Nessun candidato salentino alle elezioni europee – Il PD della provincia di Lecce tace

Purtroppo il PD in Puglia, così come in provincia di Lecce, si è ridotto ad un semplice ruolo di subeltarnità; il PD regionale subalterno a quello nazionale, il PD provinciale subalterno a quello regionale: Michele Emiliano doveva essere il capolista e non lo è; nessun candidato salentino in lista alle elezioni europee. E non si creda che non ci abbiano provato.

Emiliano da mesi stava lavorando perché potesse essere capolista e in tal senso aveva ricevuto anche rassicurazioni da Renzi; mi ricordo un tweet di Emilano, in cui si diceva che Renzi gli chiedeva di fare il capolista alle elezioni europee, e che era felice di accettare. Questo tweed fu scritto per giustificare il mancato inserimento nella lista di governo. Per la serie #michelestaisereno! Ed ora si ritrova al secondo posto.

A livello provinciale, invece, ad un certo punto sembrava che ci dovessero essere due candidati salentini in lista: Stefano Minerva, sostenuto dai GD, e Sandra Antonica, sostenuta dalla segreteria provinciale. Alla fine non c’è nessuno dei due. Ciò che lascia ancor più sbalorditi, sono le modalità con le quali è stato “segato” il giovane Minerva; addirittura la sua candidatura viene annunciata nella direzione nazionale, salvo poi scoprire che nella lista al suo posto c’è un altro. Ma stiamo scherzando? Alla storia dell’errore di battitura nella compilazione delle liste, non ci credo. Che sarà successo?

Una cosa è certa, ne usciamo con un giovane (al quale va tutta la mia solidarietà umana per la brutta esperienza vissuta) umiliato e un partito provinciale sbeffeggiato. Dopo tutto ciò, mi sarei aspettato una levata di scudi da parte del Segretario provinciale e da parte di tutto il gruppo dirigente, per l’affronto subito, e invece, tutto passa nell’assoluto silenzio (se si eccettuano i post di qualche giovane democratico, giustamente inorridito davanti ad un simile fatto). Forse la candidatura di Stefano era considerata talmente di servizio, da non ritenerla importante e utile per il partito territoriale? Forse si son tirati i remi in barca quando ci si è resi conto che la candidatura di Sandra Antonica era stoppata, nei fatti, da quella di Elena Gentile?  Forse si doveva rafforzare qualche altra candidatura? Mi sembra strano che il Segreatrio provinciale e la Vicesegretaria regionale salentina, non dicano nulla sulla vicenda. Ma sono tutte mie congetture, che mi permetto di esprimere, non leggendo alcuna comunicazione ufficiale pubblica e che mi auguro saranno smentite dai fatti.

Io continuo a non vedere, quel partito di cambiamento, che viene sbandierato sulla stampa, né a livello regionale, né a livello provinciale. E i fatti di queste ore non fanno altro che confermare le mie impressioni. Dunque, non mi sorprende che sia successo quello che è successo; non può non essere così quando si sceglie di fare del partito una serie di comitati elettorali gestiti da signorotti locali, piuttosto che un luogo di aggregazione e di decisione dei militanti. Il PD raccoglie esattamente quello che ha seminato, ben poco! Si è voluto un partito esclusivo in mano a pochi e, allora, non bisogna lamentarsi se si viene maltrattati!

Ora mi chiedo con quale stato d’animo si andrà all’elezioni, con quale stimolo! Il gioco di accreditare se stessi (mi riferisco ai vari capetti) piuttosto che un intero partito ci ha penalizzati a tutti i livelli.

Spero che ci serva di lezione e che si CAMBI strada!

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