Xylella – La propaganda del Commissario Delegato

Può bastare un manifesto di 6×3 m per tranquillizzare la popolazione Salentina e gli olivicoltori rispetto ai provvedimenti di abbattimento del piano Silletti?
Ebbene sì, siamo passati all’arma della propaganda, per giustificare il piano anti xylella, messo a punto dal Commissario Delegato Silletti.
Piuttosto che spiegare le ragioni delle scelte fatte e riportate in un piano, a mio giudizio, piuttosto pasticciato, tanto che si offre a facili impugnative, il Commissario Delegato o chi per Lui ha pensato bene di fare un po’ di propaganda.
Che c’è di meglio di un mega manifesto dai toni rassicuranti per giustificare delle misure che stanno provocando danni enormi agli olivicoltori e al territorio? Ormai viviamo nell’era degli spot è più efficace uno slogan che una conferenza di due ore. La gente è distratta, molto spesso disinteressata, finchè non viene tocca nei propri interessi e, allora, una mezza frase dai toni rassicuranti può essere incisiva e stroncare in un attimo le ragioni di chi si sta opponendo alle misure del piano del Commissario Delegato e si sta sforzando di farle capire ai più.
Intanto stiamo vivendo un dramma che rischia di cambiare i connotati alla nostra terra e non mi pare che lo si stia affrontando nella maniera giusta. Mi pare, che le misure anti xylella adottate siano più il frutto d’imposizioni dell’Unione Europea che della reale presa di coscienza del da farsi. E non me la spiego altrimenti, prima, la scarsa considerazione e, poi, l’iperattività, per un fenomeno che, è bene ricordare, si conosce da oltre 3 anni. Oggi, chi ha redatto il famigerato piano, per contrastare la diffusione del batterio, ho la netta sensazione che lo abbia fatto sotto la pressione di un’Unione Europea che minaccia di bloccare i finanziamenti, se non si danno risposte in termini di azioni concrete.
L’eradicazione degli alberi, le sanzioni comminate ai coltivatori per il mancato adempimento delle pratiche di coltivazione prescritte nel piano, mi sembrano dettate più dalla necessità di dimostrare che si sta affrontando il problema, che dalla reale volontà di risolverlo con il minor danno possibile per i proprietari e per il territorio.
Si va avanti, non curanti dei tanti ricorsi presentati, dei provvedimenti dei Tribunali Amministravi, che non riconoscono la legittimità delle misure del piano anti xylella, l’importante è far vedere che si sta facendo qualcosa, dopo che per anni ci si è disinteressati del problema. Poco importa del danno materiale ed economico che si sta provocando ai singoli e al territorio.
Forse qualcuno sarà chiamato a risarcire, forse no…forse resterà solo una ferita inferta, come tante che questa terra ha subito, forse no.
Una cosa è certa la vicenda Xylella è stata gestita male sin dall’inizio e continua con questo andazzo… le colpe? …parafrasando il titolo del libro di Pirandello, di uno, nessuno e centomila.
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