le regole e le persone… con l’auspicio che si arrivi ad un deliberato che vincoli le scelte della segreteria provinciale… Si convochi, dunque, nel più breve tempo possibile, un’assemblea provinciale del PD con all’odg: Regionali, regole e candidature.

Scusatemi se io ho una visione collettiva del partito! Vedo che sono demodè, ma continuerò ad esserlo!

Auntoconvocazioni – presidi di democrazia interna al partito.

…prendo spunto dall’incontro degli autoconvocati amministratori del PD della provincia di lecce di ieri, per dire che mi sorprende che ci si sorprenda delle autoconvocazioni…siano esse della base, dei dirigenti degli amministratori di un partito… cosa c’è di tanto strano che un gruppo di persone decidano di ritrovarsi per discutere ed affrontare temi di cui evidentemente si sente la necessità, se questo avviene in forma pubblica ed aperta a tutti? questa modalità non fa degli autoconvocati dei sovversivi dei facinorosi, anzi se ne dovrebbe apprezzare quello spirito di servizio, quella LODEVOLE volontà di mettersi a disposizione del partito, di contribuire all’elaborazione politica, senza necessariamente ricadere in quell’unanimismo di facciata che mortifica l’essenza stessa del partito. Dunque BENVENGANO le AUTOCONVOCAZIONi, le discussioni, gli scontri, i confronti…la democrazia interna non potrà che trarne beneficio… e per favore smettete di vedere del marcio in tutte le proposte ed iniziative che vengono dal di fuori del ristretto gruppo autorefenziale che in questi mesi sta governando tra luci (per la verità poche) ed ombre (tante) le sorti del partito provinciale. Sento spesso il richiamo alla disciplina di partito al rispetto della linea del partito, ma questo non deve essere un atto unilaterale che deve valere solo per gli altri…anche chi dirige in questo momento il PD ha il dovere di conformarsi a quella stessa disciplina, che impone prima di tutto rispetto nei confronti di tutti, specie di chi non la pensa come te… la linea di partito e il conseguente rispetto, può diventare vincolante, solo se essa è frutto di una elaborazione collettiva, del coinvolgimento della BASE del partito nei processi decisionali…cosa che non succede da anni … aspettiamo ancora quella FAMOSA ASSEMBLEA POLITICO-PROGRAMMATICA, dalla quale esca la linea del partito vincolante per tutti… ma ci si guarda bene dal convocarla! è più comodo andare avanti con il gioco delle colpe… perché così si camuffa meglio una gestione settaria ed autoreferenziale.

Dunque avanti con le autoconvocazioni a tutti i livelli… in questo momento sono gli unici presidi di democrazia interna!

Perché quanto deliberato dall’Assemblea del PD della provincia di Lecce il 10.03.2014, andrebbe invalidato

Vi spiego perché, secondo me, quanto deliberato all’Assemblea provinciale del PD della provincia di Lecce del 10.03.2014, ossia l’elezione dei componenti della Direzione provinciale e della Commissione di garanzia, andrebbe invalidato.
Lo faccio con la forma di una lettera aperta, per essere più chiaro e con la speranza che i destinatari la prendano in considerazione.

Alla cortese attenzione di
Segretario Provinciale PD Lecce
Presidente Assemblea provinciale PD Lecce
Presidente Commissione per il congresso

Oggetto: Assemblea Provinciale PD Lecce del 10.03.2014

Con la presente si evidenzia quanto segue:

premesso

che l’art. 8 dello Statuto del PD Puglia prevede,

– al comma 12, che l’Assemblea Provinciale elegge al proprio interno, tra tutti i componenti elettivi e per funzione, la direzione provinciale;

– al comma 13, che la Direzione Provinciale è composta da un numero di membri elettivi non superiore al 20% dei componenti l’Assemblea provinciale. Per l’elezione della Direzione Provinciale l’elettorato attivo è riservato ai membri dell’Assemblea Provinciale con diritto di voto. L’elezione avviene a scrutinio segreto con il metodo dell’autocandidatura che viene presentata in forma scritta con i tempi e le modalità stabilite dal Regolamento elettorale dei circoli, delle Unioni cittadine e provinciali, affinché sia consultabile da tutti gli iscritti prima dell’assemblea. I votanti devono esprimere due sole preferenze, una per ciascun genere, pena la nullità del voto;

– al comma 19, che la Commissione di Garanzia è eletta tra i membri dell’assemblea provinciale nel corso della riunione di insediamento ed è composto da un numero non inferiore a 3 e non superiore a 9.

Considerato

–       Che nell’assemblea provinciale del 10.03.2013 con all’ordine del giorno l’elezione della Direzione provinciale e della Commissione di garanzia, alla Presidente è pervenuta richiesta di deroga a quanto stabilito dallo Statuto all’art. 8, comma 12;

–       Che, pertanto, si è provveduto, a far votare all’assemblea la detta richiesta di deroga;

–       Che, sebbene, al momento del voto non si sia provveduto alla verifica del numero legale, si è proceduto alla votazione e all’approvazione a maggioranza  della richiesta di deroga al comma 12 dell’art. 8;

–       Che di seguito si è provveduto, da parte della Presidenza, a leggere un elenco di nomi, corrispondenti ai candidati alla carica di componente della Direzione;

–       Che si è provveduto all’approvazione di quella lista per alzata di mano e a maggioranza, senza la verifica del numero legale;

–       Che lo Statuto all’art. 8, comma 13, prevede “L’elezione avviene a scrutinio segreto con il metodo dell’autocandidatura che viene presentata in forma scritta con i tempi e le modalità stabilite dal Regolamento elettorale dei circoli, delle Unioni cittadine e provinciali, affinché sia consultabile da tutti gli iscritti prima dell’assemblea”.

–       Che non vi è stata richiesta di deroga alla norma statutaria dall’art. 8, comma 13;

–       Che, pertanto, l’elezione dei componenti della Direzione sarebbe dovuta avvenire a scrutinio segreto, con il metodo dell’autocandidatura e conseguente presa visione della lista dei candidati, previa verifica del numero legale dei componenti dell’assemblea.

–       Che con il medesimo metodo, sarebbero dovuti essere eletti i componenti della Commissione di garanzia;

–       Che, procedendo con la lettura della lista dei componenti della Direzione e della Commissione di garanzia e votando per alzata di mano, non sono state rispettate le dette disposizioni statutarie, con grave pregiudizio della democrazia interna al partito;

Tanto premesso

SI CHIEDE

–       di invalidare l’elezione dei componenti della Direzione provinciale e della Commissione di Garanzia avvenuta nell’assemblea del 10.03.2014;

–       di procedere alla convocazione di una nuova assemblea per l’elezione dei componenti della Direzione provinciale e della Commissione, nel rispetto delle norme statutarie.

Lecce, lì 14.03.2014

A proposito del PD della provincia di Lecce – L’Assemblea

…ieri 28.01.2014 dicevo: perché prima dell’assemblea del PD piove sempre? E’ stato così lunedì scorso, è così oggi! NON é CAMBIATO NIENTE! 🙂
…oggi 29.01.2014 dico: è proprio vero NON é CAMBIATO NIENTE! Con la differenza che ieri mi riferivo alle condizioni meteo, oggi alle condizioni politiche.
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A proposito del PD della provincia di Lecce

Sta volta l’articolo è completo!

…ne dovevo parlare ieri, ma, con un giorno di ritardo, eccomi qui!

Lunedì scorso si è svolta l’assemblea del PD della provincia di Lecce.
L’ho aspettata per due mesi, perché potessi capire la strada che i nuovi dirigenti (quelli usciti da una lunghissima fase congressuale) hanno deciso di imboccare per far riemergere il partito dalle sabbie mobile degli ultimi anni. E in questi due mesi ho evitato di dire la mia sui lavori in corso che dovevano portare alla convocazione dell’assemblea. Mi sono detto: è giusto che chi si è insediato da poco abbia il giusto tempo per ambientarsi, per capire il reale stato del partito, quindi è meglio tacere e farli lavorare in serenità.
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