L’ultima settimana del PD salentino – parte prima

…eccomi qui! è da un po di tempo che sto rinviando la stesura di questo articolo, oggi finalmente mi sono deciso!

Forse, avrebbe avuto più senso se lo avessi scritto all’indomani della convocazione della direzioneassembleasegreteriaufficiopolitico, che si è svolta venerdì 13 (una data, una garanzia), o all’indomani dell’assemblea promossa dal gruppo degli “under40” di domenica 15, ciò per esternare a caldo le mie sensazioni e le mie valutazioni (sono sicuro che qualcuno ora sta pensando: ma chi se ne frega delle tue valutazioni), ma ho preferito rinviare, nella speranza di essere il più obbiettivo possibile ed evitare di fare polemiche, visto che le odio!

Cominciamo dalla convocazione di quella specie di mostro multiforme di venerdì 13, che avrebbe dovuto sancire il percorso che il PD salentino avrebbe dovuto tenere nella compilazione della liste per le prossime elezioni regionali (strada facendo vi spiego perché ho usato il condizionale); mi aspettavo una folla oceanica (praticamente erano stati convocati tutti gli organismi del partito), almeno 300 persone tra dirigenti, delegati vari e accompagnatori, in una sorta di festa collettiva, e, invece, mi sono ritrovato con una sessantina di soggetti, con l’aria un po’ malinconica, che non vedevano l’ora che il Segretario provinciale facesse la sua solita edulcorata relazione per andare a casa. Alla faccia della festa della partecipazione e della RICONNESSIONE!

Il Segretario come al suo solito, dice che ci vogliamo tutti bene, che siamo tutti felici, che il partito è RICONNESSO, a tal punto da lanciare l’idea di condividere con il territorio, con i circoli, l’iter di formazione della lista. Wowwww! Che bello” ho detto dentro di me, con la meraviglia di un bambino al quale dicono che un asino può volare! Poi ha aggiunto: ovviamente, non possiamo prescindere dalle candidature dei consiglieri uscenti [Blasi, Buccoliero e Loredana Capone (li ho enunciati in ordine alfabetico per non apparire tifoso di qualcuno)]; così come non possiamo prescindere dall’esperienza dei nostri migliori amministratori (Ada Fiore e Paolo Foresio); così come non possiamo prescindere dalla straordinaria capacità dei nostri migliori dirigenti (Sonia Petrachi e Flavio Filoni); così come è impensabile costruire una lista senza la straordinaria presenza di Ernesto Abaterusso, quello che oggi più di tutti è capace di rilanciare l’immagine di un partito riconnesso con il suo territorio, convogliando su di se il sostegno di folle oceaniche di iscritti e simpatizzanti del PD; l’unico in grado di prendere da solo la sommatoria dei voti del resto della lista; colui per il quale il candidato presidente Michele Emiliano ha scritto una supplica perché si candidasse; colui che, sebbene non fosse interessato alla candidatura, spinto da una sorta di sommovimento popolare, seguito ad un’ampia consultazione, ha deciso di scendere in campo per puro spirito di servizio.

Come direbbe Lubrano, la domanda sorge spontanea: a che “minchia” (lo prendo in prestito da Crozza) serve la consultazione dei circoli, se la lista è praticamente fatta (otto su dieci già individuati)? Forse, per tacitare la voce di qualche “nano e sciacallo” che invoca da mesi un percorso limpido e trasparente nella formazione della lista?

Ma non finisce qui: dopo la relazione del Segretario (per la verità più simile al compitino svolto dal ragazzetto per raccontare le vacanze di Natale che a un intervento di un capo di partito), si è aperto il dibattito. Silenzio assoluto per un quarto d’ora! Ad un certo punto prende la parola la Presidente dell’Assemblea, denunciando la poca serietà riscontrata da parte di molti, rei di preferire parlare fuori gli organismi di partito piuttosto che all’interno, e invitava ad intervenire! Tra me e me, mesto spettatore di tal spettacolo, dicevo: Cavolo! si chiede di intervenire in organismi che ormai da tempo sono stati svuotati della loro funzione; dove le parole hanno un senso se pronunciate a favore delle idee espresse dal gruppo che dirige il partito, ma che sono foglie al vento se pronunciate in contrapposizione; perché qualcuno si dovrebbe sentire spinto ad intervenire?

Comunque, a seguito di questa sollecitazione, i soliti noti, davvero con spirito di sacrificio e perché il partito lo richiede, cominciano a prendere la parola, con lunghi e interminabili sermoni, tendenti più a celebrare qualcosa o qualcuno che a stimolare una reale discussione. Passano i minuti, passano le ore e mentre la mia concentrazione è sempre più attratta dalla grande macchia di umidità che decora la sala, sento una voce fuori dal coro dire: per i compagni di Aradeo la candidatura di Ernesto Abaturesso è inopportuna! Un sussulto che interrompe la monotonia degli interventi che si erano susseguiti fino ad allora. Poco altro, successivamente, se non la percezione di una sorta di curiosità, mista a preoccupazione, per l’assemblea che gli “Under40” avrebbero fatto la domenica successiva…

…to be continued

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