Sinistra e sinistrati

Li leggo allarmati! Sono tutti preoccupati per la scomparsa della sinistra. La sinistra non c’è più! Il Paese sta rischiando la crisi democratica. L’italia ha bisogno della sinistra. Dobbiamo unirci per ridare vita alla sinistra!

Sono loro! Sono quelli che da un po’ di tempo definisco sinistrati.

Ma chi sono i sinistrati?

I sinistrati sono tutti coloro che davanti alla sconfitta evidente della sinistra (come l’abbiamo conosciuta fino ad oggi, rappresentata da alcuni partiti storici) di qualche mese fa, fanno finta di nulla continuando a credere di essere l’incarnazione di quella ideologia che ha contraddistinto il secolo scorso e che si contrapponeva alla destra.

I sinistrati sono quelli che per anni hanno contribuito alla distruzione dei partiti di sinistra, ma che ora pretendo di essere le fondamenta sulle quali riedificarli,

I sinistrati sono quelli che scrivono qualcosa che secondo loro è di sinistra, ma che di sinistra non è, perché va dalla parte opposta.

I sinistrati sono quelli che solo loro sanno che cos’è la sinistra, e guai a dirgli che forse stanno sbagliando.

I sinistrati sono quelli che ogni mattina scrivono un post sui social dicendo cos’è la sinistra, accusando qualcun altro di aver distrutto la sinistra. (Mentre sto scrivendo, mi sovviene la celebre frase di Alberto Sordi nel film “Il Marchese del Grillo”, quella che diceva: “…io so io… e voi non siete un cazzo”…è perfetta per sintetizzare la spocchia e la supponenza di chi crede di poter dare lezioni sulla sinistra).

I sinistrati sono quelli per cui tutto quello che è stato fatto da loro è stato ben fatto, tutto quello che è fatto da altri è sbagliato.

I sinistrati sono quelli che amano autocompiacersi e autocelebrarsi e che allo scopo organizzano raduni e incontri tra di loro, dove si autoconvincono che sono il meglio che la società può offrire.

I sinistrati sono quelli che pensano che la parola popolo è bella solo se la pronunciano loro.

I sinistrati sono quelli che il popolo è ignorante, immaturo, impreparato, quando non li ascolta e non li vota.

Più o meno credo di aver dato più o meno l’idea di cosa intendo per sinistrato.

Ebbene quel sinistrato in questo periodo non trova pace; sbatte, salta, fa piroette, si contorce, grida, sbraita, bestemmia (perché lo considera di sinistra), per far capire che lui è davvero di sinistra e che il futuro dell’universo passa dal suo riconoscimento.

E già, perché per il sinistrato, che è stato di sinistra sin da quando aveva i pannolini, che è stato allattato con il vino al posto del latte, che è l’unico a conoscere le proporzione dell’acqua e della farina per fare la colla per attaccare i manifesti, l’idea che ci sia qualcun altro che possa rubargli il posto è semplicemente assurda e ridicola. “Non ci può essere altra sinistra se non la mia” è quello che giornalmente si ripete, sperando di svegliarsi presto dall’incubo che sta vivendo: quello che qualcun altro possa fare o dire qualcosa di sinistra oltre a lui.

In realtà, il sinistrato è seriamente preoccupato di non contare più un fico secco e di finire nel dimenticatoio.

Brutti, sporchi, cattivi, razzisti, xenofobi, fascisti, irresponsabili, ladri del futuro dei giovani (su questa cosa dei giovani, spero di ricordarmi di dire qualcosa più avanti), ignoranti, sono solo alcuni degli aggettivi che i sinistrati usano almeno tre volte al giorno, dopo i pasti principali, per definire chi non la pensa come loro.

Ah! Dimenticavo l’aggettivo più usato: populista.

Ebbene si, oggi sono tutti populisti. Ma che vorranno dire con questo populista? Ancora non l’ho capito! Sta cosa mi sta incuriosendo! Vado a guardare (in diretta mentre scrivo) su santa Wikipedia (la santa protettrice di tutti noi ignoranti).

Copio e incollo:

Il populismo (dall’inglese populism, traduzione del russo народничество narodničestvo) è un atteggiamento culturale e politico che esalta genericamente[1] il popolo, sulla base di un atteggiamento di forte sospetto nei confronti della democrazia rappresentativa.

Wowww! Dunque, è un termine coniato dai compagni Russi! Vediamo un po’ che vuol dire “narodncestvo” sempre con l’aiuto di santa Wikipedia: Il populismo (in russoнародничество? narodničestvo, da narod, «popolo») è un movimento politico e culturale nato nell’Impero russo verso la metà del XIX secolo. Sviluppatosi nelle città e formato da intellettuali e studenti consapevoli dei gravi problemi economici, sociali e politici della società russa, si proponeva l’emancipazionedelle masse contadine, la fine dell’autocrazia zarista e la creazione di una società socialista.

E sticazzi direbbe quello che non capisce niente di politica come me.

Come sarebbe? Chiamano populisti tutti quelli che non la pensano come loro e poi scopriamo che il populismo è alla base della rivoluzione socialista alla quale tutti i sinistrati dicono di credere o almeno di aver creduto sin da tenera età.

Comincio a pensare che qualcosa sia andato storto nel processo di indottrinamento al quale i nostri eroi sono stati sottoposti sin da quando avevano i pannolini. Sicuramente ci sarà stata qualche mutazione genetica.

Oggi definiscono populisti tutti coloro che non la pensano come loro, dimenticando che i primi populisti dovrebbero essere loro.

…non ho finito!

Appena ho un altro po’ di tempo continuo!

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