PD Salentino: nel nome del figlio e del padre

…”mi auguro solo che a questo gesto non segua la candidatura di un qualche suo familiare, così come si legge sul Quotidiano, perché in un attimo svuoterebbe di ogni più nobile significato, quella che è stata una saggia decisione POLITICA”… concludevo così il mio ultimo articolo intitolato: Gabriele Abaterusso fa un paso indietro? Un bel segnale dal PD Salentino… auspicio il mio, che sembrerebbe essere sconfessato dalla notizia delle ultime ore secondo la quale Ernesto Abaterusso potrebbe candidarsi al posto del figlio Gabriele.

Ora importa poco se sia Michele Emiliano in persona a sollecitare la candidatura, come si vocifera, o sia la ferrea volontà della famiglia Abaterusso di riempire a tutti i costi la casella nella lista del PD, o sia una sorta di sommovimento popolare del sud Salento, come si legge da qualche parte, a spingere per questa soluzione, quello che appare evidente è che la Politica quella con la P maiuscola andrebbe a farsi benedire.

La candidatura di Ernesto, apparirebbe dettata da tanti fattori che con la Politica hanno ben poco a che vedere. Sarebbe un pessimo segnale, in netta contrapposizione con il bel gesto (apprezzato da tanti, anche da me) del figlio Gabriele di fare un passo indietro, dopo le vicende giudiziarie che lo hanno riguardato. Il PD Salentino darebbe una bruttissima immagine di se, dopo aver scritto una bella pagina qualche giorno fa.

Come spiegare questa scelta che farebbe ripiombare improvvisamente, dopo tanti proclami di “nuovo corso”, il PD negli anni 80? Oddio qualche avvisaglia di restaurazione dell’ancien régime lo avevamo avuto con la nomina dei componenti dell’Ufficio Politico, ma non avrei mai pensato che si potesse arrivare a tanto. Dunque, rinnovamento ovunque, ma non nel Salento.

Che tristezza sarebbe vedere mettere da parte ogni principio che lega la scelta di una candidatura alle capacità personali della singola persona; poco importa se ti chiami Gabriele o Ernesto, l’importante è che sia un Abaterusso. Che brutto messaggio darebbe il PD salentino: quello che per fare politica non importa quanto sei bravo, ma come ti chiami e quanto sei potente.

E, poi, è possibile che un Partito che si definisce Democratico non riesca a discutere delle candidature da esprimere sul territorio in un organismo collegiale? Nessuna Direzione è stata convocata su tale tema, nessuna Assemblea. Ma che partito siamo diventati? Tutti ad aspettare le decisioni che piovono dall’alto. Un Segretario provinciale Piconese che invece di essere protagonista della vicenda e dettare la linea da tenere, dichiarandosi pronto a scendere in campo, per dare forza al Partito che guida, si riduce al ruolo di “incensiere” di fiducia, che aspetta le decisioni di altri.

Il PD Salentino potrà anche vincere le prossime elezioni, ma la Politica ne uscirà sconfitta.

Qualche giorno fa mi ero illuso che il PD Salentino avesse finalmente imboccato la strada della rinascita, ma, se fosse confermata la candidatura del padre del figlio, saremmo esattamente dove eravamo, anzi saremmo tornati negli anni 80.

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