Gli avvocati di Lecce continuano l’astensione ad oltranza

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Ieri, durante l’assemblea degli Avvocati dell’ordine di Lecce, in un clima infuocato, si è deciso di proseguire l’astensione ad oltranza da tutte le udienze civili, penali, amministrative e tributarie, già in atto dal febbraio scorso…c’è stata una gran bella discussione, tra chi sosteneva le ragioni della revoca e quelle della continuazione…alla fine la maggioranza ha deciso per la continuazione… io ero tra quelli che erano convintissimi che si dovesse continuare con l’astensione ad oltranza…la forma più estrema, più difficile da portare avanti… non è facile far capire a chi ci segue, ai nostri clienti, il perché di questa agitazione…i problemi della giustizia sono un male oscuro che, sebbene non percepibile dai più, sta lentamente erodendo il nostro Sistema democratico… a questo punto, non si può tornare indietro…qualsiasi altra forma di protesta, diciamo così più blanda, verrebbe intesa come un segnale di resa… è vero, qualcuno ieri lamentava l’isolamento dell’avvocatura leccese nel portare avanti questa forma di protesta…ma è un falso problema, per chi crede davvero che la giustizia ha bisogno di un radicale cambiamento…credo che sia arrivato il momento di incrementare le forme di lotta…mi rendo conto che il solo sciopero ad oltranza, specie così come portato avanti nell’ultimo periodo, rischia di essere non percepito e di non dare i frutti sperati…è necessario alzare il tiro, affiancare l’astensione con altre forme di protesta, che siano maggiormente percepite dalla gente e, soprattutto, da chi è deputato a varare la riforma della giustizia…non sarebbe male se si riuscisse ad organizzare una manifestazione degli avvocati leccesi a Roma… dobbiamo farci percepire e far capire che siamo determinati…solo così potremmo coinvolgere gli altri ordini italiani…non posso assolutamente pensare che i problemi della giustizia li viviamo solo noi… dobbiamo spingerci fuori dai confini territoriali… e poi è necessario rende gli obiettivi della protesta chiari e riconoscibili (non si può essere vaghi e denunciare tutti i mali della giustizia, senza dire chiaramente cosa si vuole)…pochi punti di rivendicazione, rispetto ai quali non si fa marcia indietro… perché non costituire un gruppo di lavoro che si preoccupi di stilare una progetto di riforma organica della giustizia da presentare ai nostri rappresentanti politici e a tutti i colleghi in Italia? La sola astensione ad oltranza a questo punto non basta più.

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