Archivio mensile:giugno 2015

C’erano una volta i lampioni nella Piazza di Surbo, oggi non ci sono più.

Cari amici Surbini, Ve li ricordate quei bei lampioni in ghisa in Piazza Unità Europea, oggi non ci sono più.

  
 È successo che a seguito del rifacimento della piazza sono stati rimossi per lasciare il posto ad un nuovo impianto di illuminazione.

Ve lo devo proprio dire, ogni volta che ci passo mi viene mal di pancia. Chi ha progettato l’attuale illuminazione ha proprio fatto un buco nell’acqua. È terribile.

Due file di lampioni a led in acciaio corten totalmente inadatti ad illuminare uno spazio così grande, tanto da aver determinato la necessità che venissero montati dei fari alogeni sugli edifici circostanti. L’effetto è davvero orribile. Non ho mai visto una piazza, recentemente ristrutturata, con un’illuminazione così brutta. Sembra uno stadio non la piazza di un centro storico.

Eppure, a mio parere, sarebbe bastato poco. Sarebbe bastato che fossero reimpiantati i vecchi lampioni in ghisa, magari ripuliti, per avere un’illuminazione più efficace e più adatta al contesto.

Non ho mai capito la scelta di decontestualizzare l’illuminazione della piazza dal resto delle vie circostanti, che sono illuminate con lampioni appesi al muro, di ghisa, dello stesso genere dei lampioni a terra che c’erano? Perché spendere tanti soldi per un nuovo impianto d’illuminazione brutto, quando si sarebbero potuti riutilizzare i lampioni esistenti? Ogni volta che passo dalla Piazza me lo chiedo.

Vabbene spendere i soldi per qualcosa che migliori la situazione preesistente non per qualcosa che la peggiori.

Che fine hanno fatto i vecchi lampioni, che mi dicono, per la fattura e il materiale utilizzato, abbiano un valore non indifferente?

Non sarebbe il caso che ci fosse un ripensamento sull’illuminazione della piazza? Non sarebbe il caso che vecchi lampioni tornassero ad illuminare la nostra Piazza?

Mi piacerebbe sapere che ne pensate voi che mi leggete!

La prossima volta invece parliamo delle panchine!

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Direzione provinciale PD: parla Ernesto Abaterusso

…Potrei parlare per mezz’ora dei problemi che riguardano il mezzogiorno…oggi questa possibilità c’è se, solo, qualcuno invece di trastullarsi con problemi che hanno poca attinenza con le nostre realtà, si dedica a quello che bisogna fare… e cioè governare il mezzogiorno in maniera diversa… in pratica noi dobbiamo far si che ci sia più sud nell’azione di governo… e che ci sia più lecce… i dati della camera di commercio dicono la nostra provincia è stata trascurata i fondi comunitari che sono arrivati sono solo il 10% e noi siamo in 25% della popolazione…

Sono queste parole di Ernesto Abaterusso, nel suo intervento di ieri alla Direzione Provinciale del PD, che mi hanno colpito in particolar modo… con il suo perfetto stile da lord inglese le ha mandate a dire a chi ieri non c’era e, in questi anni, ha governato da Bari, lo sviluppo economico della Puglia e della provincia di Lecce… ho trovato affascinante il termine “trastullarsi” riferito all’azione di chi ha posto attenzione a problemi che, a suo dire, hanno poca attinenza con la nostra realtà.

Qualcuno oggi si sarebbe aspettato che mi concentrassi sulla relazione del Segretario Provinciale, cercando spunti di critica, ma non ci ho trovato nulla di interessante… le solite cose trite e ritrite!

Ho trovato interessanti, invece, le parole di distensione che il neo consigliere regionale ha rivolto, ovviamente senza alcun riferimento in particolare, a chi a fatto si che la provincia di Lecce fosse trascurata nel trasferimento dei fondi comunitari e strutturali e li ha utilizzati male. Davvero, parole riconciliative, dette non per criticare in maniera distruttiva, ma per criticare in maniera costruttive e programmatica.

Altrettanto interessante ho trovato il forte turbamento che ha mostrato nel constatare, l’impossibilità per la Segreteria Provinciale di poter far qualcosa per far si che il PD possa avere un rappresentante in più in Consiglio regionale… da fuori classe l’apertura a chi poteva dare consigli e suggerimenti in tal senso.

Infine, non meno importante, considero l’invito rivolto a tutti di mettere al bando i personalismi e gli individualismi, alimentando il confronto, e il suggerimento,  al Segretario provinciale, ad un anno e mezzo dalla sua elezione,  e al gruppo dirigente ad andare nei circoli e parlare con essi e non con i Segretari, perché spesso non li rappresentano… Avete capito bene, nel partito della riconnessione, i segretari spesso non sono connessi con i circoli.

Scusatemi se oggi non sono stato polemico come al mio solito… Spero che il Segretario Piconese mi perdonerà se l’ho trascurato un po’… prometto di rifarmi presto!

Caro Piconese, non ti fare sfiduciare: dimettiti!

Sono due giorni che la stampa locale sta facendo circolare la notizia di una mozione di sfiducia nei confronti del Segretario del PD.

Chi la presenterà, chi la sottoscriverà? Non è dato saperlo. Una cosa è certa, se sta circolando questa voce, qualche fondamento ci sarà.

La sua gestione del partito ha scontentato molti. Al di là di qualche proclama, destituito di qualsivoglia fondamento, la sua gestione fino ad oggi è stata fallimentare.

I primi ad aver scontentato, non sono coloro che da mesi criticano la sua gestione (come il sottoscritto), ma udite udite, sono coloro che sono stati i suoi principali sponsor politici.

Ipotesi fantasiosa la mia? Provo a fare un ragionamento (sono certo che qualcuno mi dirà che sto dando i numeri, ma lo faccio lo stesso): qualche anno fa un gruppetto di persone (capeggiate da Ernesto Abaterusso) decide di puntare alla scalata del PD salentino per raggiungere un ben preciso obbiettivo politico; certamente, non era quello di trasformare il partito in una comunità, promuovendone una gestione condivisa, intenta a risolvere i problemi del territorio, ma quello di costruire una rete territoriale, che sostenesse una linea politica che sfociasse in una candidatura alle regionali. Per raggiungere tale scopo si decise di mettere alla testa dell’armata Salavatore Piconese, che non doveva essere il Segretario di tutti, una volta eletto, ma doveva semplicemente spianare la strada (avvallando le scelte politiche più assurde) affinchè qualcun altro arrivasse ad occupare una postazione politica di prestigio in viale Capruzzi a Bari.

A tal fine si sono fatte scelte politiche incomprensibili, che sono apparse chiaramente faziose e dannose per il partito, ma che sono state portate avanti dal Segretario provinciale e dal gruppo dirigente, per lo scopo supremo, per il quale era stato sostenuto durante il congresso.

Sono tutti convinti che le scelte fatte, gli appoggi politici ottenuti (la cosiddetta “riconnessione con il territorio”), siano in grado non solo di garantire l’elezione del prescelto, ma di fargli assumere i connotati di una marcia trionfale (qualcuno, ricordo, che parlava di doppiare i voti del secondo), e invece… colui, per il quale si era messa in moto la macchina da guerra (con tanto di studio del manuale di Sun Tzu), arriva secondo, distaccato di 1500 voti dal primo.

Ed ora? Questo risultato al di sotto di ogni attesa avrà certamente scontentato chi si aspettava un risultato talmente ampio da consentire di poter battere le carte, politicamente parlando, a Bari…

Mi chiedo: è possibile che sia iniziata la notte dei lunghi coltelli? È possibile che la fiducia tanto declamata si trasformi in sfiducia?

Se così fosse io mi dimetterei prima di essere sfiduciato dalla mia stessa parte politica!

Caro Segretario Piconese…

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Caro Segretario Piconese, tu e chi ti affianca avete chiuso il partito per farlo diventare il comitato elettorale di Abaterusso, altro che “il partito non è stato il comitato di Abatersso“!

Avete letteralmente paralizzato l’attività della struttura provinciale, asservendola alla campagna elettorale di Ernesto… idem con patate è avvenuto a livello di circoli territoriali (nella maggior parte delle realtà i circoli sono restati completamente chiusi senza che si organizzasse una benché minima attività di partito)… mai come in questa tornata elettorale abbiamo assistito all’inesistenza di un PD inteso come organizzazione partitica… se non ci fosse stato qualche uomo o donna di buona volontà (nella maggior parte dei casi fuori dall’organizzazione del partito) che avesse organizzato qualche iniziativa all’interno della Sagra del Programma, non ci sarebbe stata traccia di campagna elettorale… ma credi davvero che i voti del PD ottenuti alle regionali siano il risultato dell’organizzazione partito? Ma non scherzare! Fatti/fatevi un esame di coscienza! Se non ci fosse stata la mobilitazione dei comitati dei singoli candidati (nella maggior parte dei casi composti da gente estranea e lontana anni luce dal partito) credi che il PD avrebbe avuto lo stesso risultato? Quindi di qual PD in crescita parli? Se ti riferisci a quello dei comitati potrei anche darti ragione, ma se ti riferisci a quella Comunità di uomini e donne che militano insieme per un’idea comune e per obiettivi comuni, non solo non è in crescita, ma si sta dissolvendo.

Hai riunito la Segreteria Provinciale per convincervi della BUGIA che dovete raccontare in giro e sulla stampa? Sarebbe stato meglio se vi foste riuniti per fare un’analisi seria della reale situazione del Partito. Per interrogarvi del perché in un clima estremamente favorevole, con un PD stellare a livello nazionale, con un centrodestra locale in totale disfacimento, con la forza trainante di Michele Emiliano, il PD Salentino riesce a vincere solo in 4 Comuni su 15! E non mi venire a dire che 5 anni fa non si era fatto meglio, perché il paragone non regge…5 anni fa il quadro politico locale e nazionale era completamente diverso. Ma questo dato, quello delle amministrative, non lo avete proprio considerato? Ma non ti/vi suona come un campanello d’allarme dell’effettivo stato comatoso del partito locale? Forse a te basta aver vinto a Uggiano e a Monteroni grazie ai voti del centrodestra?

Preferisci crogiolarti con un risultato alle regionali che non ti appartiene e non appartiene al tuo gruppo dirigente, senza voler fare autocritica? Fallo pure! Ma non offendere l’intelligenza di chi davvero ci ha messo passione e cuore in questa campagna elettorale per sostenere il suo candidato.

Che poi stiamo parlando di un 22%, tre punti percentuali in più del 2010, quando il quadro politico locale e nazione era completamente diverso dall’attuale, e lontanissimo dalle percentuali nazionali.

Caro Segretario, riconnettiti con la realtà e prova ad invertire la tua rotta…se proprio non ci riesci, fatti aiutare da qualcuno che davvero vuole il bene del partito… se non riesci nemmeno in questo lascia.

Taieddhra leccese – Riso, patate e cozze

La taieddhra, è un piatto unico della tradizione salentina che unisce riso, cozze e verdure. Mare e terra si fondono. Buonissimo!

Ingredienti: 1 kg di cozze, 300 gr di riso, 2 o 3 patate medie, parmigiano grattugiato,  ½ mezza cipolla media, 6-7 pomodorini, olio d’oliva, mezzo bicchiere di vino bianco, sale, pepe e prezzemolo.

Preparazione: in una teglia mettere dell’olio e la cipolla sminuzzata e fare uno strato di patate, tagliate a fettine sottili (si possono mescolare anche delle fette di zucchine); nel frattempo fate aprire le cozze sul fuoco (meglio se le aprite a crudo)10455455_10204016782449302_9163722690236114339_n;

fare uno strato di cozze sopra quello di patate e cospargerle di riso crudo (io uso sbollentarlo per qualche minuto); irrorare il tutto con l’acqua delle cozze filtrata, con un filo di olio, il vino bianco e spolverare con un po’ formaggio grattugiato, prezzemolo tritato, pepe, sale e pezzetti di pomodoro; aggiungere delle altre fette di patate (non uno strato intero); condire, di nuovo, con un filo d’olio, una spolverata di formaggio e sale1545088_10203367805785291_1580459556456066311_n.

Mi raccomodo, il livello del liquido di cottura deve essere lo stesso di quello degli ingredienti, quindi, se non c’è equilibrio, aggiungere l’acqua necessaria. Mettere in forno per circa 50 minuti a 200° finché non si sarà formata una crosticina dorata. 1912201_10203367809305379_3094370504573705053_n

La taiddrha è pronta!

10007441_10203367823905744_261458070737014059_n Buon appetito

Perché Piconese dovrebbe dimettersi

Un partito senza regole. Padrini in campo per altri, è questo il titolo di un’intervista al neoeletto consigliere regionale Ernesto Abaterusso apparsa sul giornale di oggi.

Sono saltato sulla sedia! Ho pensato: cavolo! Ernesto, ora che è diventato consigliere regionale, finalmente, si è accorto che il PD, che si vanta di aver creato, mettendo gli uomini giusti al posto giusto (per essere funzionali alla sua candidatura e alla sua elezione), ha qualche problema! Finalmente si è accorto dell’azione fallimentare del gruppo dirigente che l’ha sostenuto! Dichiarare che il PD è “un partito senza regole”, dopo due anni dall’insediamento della segreteria di Piconese, dopo il tanto sbandierato lavoro per “la riconnessione” con il territorio, è un esplicito riconoscimento dell’incapacità di guidare un partito.

Purtroppo, però, leggendo tutta l’intervista, mi sono reso conto che mi sbagliavo: non c’è stata nessuna illuminazione. Come da due anni a questa parte continua il solito mantra: quando le cose gli vanno bene esalta la straordinaria forza del gruppo al comando, quando le cose gli vanno male la colpa è degli altri.

Non riconoscere la cattiva gestione del partito di Piconese & Co è da orbi, sempre che di partito si possa ancora parlare. Francamente, per me, di partito n’è rimasto ben poco.

Durante tutta la campagna elettorale, mi sono sempre chiesto, ma dove è finito il PD?

Ho assistito ad una campagna elettorale in cui i protagonisti erano i candidati e i rispettivi comitati…nessuna traccia del Segretario provinciale e della segreteria… nessuna iniziativa di partito… Addirittura, si è chiusa la campagna elettorale a Lecce con Emiliano, con i rappresentanti degli altri partiti della coalizione, ma senza i vertici del PD.

Un partito che non riesce a dare una rappresentazione unitaria all’esterno non è un partito. Un Segretario e gran parte del gruppo dirigente schiacciato su un solo candidato ha determinato una frattura incolmabile con il corpo elettorale del PD. Non riuscire a compattare un ambiente in campagna elettorale è davvero indicativo di scarsa capacità.

Queste considerazione, sarebbero di per se sufficienti a consigliare a Piconese & Co di riconoscere il fallimento della loro gestione e passare la mano. Ma ci sono anche i risultati elettorali.

Se da un lato il PD è riuscito a fare bella figura alle regionali soprattutto grazie all’impegno messo in capo dai candidati e dai loro comitati elettorali (anche di chi critica l’attuale gruppo dirigente), dall’altro non si può non evidenziare il pessimo risultato delle amministrative. Perdere in 11 comuni su 15, in un contesto in cui il PD non è mai stato così forte in Italia, il centrodestra è totalmente disintegrato, con l’effetto dirompente e trascinante di Michele Emiliano, da la cifra esatta di quello che è il partito sul territorio. Altro che riconnessione, siamo in presenza di una disconnessione quasi totale. Se poi aggiungiamo che in 2 comuni su 4 si vince grazie all’accordo con il centrodestra come direbbe Peppino De Filippo, in un celebre film con Totò: ho detto tutto!

Questi sono solo gli ultimi degli elementi indicativi (evito di ricordare quello che è successo alle Provinciali e alle amministrative dello scorso anno) di una gestione che non sta funzionando sin dal suo insediamento. Ecco perché Piconese dovrebbe dimettersi.