Archivio mensile:settembre 2014

Indovinate chi è quest’uomo di “sinistra”.

Dopo aver ascoltato un intervento alla Direzione nazionale del PD di ieri 29/9/2014, ho deciso di riportare delle frasi che questo “compagno” scriveva in un suo libro, che ho comprato e ho letto, qualche anno fa. Il suo intervento e il suo voto di ieri sono in totale antitesi con quello che pensava un po’ di tempo fa! Che cosa gli avrà fatto cambiare così radicalmente idea? Forse il fatto che prima non era nessuno ed ora è qualcuno? Ma, probabilmente, se non avesse cambiato idea non sarebbe diventato qualcuno.

Vediamo se indovinate chi è quest’uomo di “sinistra”, questo rivoluzionario, che si scagliava contro coloro che accusava di dire da sinistra cose di destra.

“…una parte non irrilevante della responsabilità per questo state di cose affonda le radici nell’indebolimento del mondo del lavoro.

Le riforme che, quasi ovunque, hanno inserito notevoli dosi di flessibilità, hanno sì in un primo momento prodotto occupazione, ma con livelli di retribuzione e di qualità del lavoro alla lunga insostenibili.

Al sopraggiungere della crisi, la disoccupazione ha ricominciato a crescere e quei lavoratori si sono trovati privi di tutele e quasi sempre anche di risparmi, impossibili da cumulare con i bassi salari degli anni ruggenti della flessibilità”.

“…persino nel lessico di alcuni leader democratici si insinuano formule e slogan mutuati dalla destra più aggressiva: il diritto a non essere licenziati senza giusta causa diventa un <<totem>> da abbattere, un <<tabù>> da infrangere.

I diritti cominciano ad essere chiamati privilegi e si afferma una peculiare concezione del riformismo, la cui caratteristica diventa quella di dire da sinistra cose di destra.

Un riformismo pronto a trovare la propria legittimazione nel sostegno a cause sempre diverse, mai davvero nuove. E soprattutto incapace di mettere in discussione i poteri che quelle cause selezionano e offrono a una politica subalterna, chiamata solo a garantire consenso e stabilità”.

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Può mai un militante, un eletto, votare contro un candidato del proprio partito?

Può mai un militante, un eletto votare contro un candidato del proprio partito? Oggi mi sono svegliato con questo interrogativo. D’altra parte non è possibile non farsi questa domanda dopo aver letto e sentito dichiarazioni del tipo: “non lo voterò mai”, “se non lo voti ti caccio”. E’ una domanda alla quale non è facile dare una risposta…troppe le variabili, le sfumature.

Faccio un esempio: se un candidato seppur scelto dai vertici del partito con metodo fintodemocratico non mi rappresenta, se questo è il risultato di un processo non collettivo, apparatocentrico, condotto in spregio delle più elementari regole della civile convivenza nel partito, è giusto che lo voti? La logica di uomo libero che ragiona con la sua testa e che risponde alla sua coscienza mi suggerirebbe di dire: non lo voto; ma poi subentra la logica dello stare insieme, dello spirito di comunità, delle decisioni prese a maggioranza, dell’orgoglio di appartenenza, insomma, quella logica che normalmente dovrebbe contraddistinguere chi aderisce ad un partito che, invece, mi suggerirebbe di dire: mi tappo il naso, mi chiudo la bocca e le orecchie e lo voto. Il conflitto non è di facile soluzione; e allora capita che in certi momenti, in base allo stato d’animo che stai vivendo, propendi per l’una soluzione piuttosto che per l’altra; allora, la gridi, la urli, la scrivi sui giornali. Poi, ti rilassi, fai un bel respiro, ci dormi sopra e quella decisione che ti sembrava quella giusta assume altri connotati, che ti portano a fare una valutazione opposta. Essere uomo o donna di partito, di questi tempi, vi assicuro non è facile, ve lo dice uno che in questi ultimi sei anni ha vissuto questa condizione con non poche difficoltà; nello stesso modo mi sento di poter affermare con quasi assoluta certezza, che alla fine quello spirito di appartenenza prende il sopravvento e ti porta a fare il contrario di quello che dici e gridi. Non so se questo è sbagliato, ma è così! Sono certo, quindi, che nessuno tra coloro che fanno vita di partito, potrà mai votare contro il candidato espressione di quel partito. Così come, sono certo, che nessuno vota il proprio candidato solo perché è stato minacciato di essere cacciato.

Elezioni provinciali… è una partita già chiusa.

…leggo e ascolto commenti dove si fanno presagi di sventura per il Mio “povero” PD provinciale in vista delle elezioni per l’elezione del Presidente della Provincia e del Consiglio provinciale e rimango basito… perché mai il PD dovrebbe perdere? perché mai dovrebbe perdere il centrosinistra che si presenta compatto e coeso (mai come questa volta i rappresentati dei partiti sono stati unanimi nelle scelte)? perché dovrebbe vincere il centrodestra? perché dovrebbe vincere una coalizione che a livello nazionale e anche a livello provinciale vale poco più del 20%? si dimentica forse che il PD è il partito del 40%? quel partito che oggi tutti vogliono votare, la speranza per il futuro? NON SI PUO’ PERDERE!  per questo mi sorprendo quando sento qualche alto esponente del Mio partito che considera queste elezioni già perse! Per me sono già vinte! E’ una partita già chiusa!

Le Province ci sono ancora…la Democrazia no.

era giugno 2009 ed io, nascosto dalla mano gesticolante di Vendola, ero su quel palco con la camicia bianca e con le maniche rimboccate… era il comizio di chiusura della campagna elettorale per le elezioni provinciali a Trepuzzi… quella campagna elettorale la vissi in maniera diretta essendo candidato in una lista a sostegno di Loredana Capone Presidente … tutti sappiamo come sono andate quelle elezioni (il centrosinistra le perse al ballottaggio) … ma in quel comizio ero orgoglioso di essere lì, di aver fatto il mio dovere, di aver dato tutto me stesso, affinché fosse premiata un’idea di Salento, diversa e migliore di quella proposta dal centrodestra… ero contento perché avevo avuto la possibilità di parlare a tanta gente, di spiegare la mia idea di politica, di ascoltare quelle che erano le istanze del territorio… sono passati cinque anni e siamo alle soglie delle elezioni per il rinnovo del Consiglio provinciale (che non è sparito come qualcuno potrebbe pensare a seguito di certi proclami)… nel frattempo l’Ente Provincia con la riforma varata dal Governo Renzi si è trasformato in ente di secondo livello, comportando che Presidente e consiglio provinciale non vengano eletti tra i cittadini e dai cittadini, ma tra i sindaci e i consiglieri comunali e dai sindaci e consiglieri comunali… non vi nascono il mio rammarico per non poter essere parte attiva di questa competizione elettorale, che non si svolgerà tra la gente… non potrò fare campagna elettorale, non potrò parlare con i miei concittadini delle proposte per il territorio messe in campo dal mio schieramento, non potrò ascoltare le loro istanze… tutto si ridurrà alla contrattazione del voto da parte dei candidati con chi già ricopre incarichi istituzionali… e questo per chi vive la politica come me è davvero triste… mi sconforta l’idea che i cittadini salentini tutti vengano esclusi dalla scelta di chi governerà un Ente (la Provincia) che sebbene di secondo livello, conserva e conserverà la gestione di servizi strategici per il nostro territorio… si è cambiato tutto per non cambiare niente…anzi no…qualcosa è cambiato… si è inferto un duro colpo all’idea di democrazia partecipata.

Fusilli al ragù di gallinelle e lucerne

Oggi vi propongo un primo piatto a base di pesce, a mio giudizio, eccezionale: i fusilli con ragù di gallinelle8b9510afdab2687aa1d652995d33d76f475fac6e e lucerne o pesce pretecucina_pesce-prete1. Entrambe i tipi di pesce sono l’ideale per fare delle ottime zuppe. La preparazione di questo piatto non è semplicissima, ma con un po’ di pazienza si può fare! Vi assicuro che non ve ne pentirete. Mi raccomando: il pesce deve essere freschissimo. Continua a leggere Fusilli al ragù di gallinelle e lucerne

Un PD senza confronto rischia di finire male. (Cit.)

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“No alle minoranze – Candidato alla Provincia tra Zacheo e Manera”, è questa la premessa con la quale ci si accinge a fare la Direzione del PD allargata agli amministratori Venerdì 5. E, se non bastasse, nella giornata di ieri arriva, l’intervista alla Rai regionale del Segretario Provinciale, che ribadisce il medesimo concetto.

Ora mi chiedo, se è stato tutto deciso, a che serve convocare la Direzione Provinciale? di cosa bisognerebbe discutere? Se già a priori si rifiuta il contributo di idee e i suggerimenti della cosiddetta minoranza, su cosa verterà la discussione?

Probabilmente, sarà la solita convocazione di un organismo, che sulla carta dovrebbe essere un importante momento di confronto e anche di scontro sulle idee, ma che nella realtà, almeno a giudicare le ultime convocazioni, si è ridotto in un momento di apatia generale, in cui il Segretario comunica le sue decisioni e tutto finisce lì.

La chiusura aprioristica che arriva dalla Segreteria non è degna di un Partito che si chiama Democratico. Rifiutarsi di confrontarsi con chi non è allineato, con chi propone un percorso diverso da quello intrapreso, non può che far male al partito.

Ci si ostina a non capire che senza confronto non si va da nessuna parte. 

Io mi sarei aspettato un confronto franco, sincero, anche aspro se necessario, ma le dichiarazioni rilasciate dal segretario Piconese non lasciano spazio ad alcuna speranza. Ribadisco non si può convocare una discussione, avendo già deciso cosa fare, avendo già individuato quei nomi oltre i quali non si può andare.

E poi quei nomi da dove sono usciti? e non mi si dica che sono stati il frutto di una discussione e di una partecipazione democratica, perché è una falsità! infatti, nell’ultimo incontro, quello del 27 Agosto, tra la segreteria e i Sindaci del PD, non uscì fuori nessun nome. Dunque, dove sono stati decisi e da chi sono stati decisi questi due nomi? Non dai Sindaci, non dagli amministratori, non dalla base del partito, da chi? 

Ancora una volta si sbandiera un “laboratorio” politico (termine che secondo me porta sfiga a giudicare come sono andate le ultime elezioni in cui fu sbandierato), che dovrebbe essere preso ad esempio dai vertici regionali, senza che questo tenga conto della realtà della situazione politica! i Laboratori nascono spontaneamente e dal confronto, NON SI IMPONGONO! E quando lo si fa sono destinati a fallire.

C’è ancora tempo per fare le cose per bene ed arrivare a decisioni condivise, ma bisogna volerlo! Percorrendo la strada fin’ora intrapresa si rischia di consegnare il PD ad una sicura sconfitta!

La politica che non va in vacanza e che non da le risposte.

Era Agosto, e da sotto l’ombrellone avevo posto due importanti questioni, alle quali speravo che si desse una qualche risposta: 1) il mancato insediamento della Commissione di Garanzia (organo di tutela della democrazia interna al partito) e 2) la presa di posizione dei vertici del PD Leccese sulla questione TAP. SILENZIO ASSOLUTO!

E’ vero era periodo di ferie… il ritardo nella risposta lo posso capire… anche se a ben ricordare, più di una volta ho letto post di autorevoli esponenti del PD salentino su Facebook, che proclamavano che la politica del PD non andava in vacanza…che si lavorava per tutti quelli che se n’erano andati in vacanza (quasi una sorta di rimprovero per chi ha voluto staccare la spina per qualche settimana)… ma tutto questo da fare a cosa era finalizzato?…che scemo dimenticavo… si sono dibattute importanti questioni… la corsa all’occupazione delle tanto “ripudiate” POLTRONE… è questo, infatti, l’unico argomento che è stato ritenuto degno di essere affrontato.

Ah no!…ce n’è un altro: quello dell’occupazione militarizzata del territorio e dei circoli in vista dei prossimi confronti elettorali… ho letto con grande sgomento della vicenda di Diso, del tentativo del colpo di mano agostano per delegittimare la Segretaria e sostituirla con qualcuno, diciamo così, più “tranquillo” (nel significato di più malleabile)… che SCHIFOOOO!

Allora, adesso è passato agosto… siamo tutti rientrati e rimessi a lavoro… POSSO SPERARE DI AVERE DELLE RISPOSTE SULLE DUE QUESTIONI DA ME POSTE SOTTO L’OMBRELLONE? Le ricordo: INSEDIAMENTO DELLA COMMISSIONE DI GARANZIA e VIA LIBERA PER LA REALIZZAZIONE DEL GASDOTTO TAP.