SEL in Puglia scompare… perché?

E’ notizia di questi giorni che SEL non presenterà una propria lista alle prossime elezioni regionali di Puglia. Questa è una di quelle notizie che mi fanno pensare che davvero non ho capito niente della politica… mi sembra un paradosso che il partito di Vendola, Governatore di Puglia per dieci anni, non presenti una propria lista e decida di confluire in una lista civica, che, pare, si stia formando su impulso del Senatore Dario Stefano, sconfitto alle primarie del 3o novembre scorso.

Dieci anni di governo della Regione Puglia avrebbe dovuto garantire al partito del Presidente Vendola un ritorno di consenso politico straordinario, specie se, come sento spesso ripetere, sono stati anni di buon governo, costellati di straordinari risultati.

E invece no! Dieci anni di Governo Vendola ha portato alla scomparsa di SEL in Puglia. Perché? provo a darmi una spiegazione: forse in questi anni si è pensato più al rafforzamento dei singoli… Vendola ha pensato più a tutelare la sua persona, circondandosi di fedelissimi che garantissero la sua centralità decisionale, piuttosto che dare spazio ai tanti militanti di SEL, che erano stati il motore propulsivo delle sue due elezioni… Ne è derivato un lento ed inesorabile svuotamento di quelle che erano state denominate “le fabbriche di Nichi”, quelle officine di idee e di consenso che avevano fatto tanto ben sperare agli affezionati dei valori di sinistra, tanto da rivendicare una certa supremazia politica e morale su i militanti del PD.

Ripeto, mi sembra davvero un paradosso, la scelta di Vendola di non partecipare alle prossime Elezioni Regionali con la lista di SEL… credo che doveva essere un atto dovuto nei confronti di quei militanti che in tutti questi anni lo hanno sostenuto e difeso. Bene ha fatto la Segreteria provinciale di Lecce a dimettersi in blocco e a ribellarsi a questo stato di cose.

Quello che è successo a SEL in Puglia è la prova provata di quanto sia dannosa per un partito l’idea del “leader”, dell’uomo solo al comando… si rischia di svuotare il partito, di perdere tutte quelle risorse, quelle intelligenze che sono la linfa vitale dello stesso e la garanzia di sopravvivenza negli anni.

Spero che quello che è successo a SEL sia di monito al PD, gli faccia ben comprendere che l’idea leaderistica, che sembra stia prendendo sempre più piede al suo interno, porterà ad un lento, ma inesorabile, svuotamento (un po’ sta già succedendo). Il partito ha senso nel momento in cui è espressione di pluralismo e collegialità, nel momento in cui diventa un comitato elettorale a servizio di qualcuno è destinato a morire.

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