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Ideologie e pragmatismo

La crisi delle ideologie è evidente. E’ il momento della ricerca spasmodica del pragmatismo. Ci si vuole sbarazzare delle ideologie attribuendo ad esse la responsabilità della crisi che viviamo. Ogni giorno assistiamo al tentativo di licenziarle e ogni volta che si fa un passo avanti lungo questa strada si gioisce, pensando di poterci liberare della “morta mano del passato”e della “soffocante mano del futuro”. Si pensa che finalmente si possano giudicare le cose per quelle che sono, ancorandole alla realtà del presente: assistiamo all’emergere del pragmatismo, la praticità che elimina la lentezza della teoria.
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Democrazia economica

La crisi picchia sulle famiglie italiane: aumenta la povertà e diminuiscono i redditi. Tra il 2010 e il 2012 il reddito familiare medio in termini nominali è diminuito del 7,3%, la ricchezza media del 6,9%, mentre la povertà è salita dal 14% del 2010 al 16% nel 2012. La soglia di povertà è individuata con un reddito di 7.678 euro netti l’anno (15.300 euro per una famiglia di 3 persone): un italiano su sei vive con meno di 640 euro al mese.
Se aumenta la povertà, l’altra faccia della medaglia mostra una sempre maggior concentrazione della ricchezza: il 10% delle famiglie più ricche possiede il 46,6% della ricchezza netta totale (45,7% nel 2010). La quota di famiglie con ricchezza negativa è invece aumentata al 4,1% dal 2,8% del 2010. La concentrazione della ricchezza è pari al 64%.
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Socialdemocrazia ed eurocomunismo

Inauguro questa categoria riportando una breve intervista di uno che di socialdemocrazia qualcosa ne capiva: Olof Palme.
Si tratta di considerazioni su socialdemocrazia ed “eurocomunismo” italiano, rilasciate in un intervista del 1977 (in Libro-intervista O.Palme, Med egna ord, Uppsala, Bromberg, 1977, pp. 117-118), ma che oggi fanno riflettere e fanno si che gli sia riconosciuta una straordinaria visione futuristica.

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Polpette leccesi

…non è domenica a Lecce se non si mangiano le polpette. Generalmente si mangiano fritte come antipasto o al sugo come secondo…buonissime!

Ingredienti: 500 gr di carne tritata (io preferisco metà manzo e metà maiale); 2-3 fette di pane raffermo, bagnato in acqua; 100 gr (usarne più o meno in base ai vostri gusti) di formaggi misti grattugiati (io uso rodez, pecorino e parmigiano); 2 uova; prezzemolo; pepe nero; olio d’oliva; sale q. b.

Preparazione: in una terrina mettere la carne tritata, il pane bagnato e il formaggio grattugiato, le uova, il prezzemolo tritato e il pepe nero macinato fresco. Impastare bene il tutto in modo  che risulti un composto omogeneo. Ricavarne le polpette della dimensione desiderata ( non troppo grandi mi raccomando) e friggerle in abbondante olio bollente. 

Polpette

Polpette al sugo: in una pentola mettere olio e mezza cipolla; fare rosolare la cipolla, toglierla e versare la salsa di pomodoro; quando comincia a bollire, calare le polpette fritte e continuare a far bollire il tutto per una mezz’oretta. Il sugo così ottenuto è ottimo per condire la pasta, specie se è quella fatta in casa!

Buon appetito!

Libertà è uguaglianza

Ci definiamo ancora un Paese libero? Un Paese è libero quando un individuo è libero di realizzare le proprie aspirazioni, le proprie scelte di vita. In tutta franchezza possiamo dire che ciò sia possibile nel Nostro Paese? Credo proprio di NO!

Non c’è libertà là dove esistono disuguaglianze sociali; non c’è libertà là dove la forbice delle disuguaglianze si fa sempre più larga e non si fa nulla per restringerla. Non si può essere liberi in una società in cui l’individualismo è la regola consolidata e condivisa; non si può essere liberi in una società in cui si è persa la dimensione solidaristica, che fa si che ci sentiamo parte di una medesima collettività.

L’uguaglianza, però, non la si deve intendere come una sorta di livellamento-appiattimento che non lasci spazio allo sviluppo dell’individuo e della collettività, ma la base su cui costruire una società che sappia difendere il diritto alla sopravvivenza, che sappia tutelare la libertà di azione, che sappia rafforzare il diritto a partecipare ai processi decisionali.
Libertà e uguaglianza devono procedere  di pari passo, perché una è il completamento e la garanzia dell’altra.

Una società in cui l’individuo non è libero può essere una società democratica?