Perché non vado all’assemblea regionale del PD

Oggi 24 febbraio, ore 15.30 è stata convocata l’Assemblea Regionale del PD, con il seguente ordine del giorno: elezione della direzione regionale e dibattito.
Sta volta non ci casco, non mi faccio 300 Km, per alzare un cartoncino!
Per chi non lo sapesse, sono componente dell’assemblea regionale del Pd e, pertanto, dovrei partecipare all’assemblea, all’elezione della direzione ed, eventualmente, partecipare ad un dibattito, ma ho deciso di non andarci!

Non ci vado, non perché sono occupatissimo e perché l’assemblea è stata convocata di Lunedì alle 15.30, quando si presume che la gente lavori (la scusa accampata da molti delegati), ma perché lo ritengo inutile e una presa in giro.

L’esperienza l’ho già vissuta domenica scorsa, 16 febbraio, durante il cosiddetto “congresso del PD Puglia” (che tutto sembrava tranne che un congresso), allorquando, di buona lena, mi sono svegliato all’alba per recarmi a Bari dove era stata convocata l’assemblea regionale per le ore 9.00. Ero convinto di dover affrontare una discussione (di quelle che piacciono tanto a me), che ne sarebbero derivate delle posizioni, dei candidati a cui, poi, attribuire una prevalenza con il “mio preziosissimo voto”, ma  non c’è stato nulla di tutto questo. Tutto preconfezionato, tutto precostituito. Il segretario regionale, le vice segretarie, la presidente dell’assemblea, si era già tutto deciso. Il ruolo del delegato in assemblea era solo quello di alzare un cartoncino (sul quale c’era scritto delegato) e dare la certificazione di decisioni democratiche a decisioni che di democratico avevano solo il nome, forse! La fine della giornata fu indecorosa per un partito che si chiama democratico: dopo aver fatto finta di votare tutte le cariche (già decise), si aprì il dibattito! Dentro di me pensai: ” ma che dobbiamo dibattere se è stato tutto deciso?” e, come me, la pensarono in molti, dal momento che la sala si svuotò nel giro di pochi minuti. Credo che si sia toccato proprio il fondo in quell’occasione.

Oggi, dovrei ripetere la stessa esperienza di domenica scorsa ed andare in assemblea a far finta di votare i componenti della direzione, già decisi in base non si sa a quali logiche? Per poi affrontare un dibattito (se ci sarà) sterile ed inutile? NON CI VADO! E non ci andrò finché la gestione dell’assemblea sarà questa.

Far parte dell’assemblea regionale del mio partito dovrebbe essere un orgoglio, ma non potrà esserlo finchè non sarà un’assemblea vera, dove i delegati saranno chiamati a partecipare, con il loro contributo di idee, alle scelte fondamentali della vita del partito stesso, finché al voto del delegato non sarà attribuito un valore e un significato.

#equandocambiamoverso?

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