Archivio mensile:febbraio 2015

Polpettone sushi

Come mi è venuta l’idea di questo polpettone? Mi è venuta facendo il sushi. Allora ho pensato che al posto dell’alga potevo usare la pancetta, al posto del riso potevo usare la carne macinata, al posto del pesce potevo usare del formaggio, invece del avocado e del cetriolo, il sedano e la carota.  Il risultato è stato davvero buono

Ingredienti: 500 g di carne macinata mista, due uova, formaggio grattugiato misto, due gambi di sedano, due carote medie, un pezzo di emmenthal, 150 g di pancetta tagliata a strisce sottili, sale pepe quanto basta, mezzo bicchiere di vino bianco.

Preparazione: impastare la carne tritata con le uova un paio di cucchiai di formaggio grattugiato, un paio di cucchiai di pangrattato, sale e pepe quanto basta. Stendere il composto ottenuto su un foglio di carta forno, al centro aggiungerle i gambi di sedano puliti dai filamenti, le carote tagliate a metà e una striscia di emmenthal

; arrotolate il tutto aiutandovi con la carta forno; su un altro foglio di carta forno adagiate le striscie di pancetta in modo da formare un quadrato delle stesse dimensioni del polpettone; adagiate al centro il polpettone e arrotolatelo nella pancetta con l’aiuto della carta forno

; chiudere il rotolo ottenuto nella carta forno e adagiarlo in un tegame dove aggiungerete mezzo bicchiere di vino e mezzo bicchiere di acqua; far cuocere nel forno a 200° per circa 35 minuti; togliere la carta forno e rimettere il polpettone in forno per altri dieci minuti in modo che la pancetta diventi croccante.

Fatelo intiepidire e tagliatelo a fette.

Il piatto è pronto!

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Provincia di Lecce: un territorio in crisi profonda.

Leggo certi dati e cado nello sconforto: la Provincia di Lecce è messa proprio male.

Leggo:”Il tasso di occupazione è il più basso della Puglia, 41,5%, risulta inferiore a quello delle altre Province, a quello medio della Regione e di poco persino di quello dell’intero Mezzogiorno.

Cala del 5% rispetto ai dati dello scorso anno, come avviene del resto anche a Brindisi. Lieve rialzo solo a Taranto. Sono 222mila gli occupati della provincia di lecce. Molti, troppi i disoccupati anche ancora una volta qui sono più che altrove. Perché se cala del 5% l’occupazione, sale del 6% la disoccupazione. E raggiunge la percentuale più alta il 26,2%, contro il 20% dell’intero Meridione, contro il 21 della Puglia intera. Non c’è lavoro nella Provincia di Lecce, sebbene in tanti lo cerchino. Le donne hanno gettato la spugna più degli uomini, rinunciando persino a cercarlo. E chi trova qualcosa prende un contratto a tempo determinato, 3 mesi nella stragrande maggioranza dei casi, perché quello a tempo indeterminato non esiste quasi più. Resta un 11% che non sembra destinato ad aumentare.

A non reggere il peso della crisi, hanno sottolineato il governatore di Puglia Vendola e l’assessore al Lavoro Caroli, sono gli indipendenti. Crollano gli studi professionali, le ditte individuali, i piccoli artigiani e i commercianti. Gettano la spugna perché – ha spiegato Caroli – non ci sono ammortizzatori sociali per queste categorie. Laddove esistono – hanno concluso – uniti ai programmi di contrasto messi in campo dalla Regione ci sono timidi segnali di ripresa. Segnali che il Salento non può ancora vedere“.

Francamente, non ci sarebbe stato bisogno dei su riportati dati, per rendersi conto di quanto il nostro territorio sia in crisi lo si percepisce facendosi una semplice passeggiata, parlando con chi incontri per strada, con il barista dove ti fermi a prendere il caffè, con il salumiere, con il collega di lavoro. Insomma, viviamo in una terra che a dispetto delle enormi potenzialità di cui dispone, lentamente sta morendo.

Ora mi chiedo, di chi è la colpa di tutto ciò? Perché a questo punto i colpevoli vanno individuati, se vogliamo invertire la rotta e sperare di riprenderci. Fino a qualche anno fa, la provincia di Lecce era considerata il traino della Puglia, la “silicon valley” dell’Italia, la zona turisticamente più bella d’Europa, il polo manifatturiero che tutto il mondo ci invidiava; che fine ha fatto tutto ciò? Forse negli anni passati si è solo sparso fumo e, inevitabilmente, quando questo si dissolve rimane la triste realtà.

Di chi è la colpa di tutto ciò? Io credo che la si debba attribuire alle politiche inadeguate messe in atto negli ultimi anni (di destra e di sinistra), intese più a favorire i pochi che la collettività. Si è proceduto senza avere un modello di sviluppo ben chiaro, un’idea limpida e condivisa di quello che deve essere il futuro della nostra terra. Si è proceduto senza una meta a spargere sul territorio provvidenze economiche che nella migliore delle ipotesi hanno salvaguardato qualche singolo senza generare crescita e benessere collettivo.

Da questa situazione non si esce sperando che qualche singolo/a faccia il miracolo. Qui c’è bisogno di sinergia, di azioni collettive, di cooperazione a tutti i livelli. Non voglio vedere il ritorno delle emigrazioni di massa dalla nostra terra. Sarò pessimista, ma se non ci diamo una mossa rischiamo davvero di precipitare in un baratro dal quale difficilmente ne usciremo.

PD: “il miracolo di San Valentino”

… quello che molti hanno definito il “miracolo di San Valentino”, finalmente, ha restituito al Salento e ai Democratici salentini il caro e buon vecchio partito, che tanti successi ha mietuto negli ultimi anni… rivolgo un sincero in bocca a lupo a tutti i nuovi entrati nella Segreteria provinciale e un augurio di buon lavoro a tutti i componenti del nuovo ufficio politico che affiancherà il Segretario provinciale nelle scelte politiche future… 

Questi i nuovi ingressi:
SEGRETERIA PROVINCIALE

Angelo Sirsi – Segretario PD e assessore a Campi Salentina; Giacomo Fronzi – Coordinatore Provinciale Sinistra Dem Lecce e segretario Pd Trepuzzi; Luciano Magnolio – Dirigente PD e assessore Sogliano Cavour; Cosimo Nestola – Dirigente PD Copertino; Manuel De Carli – Dirigente PD Alessano; Maria Linciano – Dirigente PD Monteroni; Antonio Caragiuli – Dirigente PD Leverano; Luigi Rizzo – Dirigente PD Castrignano del Capo; Fabrizio Morgagni – Segretario Giovani Democratici.

UFFICIO POLITICO

Ernesto Abaterusso, Mauro Gaetani, Biagio Malorgio, Antonio Maniglio, Sergio Paladini, Alfonso Rampino, Antonio Rotundo, Umberto Uccella, Remigio Venuti, Massimo Manera, Luciano Marrocco, Fabrizio Marra. Di diritto ne fanno parte il segretario provinciale Salvatore Piconese, il vice Vincenzo Toma, il presidente dell’assemblea Paola Povero, il vicesegretario regionale Sandra Antonica.

Surbo: nessuno si è accorto di queste voragini?

Cari amici, la riconoscete questa strada IMG_7016?

Sono certo che molti di voi la riconoscono perché la percorrono diverse volte al giorno, come capita a me. È la strada di ingresso a Surbo, venendo dalla superstrada Lecce-Brindisi, nei pressi dell’eurospin. Ogni volta che la percorro non posso fare a meno di imprecare per quella serie di buche che ne fanno un percorso più simile ad un sentiero di campagna che ad una strada urbana. Ora mi chiedo è mai possibile che nessuno degli amministratori del comune di Surbo abbia percorso quel tratto di strada, che non si sia accorto di quelle buche (voragini) che affiorano ormai da mesi e che non gli venga in mente di ripristinare quel tratto di manto stradale? Non serve a nulla porre di tanto in tanto un po’ di bitume, perché basta un po’ di pioggia per far saltare tutto, è necessario un intervento fatto bene. È un tratto di strada molto frequentato, che nelle condizioni attuali diventa pericoloso per chi lo percorre, specie nei giorni di pioggia. Mi auguro che chi di dovere legga questa mia segnalazione e si adoperi per porre rimedio. Intanto aspettiamo!

Chiacchiere

È carnevale e non potevo non fare le chiacchiere fritte e/o al forno. Sicuramente sono più buone fritta, ma anche al forno non sono male!

Ingredienti: 250 g di farina, 25 g di zucchero, 25 g di burro, due uova, mezzo bicchiere di grappa o limoncello.

Preparazione : impastare gli ingredienti, stendere una sfoglia sottile e tagliare con la rotella

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Friggere le chiacchere in abbondante olio d’oliva o disporle in una teglia con la carta forno e infornare a 200° per un quarto d’ora.

Dalla Direzione Provinciale PD nulla di nuovo… E le minoranze?

… allora dal momento che qualcuno si sta preoccupando per il fatto che dopo la direzione provinciale del partito democratico io non abbia scritto o detto nulla, farò qualche breve riflessione; francamente non c’è molto da dire; ho registrato le solite cose, che possono risultare stucchevoli per chi legge.
Come al solito e per l’ennesima volta ho visto un organismo vuoto, un organismo poco partecipato (non parlo numericamente, più o meno la metà dei componenti erano presenti), un organismo dove più che discutere si assiste ai soliti rituali, alla relazione introduttiva del segretario come al solito edulcorata di buoni propositi , ai 3/4 interventi, diciamo della vecchia guardia del partito, ma nulla più. Ora mi chiedo è possibile che in un organismo di 50 persone nessuno abbia niente da dire, nel bene e nel male?
Sono rimasto colpito dalla generale indifferenza che si riscontra in un organismo importantissimo per la vita del partito!
Così come sono rimasto colpito non tanto dall’annuncio del segretario di voler rimodulare la segreteria e di creare un ufficio politico che lo affianchi nella gestione del partito, ci sta, quanto dallo strano silenzio di quelle che vengono definite minoranze!
Ora mi chiedo: possiamo ancora parlare di minoranze, intendendo per tali quelle posizioni portatrici di idee e metodi diversi rispetto all’attuale gruppo dirigente? O ci avviamo verso un appiattimento ad un unico metodo di gestione, per salvaguardare qualche personalismo? Che fine ha fatto il gruppo dei Riformisti per il Salento, per intenderci quelli che si proponevano di essere l’alternativa all’attuale gestione? Sono stati forse, folgorati sulla via di Damasco? O, forse, sulla via del proprio io?
Ma forse, ora, la nuova minoranza si chiama Sinistradem, che per bocca del suo rappresentante provinciale, Fronzi, ha manifestato tanto entusiasmo all’idea di allargamento della segreteria! E i renziani della prima ora?
Non voglio essere frainteso: non sono contro la pacificazione nel partito, non sono contro ad una riformulazione della segreteria, non sono contro la creazione di un ufficio politico che affianchi il segretario, ma sono assolutamente contrario al perpetuarsi dei vecchi metodi di gestione politica! Allora, ben venga qualsiasi azione che dimostri un netto cambio di passo rispetto al recente passato! Io lo aspetto, ma fin’ora non lo vedo all’orizzonte!

Sushi

Visto che il sushi è di gran moda ho deciso di provare a farlo in casa. Il procedimento è un po’ complicato ma non impossibile. Ci vuole solo un po’ di pazienza; il tempo di preparazione è di circa due ore.

Ingredienti: mezzo chilo di riso per sushi, 700 ml di acqua, 100 ml di aceto di riso, un cucchiaino di sale, due cucchiaini pieni di zucchero, un fogliettino di alga kombu. Per il ripieno: 5 fogli di alga Nori , un filetto di tonno fresco (abbattuto), un filetto di salmone fresco (abbattuto) 10428549_10205796981833174_6612065719871896437_n,

mezzo avocado, mezzo cetriolo 10978510_10205796981313161_182189200444116311_n,

una Philadelphia, una bustina di semi di sesamo nero, un tubetto di pasta wasabi.

Preparazione riso: in uno scolapasta lavare ripetutamente il riso, fin quando l’acqua non sarà diventata trasparente; lasciare scolare il riso per un quarto d’ora; mettere il riso in una pentola con l’acqua; coprire con il coperchio e farlo cuocere senza scoperchiare; calcolare per la cottura circa 15 minuti da quando comincia a bollire; in un pentolino, a parte, fare sciogliere lo zucchero e il sale nell’aceto di riso, senza portarlo a bollore e farlo raffreddare. Una volta che il riso sarà cotto versarlo in una ciotola irrorarlo con il liquido precedentemente preparato e nel contempo con un ventaglio sventolare affinché si raffreddi il più rapidamente possibile. Coprire con un panno umido e lasciarlo raffreddare completamente.

Per i FUTOMAKI: su una tovaglietta di bambù, che avrete rivestito di pellicola trasparente, adagiare un foglio di alga Nori, disporre, il riso lasciando un bordo di circa 2 cm, al centro mettere il tonno, il salmone, il cetriolo o l’avvocato e un po’ di Philadelphia. 10928865_10205803678160578_5391521279864973850_n.

Arrotolare il tutto aiutandosi con la tovaglietta infinetagliare il rotolo ottenuto in sei parti uguali 10313975_10205797261560167_2389621727338875128_n.

Per gli URAMAKI: cospargere sulla tovaglietta dei semi di sesamo nero, Che avrete precedentemente abbrustolito in un pentolino, fare uno strato di riso, adagiare un foglio di alga Nori, aggiungere un po’ di pasta wasabi (pochissima, perché è molto piccante), il tonno, il salmone, il cetriolo o l’avocado e la Philadelphia ; arrotolare il tutto aiutandosi con la tovaglietta; infine tagliare il rotolo in sei parti uguali 10313975_10205797261560167_2389621727338875128_n.

Per gli HOSOMAKI: dividere a metà l’alga Nori, adagiarla sulla tovaglietta, fare uno strato di riso, mettere al centro il tonno o il salmone con un po’ di pasta wasabi; arrotolare aiutandosi con la tovaglietta, tagliare il rotolino in sei parti uguali 10978581_10205797261960177_8225243168433793787_n.

Per i NIGIRI: fare una piccola polpetta di riso pressata a mano, con una punta di wasabi, adagiare una fettina sottile di tonno o salmone ho un gamberone aperto 10436207_10205797262360187_4230051138465446756_n.

Il sushi è pronto. Buon appetito.
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Tanti cartelloni pubblicitari nella zona commerciale, ma scarsissimi introiti per le casse comunali.

Chi di voi, cari concittadini di Surbo, non ha notato quanti cartelloni pubblicitari, di dimensioni enormi, sono presenti nella zona PIP (per intenderci nei pressi dell’Ipercoop)? Sono davvero tanti e dovrebbero fruttare tanti bei soldini alle casse comunali. In realtà, non è così, perché a pagare l’occupazione del suolo pubblico e la tassa di affissione sono davvero pochi, a giudicare dalle voci di entrata iscritte a bilancio. Ora mi chiedo, in un periodo di gravi difficoltà economica per i comuni, non sarebbe il caso che l’Amministrazione comunale si impegnasse di più per una riscossione capillare di tutti i concessionari di pubblicità presenti nella zona commerciale? Non mi sembra giusto che in città i piccoli commercianti, le associazioni e chiunque abbia un’insegna debba pagare le tasse comunali ricevendo accertamenti e, invece, chi gestisce tutti quegli spazi pubblicitari non debbano pagare alcunché. Una buona amministrazione si vede anche da questo.

Elezioni presidenziali: la “mandrakata” di Renzi.

… beh qualcosa sull’elezione del Presidente della Repubblica la devo scrivere; un ricordo di questo avvenimento lo voglio lasciare.

Non c’è dubbio che questa elezione passerà agli annali, come il capolavoro politico e tattico del Presidente del Consiglio Matteo Renzi; come la “mandrakata”, prendendo in prestito un termine cinematografico, del Premier, che ha lasciato di sasso tutti i politici e politologi nazionali e internazionali. Infatti, quando tutti si aspettavano l’elezione di un Presidente della repubblica che fosse il frutto del compromesso, o meglio del “patto del Nazareno”, tra Renzi e Berlusconi, con grande sorpresa è arrivata l’elezione di Sergio Mattarella.

Perché la considero una “mandrakata”? Perché facendo il nome di Mattarella, Renzi è riuscito a scombussolare, a destabilizzare, tutto il quadro politico che era stato dipinto sino a quel momento. Ha fatto saltare tutti i piani che si erano elaborati sia a destra che a sinistra.

Con un solo colpo, è riuscito a dimostrare che il “patto del Nazareno”, non è un matrimonio inscindibile con Berlusconi; che Forza Italia è un partito in dissoluzione, incapace di generare politica (la scelta di votare scheda bianca lo dimostra), che la sinistra, interna al PD (la cosiddetta minoranza) ed esterna, ha poco margine di manovra, essendo incapace di ordire qualsiasi trama, che possa spostare l’asse del governo più a sinistra e che, quindi, conviene abbassare la testa ed adeguarsi; che “i cespugli”, come è stato definito recentemente il Nuovo Centro Destra, o si fanno calpestare o sono fritti; che il M5S si mantiene sui suoi principi ispiratori (da soli contro tutti) anche se continua a perdere pensi al suo interno; che la Lega di Salvini non è in grado di determinare alcunché e punta a raccogliere i morti e feriti di un centrodestra in disgregazione, in attesa di future battaglie.

Dunque, queste elezioni Presidenziali, ci hanno consegnato un Presidente della Repubblica, che ha detta di tutti saprà svolgere bene il suo ruolo; ci hanno consegnato un Presidente del Consiglio che si è dimostrato un abile giocatore di poker, un leader di partito, sempre meno contrastato al suo interno (per incapacità o per senso di responsabilità); ci hanno consegnato una situazione in cui appare esserci un unico vincitore e tanti vinti, sebbene ci sia stato il tentativo da parte di qualcuno, come al solito, all’ultimo momento, di salire sul carro.

Apparentemente, il giorno dopo le elezioni, sembra di vivere in un Paese felice, come se l’elezione di un, pur bravo, Presidente della Repubblica, abbia, di colpo cancellato la terribile situazione economica e sociale che stiamo vivendo.

La spettacolarità di questa elezione, non ha cambiato la vita degli Italiani che, anche se con un nuovo Presidente, ogni mattina devono fare i conti con la triste realtà.

Riconosco i meriti di abile giocatore a Matteo Renzi, ma ora mi aspetto qualche “mandrakata” per risollevare l’Italia dal baratro in cui si è infilata!

Crema di fagioli cannellini e rape ‘nfucate.

Un piatto facilissimo da fare, che costa pochissimo, che è soprattutto buonissimo! Ma attenzione é una miscela esplosiva! 🙂

Ingredienti: 300 g di fagioli cammellini, un chilo di rape, olio di oliva, sale quanto basta.

Preparazione: mettere a bagno i fagioli la sera prima; Mettere i fagioli in una pentola, ricoprirli di acqua e aggiungere il sale desiderato; pian pano che l’acqua si assorbe aggiungere acqua calda fino a quando i fagioli non ci saranno cotti. A parte preparare le rape ‘nfucate, secondo la ricetta che troverete in questo blog. Frullare i fagioli con un mixer, aggiungendo un po’ d’acqua e ottenendo una crema omogenea. Impiattare versando la crema di fagioli, aggiungendo al centro le rape ‘nfucate; condire con un filo di olio d’oliva. Il piatto è pronto. Buon appetito

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