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Lascio il pD

…è passato un anno dal quel 4 dicembre 2016, giorno in cui ho sperato che il pD (dopo la sconfitta al Referendum sulla riforma costituzionale) potesse cominciare una nuova vita… che si potesse mettere da parte un elemento divisivo come Renzi, per andare alla ricerca dell’unità del partito… che si potesse recuperare un’azione politica fino a quel momento incompatibile con i principi del socialismo al quale ci si voleva ispirare quando il pD fu fondato… è passato un anno e non è cambiato niente…il pD ha riconfermato Renzi segretario, le politiche condotte nel corso dell’anno da lui e dal nuovo Premier si sono dimostrate in continuità con quelle precedenti… le prospettive future sono quelle di un partito di ispirazione neoliberista piuttosto che socialdemocratico… ho sperato per un anno che si trovasse all’interno del pD la forza di voltare pagina… che il reuccio fiorentino e il suo seguito si rendesse conto del malessere generato dentro e fuori il partito… ma niente! Da Roma a Lecce, si continua a dileggiare chi non mostra attaccamento al pensiero del capo e a prendere in giro i cittadini… si continua a cercare la divisione piuttosto che l’unità con operazioni di facciata, chiaramente opportunistiche… non può essere questo il mio partito… per quattro anni sono stato segretario e dirigente di un partito che era totalmente differente da quello odierno… in questo pD non riesco a riconoscermi, non ne condivido i principi e i valori (ammesso che ne siano rimasti), non ne condivido le politiche messe in campo… non riesco ad intravedere la praticabilità democratica al suo interno… non riesco più a trovare le motivazioni per una militanza…io scelgo di essere libero …sono un socialdemocratico, né comunista, né democristiano, e resterò tale!

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Assemblea provinciale pD: il partito rinasce

…e mo’ che scrivo? all’Assemblea provinciale del pD non ci sono andato.

Non vorrei interrompere la tradizione che vuole che io scriva le mie impressioni dopo un’Assemblea provinciale …ho sempre partecipato alle assemblee, come segretario cittadino, come delegato, come semplice iscritto, ma ieri non c’ero! Eppure, sulla carta rappresentava un’Assemblea di svolta…la prima del neo Segretario Provinciale Ippazio Morciano…. a proposito, ne approfitto per fargli un grosso in bocca al lupo, anche se per me è un perfetto sconosciuto, mai visto né sentito nel corso di 9 anni di militanza nel partito (ma questa, sicuramente,  è una mia mancanza)… la prima dopo 4 anni di gestione Piconese-Abaterusso… quella indicata da tutti come il punto di partenza per un partito che si ritrova… ma non avevo proprio voglia di assistere ai soliti riti ipocriti.

E che vi devo dire? non c’ero! non ho ascoltato la relazione di Morciano, non ho ascoltato la relazione di Stefano Minerva, che a quanto pare è stato eletto Presidente dell’Assemblea, dopo che si era conteso il posto di Segretario con lo stesso Morciano. Boh!

Ho letto qualcosa sui social e sulla stampa e l’idea che mi sono fatta è che è stata un’Assemblea all’insegna del vogliamoci bene, del siamo un unico e grande partito, del grazie a Dio il cancro del partito è stato debellato, del abbiamo un futuro radioso davanti: percorriamolo tutti quanti insieme mano nella mano.

E questo non potrebbe che farmi contento! Ma… c’è un ma! Ma non avrei dovuto partecipare a decine di altre assemblee… non dovrei conoscere i personaggi che guidano le dinamiche del partito da molti anni ormai e che le guidano ancora. Di queste assemblee ne ho viste tante … di toni entusiastici ne ho sentiti tanti… di giovani brillanti che esprimono tutta la loro passione, tutta la loro voglia di credere in qualcosa, che darebbero il sangue, perché convinti che la loro idea di partito finalmente troverà lo spazio desiderato, negato da altri, ne ho visti tanti! E’ andata a finire sempre allo stesso modo: un partito dilaniato, intriso di personalismi, lontano anni luce dalle istanze del territorio.

Questa volta, qualcuno è pronto a giurare che sarà diverso… beh! che dire? tutto è possibile! Ma io dico che sarà lo stesso! Le premesse sono sempre le stesse!

Due gruppi contrapposti (i Renziorlandiani e gli Emiliani) non possono trovare improvvisamente l’intesa… capibastoni in perenne contrasto tra di loro non possono abbandonare da un giorno all’altro i loro risentimenti personali per ritrovarsi magicamente tutti dalla stessa parte… se avessero voluto l’intesa l’avrebbero ricercata prima di arrivare ad uno scontro congressuale, non vi pare? In vece no! Si sono fronteggiati, si sono scontrati, hanno rappresentato idee contrapposte di partito e alla fine? Si ritrovano a pochi voti l’uno dall’altro e dicono: abbiamo scherzato! Truppe, sotterrate l’ascia di guerra, perché qui ci vogliamo tutti bene e vogliamo tutti il bene del partito! Scene già viste, che mi lasciano indifferente!

Ma si sa, io sono quello prevenuto, quello che non conosce la politica, quella che impone grandi sacrifici per il bene comune! No, non la conosco.

In realtà, ognuno, continuerà per la sua strada, ma in questa fase è più utile sbandierare  un’ipocrita unità. Ci si nasconde meglio. Si dà meno all’occhio nella corsa al rafforzamento della propria posizione personale, soprattutto in vista delle prossime elezioni politiche.

Scommetto, pure, che si proverà a fare una segreteria provinciale delle larghe intese dove ci si mettono tutti, si distribuiscono ruoli a tutti, così tutti sono più contenti… tanto comunque non contano niente, però si fa felice qualcuno, che si sente valorizzato, e le decisioni che contano le prendono le famose “satrapie”.

A naso, penso che non sia cambiato niente rispetto alla precedente gestione del partito, quella di Piconese, né rispetto a quella precedente alla precedente, quella di Salvatore Capone. Le dinamiche sono le stesse.

Come al solito, qualcuno mi dirà che mi sto sbagliando, anche se finora i fatti mi hanno dato sempre ragione! Staremo a vedere! Aspettiamo le prossime mosse!

Va convocata l’Assemblea provinciale del PD

… vi sembrerà strano, ma ieri sera ho ascoltato che cosa avevano da dire i promotori dei comitati per il No, che si ritrovavano all’hotel Tiziano per un’analisi del voto referendario e discutere del dopo…

…che c’è di strano? Lo strano è che l’iniziativa era sostanzialmente organizzata dal gruppo dirigente del partito democratico provinciale… quel gruppo dal quale notoriamente ho preso le distanze più di una volta non condividendone il percorso politico … ma ero stato invitato e ci sono andato…

…lo dico con la franchezza che mi contraddistingue: non ciò visto nulla di nuovo… il solito tentativo di strutturarsi in un’associazione/corrente, di quelli che, nel corso de miei anni di militanza pd, ne ho già visti nascere e morire alla velocità della luce… solo l’intervento di Pippi Nocera, ex sindaco di Sannicola, mi ha fornito qualche spunto di riflessione insieme a quello di Raffaele Cesari di Maglie… ma è durato giusto il tempo che salisse sul pulpito il Segretario Provinciale del pd…

…la sua relazione (non entrerò nel merito) è stata quella che un segretario di partito normalmente fa all’interno dei cosiddetti organismi di partito (assemblea e direzione) … ha fatto l’analisi del voto referendario e ha prospettato il percorso che il pd provinciale a suo modo di vedere deve fare… ripeto, non entrò nel merito… la cosa assurda, per me, è che il segretario provinciale del pd quella relazione l’avrebbe dovuta nelle cosiddette sedi di partito, negli organismi nati per la discussione… ora mi chiedo come si può voler costruire un partito che funzioni ( e questo è stato il tema della serata) se si parla fuori di esso… se non ci si pone questo problema non potrà nascere mai nulla di nuovo… la situazione è difficile… grandi adunate a Lecce … grandi adunate a Maglie… ma il risultato è sempre uguale… un partito in stallo, vittima di se stesso, sordo alle richieste di cambiamento, che arrivano dall’esterno! 

Salvatore Piconese … per quel che può valere un mio suggerimento (nulla), ma mi permetto solo perché a questo partito ancora ci tengo, convoca l’assemblea del partito!

Referendum: che è successo in provincia di Lecce

Beh vediamo di fare un po il punto della situazione nel pd della provincia di Lecce dopo i risultati del Referendum del 4 dicembre…

È vero sto perdendo colpi, se mi accingo a fare questo ben 7 giorni dopo l’esito referendario… vabbè potrei dire che non volevo fare dichiarazioni a caldo seguendo lo stile degli abili comunicatori… ma la verità è che sto incontrando difficoltà anche io ad illustrare una situazione che dire “è da pazzi” è poco…

…vediamo un po’…da dove comincio? Mmmmm… vabbè cominciamo dalla campagna elettorale pre referendum…

…non vedevo una campagna così astiosa da anni…nemmeno alle regionali ci si era spinti a tanto…

…ho visto cose che la mia fantasia stenta a sviluppare… tutto e il contrario di tutto… d’altra parte come ha scritto qualcuno in uno dei tanti post che si sono susseguiti, anzi, per la precisione era un videomessaggio, era in gioco la vita… sicuramente, la sua vita politica lo era e lo è…

…mi vabbene tutto, in campagna elettorale i toni devono essere accesi, il confronto deve essere duro, ma lo scadimento nelle offese personali, proprio non lo tollero… la contrapposizione politica è una cosa, l’offesa alla persona è un’altra e guai a confondere le due cose… ne ho lette di molto pesanti, anche rivolte a me, che tutto sommato sono l’ultima delle ultime ruote del carro…

… e poi… “ma che è successo? Com’è che Sergio Blasi tuo (perché lo avevo sostenuto durante le elezioni regionali e anche dopo) sta votando Si e tu No?” Ebbene si! Questa domanda me l’hanno fatta in tanti… e che gli dovevo dire? …”francamente non lo so! Per come lo conosco io mi sembra incomprensibile, ma avrà avuto le sue buone ragioni”… “ma quali buone ragioni? Ma non era contro la TAP? ma non era contro Cerano? ma non era contro i poteri forti? Ma non era per il rispetto delle regole? Ma non era per il riscatto di una terra maltrattata da Roma…?” …ed io: “mmmmm…credo che lo sia ancora o, almeno, lo spero!”…Insomma, ho perso più tempo a rispondere a queste domande che a quelle sulla reale portata del riforma costituzionale… perché, infondo alla gente, interessa più quello che succede a livello locale che a livello nazionale…

ah! mi stavo dimenticando… alle domande su Blasi ne seguivano altre del tipo: “ma ora con l’Abaterusso sei passato? Come fai a stare sulla stessa posizione di Abaterusso, che tanto hai osteggiato in questi anni?” …”mmmmmmm – pensavo dentro di me – e mo’ come gliela spiego sta cosa?” …un bel respiro, un sorriso alla Mandrake e “ma NO… semplicemente sta volta siamo sulla medesima posizione …stavolta non sta sbagliando”… lapidario, sibillino e via con le argomentazione sul merito della rifoma.

Insomma, si è visto tutto e il contrario di tutto, si sono visti i deputati salentini girare come le trottole per il Salento, per sostenere le ragioni del si, senza fare grandi proseliti, si sono viste le sfilate di sottosegretari e di ministri – sicuramente la più interessante era la Boschi – ma quello che non si è mai visto è l’entusiasmo per una campagna elettorale che ha dato la netta sensazione di essere una sorta di regolamento dei conti all’interno del PD.

A proposito di contrario di tutto… eccolo qui… Piconese – il segretario provinciale del PD… si schiera per il Si… per circa un mese si eclissa… sbuca fuori gli ultimi 5 giorni i campagna elettorale e dice “io sono per il No”… ha lasciato tutti di stucco, come i barbapapà con i barbatrucchi… scatenando le ire funeste di chi lo pensava dalla sua parte sino al giorno prima…ma si sa Lui è così, non lo scopriamo certo adesso (per una maggiore conoscenza potete leggere i miei precedenti articoli su questo blog, basta cercare Piconese)… non è in grado di rappresentare un partito nella sua interezza!

Una cosa è certa è stata una brutta campagna referendaria dove sono emersi rancori mai sopiti, colpi bassi e scorrettezze… ma che vuoi – mi dicono – questa è la politica “nu me fare li chiangimuertu”… può darsi che sia così, ma c’è un limite che per me è invalicabile: il rispetto del mio avversario politico dal punto di vista personale e umano… un limite che non ho mai voluto oltrepassare e che non va oltrepassato.

Per molti la campagna referendaria è stata un posizionamento in vista dei prossimi congressi…per me no: non c’è niente di più sbagliato…e questa cosa l’ho rifiutata con tutte le mie forze, sono andato avanti da solo con le mie convinzioni… non si doveva e non si potevano confondere i due piani… i posizionamenti verranno dopo, in vista dei congressi, tenendo in conto di tante e tante cose che sono successe in questi anni…per ora godiamoci la Costituzione salvata! HA VINTO IL NO!

Qual è la situazione post referendaria nel pd? Un caos a Roma come a Lecce…guerriglie più o meno armate tra gruppi legati ai vari capibastone…promesse di battaglie, promesse di vendette…ma niente di nuovo… sono tre anni (anzi di più) che la vita di partito è questa…

Comunque poi ne parliamo!

PS. ah dimenticavo…c’è stato pure chi diceva di votare No e faceva votare Si… perché non si sa mai è meglio stare da tutte e due le parti! 🙂

PD Lecce: non servono gli incontri al vertice

Non servono gli incontri al vertice!
… credo che in questo momento il pD leccese, possa trovare la forza per uscire dalla situazione in cui si trova solo tra i suoi iscritti, tra i suoi militanti… serve la loro partecipazione, il loro coinvolgimento… serve restituirgli un ruolo e fargli recuperare fiducia… quella fiducia che è alla base di ogni battaglia… per questo mi sorprende che il Segretario provinciale, piuttosto che convocare una grande assemblea aperta a tutti, si ostini a chiudersi nelle stanzette con “quelli che contano” per cercare soluzioni ad uno stallo che loro stesso hanno creato… ho sentito che lunedì ci sarà un incontro con i “vertici”… sarà un altro tavolo del nulla, se non si lavora per rinsaldare il partito alla base… nessuna coalizione si può formare intorno ad un partito (inteso come una moltitudine di uomini e donne che si impegnano per una causa comune) che non esiste… nessun candidato esterno al partito potrà mai candidarsi sapendo che non c’è una coalizione e un partito forte di riferimento… un segretario provinciale non può dire pubblicamente che la colpa di tutto è da attribuire ai cecchini interni che gli tengono puntato il fucile contro (quand’anche questo fosse vero) e lavarsi così la coscienza… qui stiamo rischiando di fare una figura peggiore di quella del 2012… non sono uno stratega della politica, come qualcuno si atteggia, non ho nessuna verità in tasca, ma di una cosa sono convinto, che le alchimie di palazzo in questo momento non servono o non bastano… bisogna creare le condizioni minime di agibilità politica nel pD… se non si riesce a fare questo è davvero tutto inutile!

Vi piaceva vincere facile

…è quello che sto pensando! con riferimento a quei dirigenti e  amministratori del PD salentino che in questi giorni, all’indomani dei risultati delle elezioni amministrative, si stanno lamentando con Renzi attribuendogli la causa degli sconfortanti risultati ottenuti dal partito.

Tutti ad invocare un cambiamento di rotta, tutti alla ricerca del partito comunità, tutti a criticare la gestione del partito da parte del segretario nazionale. Tutto per cercare di giustificare in qualche modo gli scarsi risultati ottenuti dal PD locale. E si! é così quando si perde, è colpa di Renzi che sta smantellando o ha smantellato il partito, quando si vince è merito del gruppo dirigente locale diffuso e “riconnesso” con il territorio.

Gli piaceva vincere facile, godere dell’aura del Segretario-Presidente, che faceva si che si vincesse ovunque con il minimo sforzo, consentendo ai gruppi dirigenti locali di intestarsi grandi vittorie senza reali meriti (mi ricordo ancora l’esaltazione di qualcuno all’indomani delle elezioni Europee).

Ora le cose sono cambiate, Renzi non illumina la via, o meglio, non è quel valore aggiunto che consente di fare i grandi risultati invocando il suo nome, stando seduti comodamente a casa. Improvvisamente gli illuminati dirigenti del PD si sono resi conti che il partito non è una comunità, che le sedi sono vuote, che i pochi militanti rimasti sono demotivati e stanchi di quei continui atteggiamenti manifestanti una presunta superiorità. E allora che fanno? prendono carta e penna o computer e tastiera e scrivono; scrivono al Segretario nazionale lamentandosi di una linea politica e di una gestione del partito avallata e benedetta sino a ieri; improvvisamente, sentono la necessità del partito comunità, vicino alla gente e ai sui problemi e chiedono un cambiamento di rotta.

Ma la cosa bella, sapete qual’è? Il cambiamento di rotta lo invocano a Renzi, ma loro continuano ad andare dalla parte opposta. Forse sperano in qualche magia di Renzi che gli consenta di guadagnare voti continuando ad essere quelli che sono stati fin ora e a gestire come hanno gestito fin’ora.

Io l’ho sempre pensato che i buoni risultati ottenuti negli ultimi anni, in gran parte, erano legati all’effetto trascinatore di Renzi ed ho sempre invocato un maggiore impegno da parte dei gruppi dirigenti locali a costruire e ricomporre un partito, che fosse una comunità prima che un insieme di comitati elettorali legati a questo o quel capobastone. Me ne sono sentite dire di tutti i colori.

Il consenso lo si guadagna sul territorio; i dirigenti sono tali se sono in grado di affermare un idea di partito al di là dell’immagine di qualcuno; il partito è vincente se è capace di fare proposte serie e sopratutto se quelle proposte le trasforma in azioni percettibili.

Era bello vincere facile! Era bello far pensare che era arrivato Renzi a risolvere tutti i problemi! Era bello sbandierare un’amicizia più o meno diretta con il Segretario-Premier per accaparrarsi consensi al di là dei propri meriti e delle proprie azioni. Ed è così che tutti divennero renziani; a quelli “puri” della prima ora si aggiunsero quelli della seconda e terza ora e tutti vivevano felici e convinti che questo bastasse per andare avanti con buoni risultati.

Le cose però cambiano! Renzi in questo momento non è il valore aggiunto e allora, piuttosto che rimboccarsi le maniche, per costruire un partito che dai livelli periferici possa essere trainante per la nazione (perché è questo che ci manca), invocano in cambiamento dall’alto.

Renzi fagli un’altro miracolo!

 

 

Auntoconvocazioni – presidi di democrazia interna al partito.

…prendo spunto dall’incontro degli autoconvocati amministratori del PD della provincia di lecce di ieri, per dire che mi sorprende che ci si sorprenda delle autoconvocazioni…siano esse della base, dei dirigenti degli amministratori di un partito… cosa c’è di tanto strano che un gruppo di persone decidano di ritrovarsi per discutere ed affrontare temi di cui evidentemente si sente la necessità, se questo avviene in forma pubblica ed aperta a tutti? questa modalità non fa degli autoconvocati dei sovversivi dei facinorosi, anzi se ne dovrebbe apprezzare quello spirito di servizio, quella LODEVOLE volontà di mettersi a disposizione del partito, di contribuire all’elaborazione politica, senza necessariamente ricadere in quell’unanimismo di facciata che mortifica l’essenza stessa del partito. Dunque BENVENGANO le AUTOCONVOCAZIONi, le discussioni, gli scontri, i confronti…la democrazia interna non potrà che trarne beneficio… e per favore smettete di vedere del marcio in tutte le proposte ed iniziative che vengono dal di fuori del ristretto gruppo autorefenziale che in questi mesi sta governando tra luci (per la verità poche) ed ombre (tante) le sorti del partito provinciale. Sento spesso il richiamo alla disciplina di partito al rispetto della linea del partito, ma questo non deve essere un atto unilaterale che deve valere solo per gli altri…anche chi dirige in questo momento il PD ha il dovere di conformarsi a quella stessa disciplina, che impone prima di tutto rispetto nei confronti di tutti, specie di chi non la pensa come te… la linea di partito e il conseguente rispetto, può diventare vincolante, solo se essa è frutto di una elaborazione collettiva, del coinvolgimento della BASE del partito nei processi decisionali…cosa che non succede da anni … aspettiamo ancora quella FAMOSA ASSEMBLEA POLITICO-PROGRAMMATICA, dalla quale esca la linea del partito vincolante per tutti… ma ci si guarda bene dal convocarla! è più comodo andare avanti con il gioco delle colpe… perché così si camuffa meglio una gestione settaria ed autoreferenziale.

Dunque avanti con le autoconvocazioni a tutti i livelli… in questo momento sono gli unici presidi di democrazia interna!