Archivio mensile:novembre 2014

Risotto con gamberi e scampetti.

Ingredienti per 2 persone: 200 gr di riso, 250 gr di gamberetti, 10 scampetti, mezza cipolla, un bicchiere di vino bianco, un limone, circa un litro di brodo di pesce, sale e prezzemolo quanto basta.

Come fare il brodo di pesce:

in un litro d’acqua mettere le teste e le scorze dei gamberi dopo sgusciati, un quarto di cipolla, un gambo di sedano, un po’ di prezzemolo e un po’ di sale e lasciarlo bollire.

Preparazione del riso:

In una padella antiaderente (io uso una saltapasta) fare dorare la cipolla e un po di prezzemolo tritato, quando è dorata aggiungere i gamberetti sgusciati, gli scampetti e il riso, facendolo tostare per qualche minuto (mescolare sempre!); aggiungere il vino bianco e farlo evaporare; una volta evaporato, togliere gli scampi e aggiungere il brodo lentamente, mescolando in continuazione, quando è quasi cotto, grattugiare la scorza di mezzo limone, aggiustarlo con il sale desiderato aggiungere gli scampi e portarlo alla cottura desiderata; impiattare e spolverare con il prezzemolo desiderato.

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Buon appetito!

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Le primarie che vorrei.

Ci siamo! Domenica 30 Novembre si svolgeranno in Puglia le primarie del centrosinistra per la scelta del candidato presidente alle elezioni regionali del 2015… non vi dirò per chi votare, ma vi dirò le primarie che vorrei…

…vorrei che le PRIMARIE fossero una cosa seria… uno straordinario strumento di democrazia INTERNO… interno al PD, interno al centrosinistra… vorrei che le PRIMARIE fossero una straordinaria festa del popolo del centrosinistra, quello che con schiena dritta non rinuncia alle proprie idee e non teme di manifestarle… vorrei che le PRIMARIE fossero partecipate… vorrei che le PRIMARIE non si riducessero a l’ennesima guerra tra bande per il posizionamento del proprio io, lasciando morti e feriti sul campo… vorrei che le PRIMARIE si caratterizzassero per lo spontaneismo di chi decide di parteciparvi e non per la cooptazione… vorrei che il risultato delle PRIMARIE fosse limpido, trasparente, lontano da ogni polemica… vorrei che il vincitore delle PRIMARIE fosse il candidato di tutti alle elezioni regionali…

…lo so, vorrei molto!

“…la situazione finanziaria del Comune di Surbo è estremamente critica”

…la situazione finanziaria del Comune di Surbo è estremamente critica.

E’questo il giudizio netto che la Corte dei Conti esprime sullo stato dei conti dell’Amministrazione comunale di Surbo.

La Corte dei Conti ha evidenziato che: “l’Ente presenta, da tempo, uno degli indici sintomatici dello stato di dissesto finanziario (deliberazioni n. 7/SEZAUT/2011 e n. 2/SEZAUT/2012) consistente nella crisi di liquidità con ricorso sistematico ad anticipazioni di tesoreria (peraltro non restituita a fine esercizio)“.

Dunque, da quanto scrive la Corte, la situazione economica-finanziaria del Comune di Surbo mostra indici di rischio già a partire dal 2011.

Ora mi chiedo come si fa a sottacere una simile situazione alla cittadinanza? E’ vero che non bisogna fare allarmismo sociale, e vi assicuro che non è mia intenzione, ma la situazione è davvero grave. Il Comune di Surbo sta seriamente rischiando il dissesto economico.  La Corte dei Conti è chiara: “è necessario che l’ente intensifichi sensibilmente l’attività di riscossione e migliori, altrettanto sensibilmente, i risultati della stessa… L’accertamento dell’assenza di un miglioramento, anche lieve, della attuale situazione, non potrà che determinare l’avviodella procedura disciplinata dall’art. 6, co. 2, del D.lgs. 149/2011.

Compito del buon amministratore dovrebbe essere quello di rendere partecipe la popolazione della situazione economica che si trova ad affrontare e non sottacerla. I cittadini hanno il diritto di sapere a cosa stanno andando incontro nel prossimo futuro. Sicuramente, non fa bene minimizzare il richiamo della Corte dei Conti, come ho sentito fare nell’ultimo Consiglio comunale in cui c’è stata la presa d’atto dello stesso.

A quanto pare le casse del Comune sono vuote ed è indispensabile una più forte azione di riscossione dei tributi locali e, in un periodo in cui gli effetti della crisi economica si stanno facendo sentire su tante famiglie Italiane e Surbine, sapere che l’unica via per non far saltare economicamente il Comune è quella di inasprire la riscossione, è davvero una brutta notizia.

Ora si capisce, perché in questi anni la tassazione locale è andata sempre crescendo. Si è cercato di colmare in qualche modo il vuoto delle casse comunali, senza riuscirci, evidentemente. E’ vero, c’è stata anche una diminuzione delle entrate statali, ma siamo certi che una più oculata gestione economica non le avrebbe potuto compensare, senza esporre il Comune ad un simile e grave rischio?

Cari amici, concittadini ci attendono anni bui, in cui saremo chiamati a fare grossi sacrifici, più di quanto già non ne facciamo.

Lo so, non vi ho dato una bella notizia, ma ho ritenuto giusto farvi conoscere l a situazione del nostro Comune.

La questione etica e il PD.

I partiti non fanno più politica. I partiti hanno degenerato e questa è l’origine dei malanni d’Italia“… “I partiti di oggi sono soprattutto macchine di potere e di clientela: scarsa o mistificata conoscenza della vita e dei problemi della società e della gente, idee, ideali, programmi pochi o vaghi, sentimenti e passione civile, zero. Gestiscono interessi, i più disparati, i più contraddittori, talvolta anche loschi, comunque senza alcun rapporto con le esigenze e i bisogni umani emergenti, oppure distorcendoli, senza perseguire il bene comune. La loro stessa struttura organizzativa si è ormai conformata su questo modello, e non sono più organizzatori del popolo, formazioni che ne promuovono la maturazione civile e l’iniziativa: sono piuttosto federazioni di correnti, di camarille, ciascuna con un “boss” e dei “sotto-boss”. La carta geopolitica dei partiti è fatta di nomi e di luoghi”.

Non sono uno che cita spesso Enrico Berlinguer, ma oggi son voluto partire dalle sue considerazioni, rilasciate in un intervista alla Republica il 28 Luglio 1981, per dire come la penso su certe notizie apparse di recente su un quotidiano locale; notizie che hanno riguardato dirigenti del mio Partito; notizie che ti fanno male e che ti lasciano senza parole.

In effetti sono rimasto senza parole per giorni; giorni in cui, non vi nascondo, mi sono tormentato con qualche interrogativo, di quelli che ti fanno rivedere le cose da un altro punto di vista rispetto a quello dal quale eri abituato a guardarle.

Sono andato a rileggermi cose che hanno, sempre, fatto  parte del mio patrimonio umano e culturale, ma volevo avere la certezza che lo strano non fossi io, che quello che sta nel giusto fosse qualcun altro e non io.

Eppure la lettura di queste parole: “Le donne e gli uomini del Partito Democratico ispirano il proprio stile politico all’onestà e alla sobrietà. Mantengono con i cittadini un rapporto corretto, senza limitarsi alle scadenze elettorali. Non abusano della loro autorità o carica istituzionale per trarne privilegi; rifiutano una gestione oligarchica o clientelare del potere, logiche di scambio o pressioni indebite“, mi da ragione: non sono io quello che sta dalla parte del torto.

E’ una frase tratta dal Codice Etico del Partito Democratico, riportata all’art. 2, comma 5. Una frase bellissima, di quelle che ti fanno innamorare, di quelle che ti danno (o almeno dovrebbero darti) la certezza che sei nel Partito giusto, di quelle che ti spingono a credere in qualcosa di buono; è una di quelle frasi che ti convince che c’è un partito che riesce a demolire certi totem, che rappresentano la politica come sporca, fatta da gente che guarda al proprio interesse, più che a quello collettivo.

Ma, poi, leggi certe notizie, osservi certi comportamenti e ti rendi conto che quella bella frase, rimane stampata solo su un foglio di carta. Ed è allora che cominciano a vacillare i tuoi convincimenti.

Ti accorgi che la questione etica all’interno del tuo partito è qualcosa dalla quale si rifugge; ti accorgi che su certe notizie viene calata una cortina di piombo; ti accorgi che, chi si dovrebbe ergere a garante del buon nome e del buon andamento del partito, diventa garante dell’io e del singolo; percepisci la paura di esporsi, di dire come la si pensa; avverti il desiderio di insabbiare certi argomenti, perché, magari, oggi hanno riguardato qualcuno, ma domani potrebbero riguardare me; avverti la spocchiosità di chi, invece, di farsi da parte in attesa che la propria posizione venga chiarita, rilancia la sfida personale.

Vorresti che fossero pronunciate parole di chiarezza da parte di chi ti rappresenta; vorresti che il senso di responsabilità prevalesse, portando a fare un passo indietro rispetto alla posizione che si occupa, e questo non perché sia un implicito riconoscimento di colpevolezza, ma perché rafforzi la presunzione d’innocenza. Niente di tutto ciò.

Mi sono chiesto: è questo il partito per il quale negli ultimi 5 anni mi sono battuto, sforzandomi di mostrarlo, come diverso agli occhi di chi mi diceva: tanto siete tutti uguali? Sono cominciate a vacillare le mie certezze; ho cominciato a pensare che, forse, solo io mi ero dato una rappresentazione diversa dalla realtà; forse mi ero autoconvinto di un primato morale del mio partito sugli altri che non esiste; forse mi ero sbagliato. Ma, nel contempo, mi sono tornate in mente tante persone che in questi anni ho conosciuto; persone leali e corrette; persone che nel dubbio di aver sbagliato, non hanno avuto remore nel farsi da parte, convinte che il bene del partito andasse tutelato prima ancora di quello personale.

Sono queste ultime persone che mi inducono a stare ancora nel PD, nella speranza che, in un prossimo futuro, quello dell’onestà e della sobrietà sia un modello per tutti e non per pochi. Nel frattempo non rinuncio a dire come la penso.

Maccheroncini con funghi e salsiccia

…è autunno, cadono le foglie e si trovano un sacco di buonissimi funghi… allora li abbiniamo con la salsiccia e con il sughetto condiamo la nostra pasta fatta in casa: i maccheroncini. Risultato spettacolare da provare. Mi raccomando beveteci sopra un bicchiere di primitivo.

Ingredienti per 4 persone: 400 gr di maccheroncini fatti in casa, 300 gr di salsiccia, 200 gr di funghi misti freschi, uno spicchio d’aglio, 300 ml di salsa di pomodoro, mezzo bicchiere di vino bianco, olio d’oliva, un peperoncino fresco, sale quanto basta.

Preparazione: in una saltapasta mettere un filo d’olio e lo spicchio d’aglio e farlo imbiondire, aggiungere la salsiccia, privata del budello e sbriciolata, e mezzo bicchiere di vino bianco; quando il vivo sarà evaporato, aggiungere i funghi e fare cuocere il tutto per una decina di minuti; togliere lo spicchio d’aglio, aggiungere la salsa di pomodoro, un po’ di sale (in base alla sapidità della salsiccia) e lasciare cuocere per altri 10 minuti10398663_10205077161878125_6622179040176642101_n;

versare la pasta 10500509_10205077162158132_5846591737730177335_n, fatta cuocere al dente in abbondante acqua salata e farla saltare per qualche minuto aggiungendo un po’ di formaggio grana o pecorino, secondo i gusti.

Il piatto è pronto 10363782_10205077161558117_7367245643378409179_n.

Buon appetito! Se avete qualche dubbio scrivetemi.

Perché Renzi e il PD perdono consensi.

… caro Matteo, te l’avevo detto: parla di meno e fai di più, perché non puoi basare il tuo consenso e quello che ne è derivato al PD sulle chiacchiere. Ad un certo punto le belle parole, quelle che danno speranza, che creano delle aspettative, se non sono seguite dai fatti, non fanno più presa su chi si aspettava concretezza e risposte concrete alla crisi che stiamo vivendo.

E’ di qualche giorno fa l’articolo che pubblicava un sondaggio Demos, secondo il quale improvvisamente la fiducia in Renzi e nel suo governo perdono oltre 10 punti percentuali in poco più di un mese. Di pari passo si nota un sensibile calo anche del PD che scivola dal 41% al 36%. Era inevitabile che succedesse questo, perché non si può tirare all’infinito con promesse del fare e, poi, non fare.

Questo sondaggio deve suonare come un campanello d’allarme per l’immediato futuro. Viviamo in un momento storico in cui la crisi ci sta paralizzando, in cui c’è paura, c’è disaggio; la gente comincia ad essere esasperata e, come è disposta a darti fiducia, sull’onda dell’emotività e della speranza, così è pronta a tornare sui suoi passi quando si accorge che la politica che proponi è la stessa che si vede ormai da decenni, fatta di annunci, spot e far credere che si sta cambiando tutto per non cambiare niente.

Così non si va da nessuna parte. E lo dico con grande rammarico e tristezza, perché il ricambio generazionale, la rottamazione annunciata da Renzi, aveva creato grandi aspettative in tanti, esasperati dal vecchio. Ma come ho avuto più volte occasione di dire, l’Italia non ha bisogna di una rottamazione anagrafica, della sostituzione dei sessantenni e cinquantenni, con i trentenni o con i quarantenni, ma di una rottamazione del modo di fare politica che ci ha caratterizzato negli ultimi decenni. Un cambio di metodo che non è stato portato avanti. Si continua ad illudere la gente e poi, inevitabilmente a deluderla, mentre il nostro Paese, inesorabilmente affonda.

Ho sempre pensato che è meglio annunciare poche riforme e portarle a termine, piuttosto che fare un annuncio al giorno e poi non dargli seguito. Le chiacchiere non riempiono le pance e queste ultime cominciano ad essere vuote.

La nuova sfida della sinistra: guardare oltre le categorie sociali del novecento.

…ieri discutevo con un amico (ha 40 anni) di quali categorie sociali la sinistra in generale e il PD, in particolare, doveva tutelare…lui diceva che la sinistra doveva fare la sinistra e difendere la categorie degli operai… da sempre la categoria più tartassata e sfruttata… io invece gli dicevo che è vero che è tartassata, ma che oggi è forse quella che ha le maggiori tutele in termini di diritti… gli facevo notare che oggi ci sono nuove categorie che al pari degli operai devono essere tutelate e gli ho fatto l’esempio dei giovani avvocati… chi decide di fare questa professione, pur non essendo incline, oggi molti lo fanno perché non c’è altro da fare, vive una condizione di disaggio pari a quella di un operaio, se non peggiore: non ha copertura sanitaria, non ha uno stipendio fisso, è costretto a sopportare un sacco di spese per lavorare, spesso è sfruttato da qualche dominus… e non ha nessuna tutela … era solo un esempio quello che ho fatto, ma la stessa condizione la vivono i giovani commercialisti, i giovani ingegneri… dunque le categorie in sofferenza oggi sono cambiate si sono estese, anche perché la nostra società è cambiata, si è repentinamente impoverita, inseguendo il mito del capitalismo e del liberismo sfrenato, che ha consentito l’arricchimento di pochi a danno dei molti… oggi è tempo di riguardare quello che è la nostra società, una società che ha bisogno di ridistribuire la ricchezza, concentrata nelle mani di pochi… è necessario elaborare riforme che consentano alla cittadinanza di essere parte attiva della ripresa… il PD deve essere quel partito capace di salvaguardare i diritti acquisiti dalle vecchie categorie svantaggiate e nel contempo capace di dialogare con quelle categorie che storicamente sono distanti dalla sinistra, ma che oggi hanno bisogna di tutela… c’è bisogno di grande lungimiranza e di visione… abbandonando i rigurgiti novecenteschi, pur conservandone la memoria e gli insegnamenti… quello di cui non abbiamo assolutamente bisogno sono le chiacchiere e la rappresentazione di un mondo fatato che non esiste e che non esisterà. E’ questa la nuova sfida della sinistra!

Pensieri del mattino

…sto pensando a quello che ha detto ieri il corrispondete dagli Stati Uniti durante la trasmissione Ballarò (se non ricordo male era Federico Rampini)… negli USA sono sorpresi che in un Paese come il nostro, nelle condizioni socio-economiche in cui si trova, il livello di contestazione e di protesta sia così basso… infatti gli Americani sono capaci di criticare l’operato di Obama, sino a fargli perdere le elezioni di metà mandato, nonostante la loro economia negli ultimi anni sia tornata a galoppare… in Italia ci si sorprende che qualcuno contesti, muova delle critiche, dovendo, invece, far finta che tutto vada bene… è questa differenza di mentalità che fa degli USA una superpotenza mondiale e dell’Italia la cenerentola d’Europa …