Archivio mensile:maggio 2014

Tiramisù menta e liquirizia

Il tiramisù menta e liquirizia è una versione che ho provato per la prima volta…il risultato è stato buono…la crema alla menta ti lascia una piacevole sensazione di freschezza che si sposa benissimo con il retrogusto di liquirizia dato dai savoiardi…per l’estate lo trovo fantastico.

Ingredienti: 100 ml di liquore di liquirizia, 200 ml di acqua, savoiardi, 2 uova, 250 gr di mascarpone, 100 gr di zucchero, 250 gr di panna da montare, 7/8 cucchiai di sciroppo di menta.

Preparazione: separare i tuorli dagli albumi; nel contenitore con i tuorli aggiungere lo zucchero e il mascarpone ed amalgamare il tutto con l’aiuto di uno sbattitore fino ad ottenere una crema; montare gli albumi a neve ben ferma e la panna; incorporare prima gli albumi e poi la panna alla crema di mascarpone delicatamente con un cucchiaio; infine, aggiungere lo sciroppo di menta e amalgamare il tutto fino ad ottenere una crema verdina; in una ciotola larga mettere il liquore di liquirizia e l’acqua, bagnare i savoiardi e disporli in un contenitore (io uso una pirofila rettangolare, ma vanno bene anche le teglie di alluminio); sullo strato di savoiardi aggiungere uno strato di crema e ripetere l’operazione per una o due volte (io mi fermo ad una); spolverare il tiramisù con la polvere di cacao amaro e metterlo in frigo per qualche ora.

Il Tiramisù menta e liquirizia è pronto…ditemi se vi piace.

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Il PD ha VINTO…

…che bella giornata, di quelle che non vivevo da anni il giorno dopo le elezioni. Ebbene si, il Partito Democratico ha vinto, anzi ha STRAVINTO, ovunque, senza se e senza ma. Una vittoria che non lascia il benché minimo spazio a valutazioni sorta. Le abituali analisi del voto, alle quali spesso siamo abituati, quasi una sorta di sedute psicoterapeutiche, in quest’occasione le lasciamo da parte. E’ tempo di cantare vittoria.

La tornata elettorale delle Europee ha dato un segnale importantissimo,  quello che c’è un Partito, il PD, con il suo Segretario Nazionale, che da SPERANZA e che c’è un POPOLO del PD pronto alla lotta, alla mobilitazione, pronto a trascinare il partito alla vittoria, se stimolato, entusiasmato, e tenuto nel giusto conto.

Il messaggio è chiaro in Italia, così come in Puglia e in Provincia di Lecce: c’è un POPOLO che sa vincere ed entusiasmarsi, se ha un sogno e un’idea da perseguire. Renzi, sta riuscendo, là dove molti suoi predecessori hanno fallito: dare una mano di colore ad un partito spesso apparso sbiadito, grigio, incapace di illuminare la strada di chi lo segue; dare quella carica e quell’entusiasmo senza le quali, si può essere uno dei tanti partito, ma non il partito POPOLARE e RIFORMISTA, che tanti di noi hanno sempre sognato: un partito che CAMBI l’Italia.

Forse, mi sto lasciando prendere troppo dall’entusiasmo di questa vittoria, che seppur prevista, è stata inaspettata per portata e proporzioni; ma oggi voglio godermela, voglio godermi questo successo, voglio godermi il MIO Partito, voglio godermi le telefonate di complimenti per il risultato ottenuto; non voglio entrare nel gioco dei numeri, in quello delle preferenze e delle polemiche che si potrebbero portare dietro. Ieri ha vinto il PARTITO TUTTO e il SUO POPOLO.

E’ vero, spesso sono stato critico e, probabilmente, lo sarò ancora, pronto ad evidenziare ciò che non va, ad arrabbiarmi quando si perde, ma anche ad esaltarmi quando le cose vanno bene. Così come ho fatto da quando è nato il PD, continuerò a lavorare, a testa bassa, senza manie di protagonismo, per quella IDEA di partito che sta alla base della mia militanza, in piena libertà e senza condizionamenti, nell’assoluta convinzione, di aver fatto sempre il mio massimo e che il BENE COMUNE viene prima di ogni interesse personale.

BUONA VITTORIA a tutti noi del PD e #statesereni a chi ha perso; questa volta #abbiamovintonoi

Perché non andrò al comizio di D’Alema e perché non voterò per Paolucci

Negli ultimi 15 anni non mi sono mai perso un comizio di Massimo D’alema nel Salento; sono stato, qualche anno fa, quando si parlava della sua rottamazione, tra i pubblici sottoscrittori di quel documento che gli riconosceva i meriti della sua carriera politica e l’importanza del suo ruolo nel partito e nella politica Italiana; mi è sempre piaciuto il suo modo di essere politico, riconoscendogli capacità non comuni nel panorama italiano.

Oggi, però, non andrò al suo comizio di chiusura della campagna elettorale a Copertino… non andrò per un semplice motivo: non condivido l’azione politica di alcuni “dalemiani” locali, che si arrogano il patentino di “dalemiano doc”, il loro modo di gestire il partito, il loro modo di fare campagna elettorale, i loro metodi, la loro considerazione dei militanti.

È lo stesso motivo per cui ho deciso non votare Massimo Paolucci, candidato PD al Parlamento Europeo, sostenuto da quel gruppo.

Lo so, qualcuno ora mi dirà che la mia non è una motivazione politica, ma che c’è di politico nel promuovere una candidatura, decisa chissà dove, chissà da chi e chissà per quale motivo? Che c’è di politico nel votare qualcuno di cui non si aveva traccia sino a qualche mese fa? Che c’è di politico nel dover dimostrare la propria fedeltà a qualcuno?

Se posso accettare la disciplina di partito, non posso accettare la disciplina di un gruppo di dirigenti di cui non condivo la linea politica.

Sono certo che molti dalemiani “non doc” staranno vivendo lo stesso mio disaggio.

Con mio grande rammarico sta sera non sarò a Copertino, per la chiusura della campagna elettorale, e sono certo che non sarò il solo a non andarci.

Continuerò a fare campagna elettorale per il mio partito, il PD, sino all’ultimo momento utile e lo farò con la consapevolezza di chi ha sempre lavorato per un’idea e non per dimostrare la fedeltà a qualcuno.

Due PD in provincia di Lecce

Ormai mancano pochi giorni alle elezioni per il rinnovo del Parlamento Europeo e per il rinnovo di 29 amministrazioni comunali.

Una campagna elettorale per quanto riguarda le europee, che sta passando tra l’indifferenza dei più. Molti non sanno neppure che si vota domenica prossima; altri invece giurano di preferire andare a mare; altri, ancora, gli irriducibili, continuano a battagliare in nome della propria ragione, ma sono i pochi. Sono certo che il partito degli astenuti sarà il primo. Forse là dove ci sono le amministrative il clima è più caldo, ma solo perché c’è una competizione tra paesani.

Dunque, una campagna elettorale che, ovunque, non sta lasciando il segno, tranne che nel PD della provincia di Lecce. E mentre tra i cittadini comuni, quelli che vivono la VITA più che la POLITICA, l’idea della competizione per fare primeggiare le proprie ragioni in europa è fortemente sonnacchiosa, all’interno del PD tra i vari dirigenti si consuma la più aspra delle competizioni, ma sia ben chiaro, non sulle idee.

Ora che ci sia una sana competizione tra candidati, non ci vedo niente male, come si suol dire la competizione è l’anima del successo, ma che ci sia un fronteggiarsi tra due opposti schieramenti all’interno del PD, non credo che porterà a grandi successi.

Ne ho avuta contezza in questi giorni, notando che più che una corsa a spingere l’idea di un partito, c’è la corsa a spingere i candidati dei rispettivi schieramenti e non in nome dell’idea politica di cui ognuno è portatore, ma in nome del mero desiderio di primeggiare sull’altro. Sono certo che qualcuno mi dirà: “ma che ci vedi di strano in tutto ciò?”. Niente (si fa per dire) ormai mi sono abituato, ci siamo abituati alle lotti tribali, ma il problema è che queste lotte, che ribadisco ci possono stare, alla fine non si concluderanno con una vittoria del Partito, ma con l’effimera vittoria di un gruppo. Alla fine, il 26 Maggio, avremo il solito partito dimezzato.

Io sto sostenendo e continuerò a sostenere il mio Partito, il PD. Lo sostengo e lo sosterrò, perché per me rappresenta un idea politica. Quell’idea di migliaia di persone come me, che credono ancora in una politica riformista, in una politica per il bene comune, in una politica dove l’io lascia il posto al noi. So benissimo che molti dei miei dirigenti vanno in totale controtendenza, rispetto alle aspettative mie e di tantissimi altri come me. Ve lo dico francamente, amici cari: il mio voto non è per loro. Il mio voto è per chi ci mette il cuore in nome di un’idea; è per tutti coloro che si sacrificano per partecipare ad incontri, a passerelle, dove spesso ci si rende conto di essere presi in giro, ma dove, in nome di una speranza, si decide di esserci; è per tutti coloro che fanno grandi sacrifici per far si che si promuova l’esercizio della democrazia. Per queste Persone è il mio voto e vi assicuro che sono TANTISSIME! L’ho sempre detto e pensato il popolo del Pd è un popolo straordinario che sa rialzarsi e camminare anche quando  viene calpestato, sia all’interno che all’esterno, ma che merita RISPETTO. Per Loro, per Noi, che voto PD.

Sicuramente esprimerò le mie preferenze, giuste o sbagliate (non ho la sfera di cristallo per prevedere il futuro), ma sicuramente saranno libere e prive di condizionamenti. Mi auguro, che molti di coloro che mi stanno leggendo faranno la stessa, perché solo così potremo ancora continuare a parlare di Politica.

 

 

 

Massive Attack – Blue Lines

Sono stato sempre incuriosito dalla musica, diciamo così, un po’ particolare, quella che raramente si ascolta in giro, nei locali, alla radio… ho così scoperto, qualche anno fa  i Massive Attack; un gruppo inglese che può essere considerato il fondatore del genere  trip hop… genere caratterizzato dalla fusione di jazzhip hoprock ed elementi soul… me ne sono innamorato tanto da avere quasi tutta la loro discografia… Vi propongo il loro primo album del 1991 Blue Lines…a me piace tantissimo! Spero piaccia anche a voi

 

Pasta con nduia e ricotta forte

Ho voluto fare il tentativo di abbinare il gusto deciso di un prodotto della mia terra, la “ricotta forte”, con quello altrettanto deciso di un prodotto della vicina Calabria, la “nduia”… direi che è stato un ottimo matrimonio… questo connubio l’ho, poi, addolcito  con una spolveratina di “cacio ricotta” poco salato… ma se siete amanti dell’hard, senza dubbio ci sta bene un po’ di pecorino… provate per credere!

Ingredienti per due persone: 180/200 gr di pasta (penne o fusilli), 4 cucchiaini di nduia, 2 chicchiaini di ricotta forte, due mestoli di salsa di pomodoro cotta.

Preparazione: in una salta pasta mettere la nduia e la ricotta forte e farla sciogliere con la salsa di pomodoro; versare la pasta cotta in abbondante acqua salata e farla saltare per qualche minuto amalgamando il tutto. Impiattare spolverandola con un po’ di cacio ricotta (o pecorino).

Il piatto è pronto!

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Buon appetito…e se avete dubbi scrivetemi!

Risotto con salsiccia e piselli freschi

Per sfruttare i piselli freschi che abbondano a casa mia in questo periodo ed essendo un amante della salsiccia ho provato a fondere i due ingredienti…il risultato? SQUISITO!

Ingredienti per 4 persone: 250 gr di riso, 250 gr di piselli freschi, uno spicchio d’aglio, 250 di salsiccia di tipo lugana, mezzo bicchiere di vino bianco, un litro di brodo vegetale, sale quanto basta, formaggio grattugiato.

Preparazione: pulire i piselli, togliendoli dai baccelli  e lavarli accuratamente; in una salta pasta, mettere l’olio, l’aglio e la salsiccia, privata del budello; aggiungere mezzo bicchiere di vino bianco e stemperare la salsiccia; togliere lo spicchio d’aglio e aggiungere i piselli, facendoli cuocere per qualche minuto; aggiungere il riso e mescolando in continuazione versare il restante mezzo bicchiere di vino; una volta evaporato, aggiungere lentamente il brodo vegetale e portare il riso a cottura mescolando di tanto in tanto; a cottura quasi ultimata, aggiustatelo con il sale desiderato. In fine, mantecare il riso con un po’ di formaggio grattugiato (io uso il Rodez o il Parmigiano). Una spolverata di pepe bianco non guasta.

Il piatto è pronto

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Buon appetito e se avete dubbi scrivetemi!

Europee 2014 e il PD della provincia di Lecce

E’ del tutto evidente che in una campagna elettorale, in cui si vota con il sistema delle preferenze, ognuno voti per chi preferisce. Dunque, non ci si può sorprendere che in provincia di Lecce,  chi dirige il PD stia facendo la stessa cosa. E’ vero che nella nostra provincia c’è un candidato del PD nostrano, Stefano Minerva, per il quale c’è stata una gran mobilitazione di “base” perché gli fosse riconosciuta una candidatura, ma è altrettanto vero che qualcuno preferisce “puntare su altri cavalli”, magari qualcuno con qualche possibilità in più di vittoria (perché avere un amico eurodeputato serve sempre). Infatti, se da una parte ci si affanna a dichiarare pubblicamente che il PD provinciale, “compatto”, sosterrà la candidatura del suo giovane candidato, dall’altro, ci si organizza, con raduni diciamo “d’area”, per la campagna elettorale di qualche candidato di fuori regione. Ora mi chiedo, ma che bisogno c’è di fare tutte queste manfrine (dire in pubblico che si sostiene il candidato locale, per poi spingere in privato, con una forza maggiore, qualcuno che viene da fuori, qualcuno figlio di accordi extraterritoriali, qualcuno a cui si “deve riconoscenza”)? Non sarebbe meglio sostenere pubblicamente i propri candidati, magari proponendone apertamente le loro idee e, magari, promuovendone il confronto, spiegare perché votare uno piuttosto che l’altro?

La mia netta sensazione, invece, che spero sia sbagliatissima, è che, sul nostro territorio, il confronto-scontro principale stia avvenendo, e avverrà di più nei prossimi giorni, tra candidati extra pugliesi. La mia netta sensazione è che ci si stia approcciando al voto più con l’idea di una conta interna, quasi a perpetuare il confronto congressuale, che con la reale volontà di far ottenere un buon risultato al partito e di far fare un ottima figura al candidato locale. Tutto ciò lo considero un grave errore, perché ancora una volta dimostriamo di non essere un Partito comunità. E non crediamo che chi deve votare, non si accorga di questi giochetti (anche senza Giovanni Leo che critica); non meravigliamoci se poi il voto lo danno a chi appare lontanissimo da una politica fatta di tatticismi e strategie (sto pensando al M5s).

Molto spesso, mi leggete critico nei confronti del partito, e lo sono, lo sono stato e lo sarò sempre, specie quando vedo qualcosa che non mi piace; ma come critico (e lo faccio perché al partito ci tengo), così, in questo momento, non mi sottraggo al dovere di darmi da fare per sostenere il mio partito. E lo farò serenamente, senza infingimenti, mettendoci tutto il mio impegno, convinto delle potenzialità (forse inespresse) del PD, convinto della necessità di recuperare una dimensione comunitaria, che vada al di là dei campanili e dei nomi, convinto che ormai il tempo dei giochi, giochini e giochetti sta volgendo al termine e che bisogna parlare con il cuore in mano a chi si chiede il voto, senza troppe prese in giro.

A un principe ignorante

Voglio condividere con Voi un breve brano tratto da “A un principe ignorante” di Plutarco.

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Perché? Perché ora, come allora, ci troviamo ad essere governati, comandati, guidati da persone ignoranti e prive di educazione, che, giunte al potere senza aver la capacità di gestirlo, riducono la loro azione al mettersi in mostra, all’esercizio dell’autoesaltazione, all’arroganza, alla vanità, dimenticando, invece, di dare forza e credito a quei principi morali ed etici, che dovrebbero avere e che i governati dovrebbero avere come esempio, affinché ne vengano affascinati ed assorbiti.

<< … Moltissimi sovrani e governanti, in difetto di buon senso, sembrano, invece imitare scultori privi d’arte che ritengono di poter conferire un aspetto imponente e grandioso ai propri colossi rappresentandoli con gambe ben divaricate, i muscoli in tensione e la bocca spalancata; allo stesso modo, i primi credono di rendere l’idea dell’importanza e della dignità del proprio potere con la gravità del tono della voce, con il dardeggiare dello sguardo, con l’intrattabilità dei modi e il rifiuto di mescolarsi con gli altri; e così non differiscono in nulla dalle statue colossali, che, eroiche e quasi divine all’esterno, all’interno sono piene di terra, di pietre e di piombo; nel caso delle statue, però, questi pesi garantiscono la postura stabile e dritta, mentre spesso, a causa dell’intima ignoranza, i condottieri e i governanti incolti pencolano e caracollano; e poiché il loro alto potere poggia su una base che non è posta in piano, vacillano insieme ad essa.

E’ dunque necessario che il governante – proprio come un regolo, che è dritto e preciso, e raddrizza ogni cosa accordandola e adattandola a sé -, ottenuto anzitutto il dominio su se stesso, raddrizzata la propria anima e disposto opportunamente il proprio carattere, renda i propri sudditi simili a sé. Un uomo incapace di stare in piedi, evidentemente, non è in grado di offrire sostegno, né uno ignorante di insegnare, né uno disordinato di ordinare, né uno disorganizzato di organizzare, né uno privo di regole può darne ad altri. La maggior parte delle persone, invece, è convinta erroneamente che il principale vantaggio del governare consista nel non essere governati: il re dei persiani, per esempio, considerava tutti schiavi, tranne la propria moglie, sulla quale, in realtà, avrebbe soprattutto dovuto esercitare il comando. … >>.