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Elezioni presidenziali: la “mandrakata” di Renzi.

… beh qualcosa sull’elezione del Presidente della Repubblica la devo scrivere; un ricordo di questo avvenimento lo voglio lasciare.

Non c’è dubbio che questa elezione passerà agli annali, come il capolavoro politico e tattico del Presidente del Consiglio Matteo Renzi; come la “mandrakata”, prendendo in prestito un termine cinematografico, del Premier, che ha lasciato di sasso tutti i politici e politologi nazionali e internazionali. Infatti, quando tutti si aspettavano l’elezione di un Presidente della repubblica che fosse il frutto del compromesso, o meglio del “patto del Nazareno”, tra Renzi e Berlusconi, con grande sorpresa è arrivata l’elezione di Sergio Mattarella.

Perché la considero una “mandrakata”? Perché facendo il nome di Mattarella, Renzi è riuscito a scombussolare, a destabilizzare, tutto il quadro politico che era stato dipinto sino a quel momento. Ha fatto saltare tutti i piani che si erano elaborati sia a destra che a sinistra.

Con un solo colpo, è riuscito a dimostrare che il “patto del Nazareno”, non è un matrimonio inscindibile con Berlusconi; che Forza Italia è un partito in dissoluzione, incapace di generare politica (la scelta di votare scheda bianca lo dimostra), che la sinistra, interna al PD (la cosiddetta minoranza) ed esterna, ha poco margine di manovra, essendo incapace di ordire qualsiasi trama, che possa spostare l’asse del governo più a sinistra e che, quindi, conviene abbassare la testa ed adeguarsi; che “i cespugli”, come è stato definito recentemente il Nuovo Centro Destra, o si fanno calpestare o sono fritti; che il M5S si mantiene sui suoi principi ispiratori (da soli contro tutti) anche se continua a perdere pensi al suo interno; che la Lega di Salvini non è in grado di determinare alcunché e punta a raccogliere i morti e feriti di un centrodestra in disgregazione, in attesa di future battaglie.

Dunque, queste elezioni Presidenziali, ci hanno consegnato un Presidente della Repubblica, che ha detta di tutti saprà svolgere bene il suo ruolo; ci hanno consegnato un Presidente del Consiglio che si è dimostrato un abile giocatore di poker, un leader di partito, sempre meno contrastato al suo interno (per incapacità o per senso di responsabilità); ci hanno consegnato una situazione in cui appare esserci un unico vincitore e tanti vinti, sebbene ci sia stato il tentativo da parte di qualcuno, come al solito, all’ultimo momento, di salire sul carro.

Apparentemente, il giorno dopo le elezioni, sembra di vivere in un Paese felice, come se l’elezione di un, pur bravo, Presidente della Repubblica, abbia, di colpo cancellato la terribile situazione economica e sociale che stiamo vivendo.

La spettacolarità di questa elezione, non ha cambiato la vita degli Italiani che, anche se con un nuovo Presidente, ogni mattina devono fare i conti con la triste realtà.

Riconosco i meriti di abile giocatore a Matteo Renzi, ma ora mi aspetto qualche “mandrakata” per risollevare l’Italia dal baratro in cui si è infilata!

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Così era una volta, ma oggi non più

Così era una volta, ma oggi non più.
Mi ricordo che una volta funzionava così: il Presidente del Consiglio verificava in Parlamento, se il governo che presiedeva aveva la maggioranza, se non ce l’aveva si recava dal Presidente della Repubblica e rassegnava le dimissioni; il Presidente della Repubblica avviava le consultazioni con i vari gruppi parlamentari per verificare se vi erano le condizioni per la formazione di un nuovo governo; in caso positivo affidava l’incarico a chi riteneva più rappresentativo di formare un nuovo governo! In caso negativo indiceva nuove elezioni! Oggi funziona che la Direzione del PD deve decidere tutto!
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